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domenica 7 febbraio 2010 di Chiara Piccolantonio
Non ci sono mostri, né spargimenti di sangue, non c’è nulla di tutto ciò che un appassionato di horror potrebbe aspettarsi da un film tanto atteso e pubblicizzato. C’è solo una buona idea, un titolo semplice ed efficace, 15.000 dollari di budget e una seria campagna pubblicitaria : ecco finalmente (...) |
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venerdì 5 febbraio 2010 di Lorenzo Vincenti
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venerdì 5 febbraio 2010 di Antonio Spera
In Crimini e Misfatti, Woody Allen definiva la commedia “tragedia più tempo”, tenendo a sottolineare che a distanza di anni si può e si deve ridere dei dolori passati e che il genere comico nasce il più delle volte da un intento sdrammatizzante. Questo concetto rappresenta anche il nucleo della (...) |
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venerdì 5 febbraio 2010 di Marco Di Cesare
4 febbraio 2010. Il Maestro George Andrew Romero compie settant’anni, molti dei quali spesi a colpire il Sistema, a morderlo, in un percorso cominciato nell’ormai lontano ’68 con uno dei film germinali per l’horror e per tutto il cinema indipendente americano, un esempio imitato ancora oggi – anzi, (...) |
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giovedì 4 febbraio 2010 di Gaetano Maiorino
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martedì 2 febbraio 2010 di Antonio Spera
E’ la preannunciata sfida Bigelow-Cameron a rendere emozionante la prossima notte degli Oscar. L’antibellico The Hurt Locker (presentato a Venezia 2008 ma uscito nelle sale statunitensi solo l’anno scorso) e il fantascientifico Avatar sono davanti a tutti con 9 nominations e si contenderanno i (...) |
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martedì 2 febbraio 2010 di Luca Lardieri
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martedì 2 febbraio 2010 di Luca Lardieri
Suor Maria, dopo una vita trascorsa dividendosi equamente a metà tra chiesa e passione per la musica, giunta ormai all’età di quarant’anni scopre improvvisamente di avere desideri che la spingono oltre le mura della propria parrocchia, nonchè degli “strani” e inaspettati impulsi sessuali. Il suo stato (...) |
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lunedì 1 febbraio 2010 di Gaetano Maiorino
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domenica 31 gennaio 2010 di Edoardo Zaccagnini
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sabato 30 gennaio 2010 di Luca Lardieri
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sabato 30 gennaio 2010 di Gaetano Maiorino
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Riprendiamo il discorso da dove lo avevamo lasciato. Da quel grido bellocchiano che chiudeva il primo atto con un acuto ed un applauso. Fatto più (...) |
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