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Blue Kids

Pubblicato il 2 dicembre 2017 da Anton Giulio Onofri

VOTO:

Blue Kids

Blue Kids è il bell’esordio da regista dell’assistente di Matteo Garrone, che glielo ha prodotto, Andrea Tagliaferri, presentato in concorso al Festival di Torino numero 35. 75 minuti di cinema di ampio respiro e vasta gittata di sguardo, fatto di tempi lenti, dilatati, ma mai in stasi, anzi dalla strisciante mobilità di un serpente sornione, un demone del male puro che nutre e fomenta pensiero e azione di due fratelli, maschio e femmina, sotto la ventina, cresciuti, come ha dichiarato lo stesso Tagliaferri, “in una terra in cui gli inverni sono accompagnati da fitte nebbie e dove la modernità si affaccia prorompente, violenta e straniante come i loro gesti”. Blue Kids è girato nella Romagna tra Faenza e Comacchio, piatta e lattiginosa, immersa nelle luci dei neon e dei colori acidi delle insegne delle stazioni di servizio e dei centri commerciali, dove i sentimenti, e gli eventuali risentimenti, si congelano per sedimentare “in una bolla – è sempre il regista a parlare – in cui tutto è possibile perché nulla sembra avere conseguenze”. Incapaci di crescere, risucchiati dalla nostalgia di un’infanzia cullata dai racconti della nonna e dei cartoni animati, i due ragazzi vorrebbero recuperare la perduta innocenza che gli è stata tolta, e arrivano a macchiarsi di una serie di crimini spaventosi e innaturali, registrati dalla loro cerebralità contorta e compromessa come materiali da consumare e archiviare insieme al resto della normale banalità quotidiana. Tagliaferri, si diceva, predilige campi lunghi, lunghissimi, il contrario esatto del ravvicinato televisivo che costituisce l’attuale immaginario dei coetanei dei suoi due protagonisti irretiti dalle fiction e dai videogames. Gli spaziosi panorami del delta del Po e delle distese padane, fotografati con livido distacco da Sara Purgatorio, costituiscono una gradita novità in una cinematografia come la nostrana, da anni tutt’altro che interessata a reinterpretare il paesaggio italiano, partendo dal quale il cinema degli autori più giovani potrebbe affrancarsi dall’oleografia e dalle cartoline pubblicitarie del mainstream, e accendersi di una linfa nuova, per sostanziare nuove storie e inedite galassie sentimentali da troppo tempo assenti nel lavoro dei nostri cineasti. Che bello ritrovare, scandite nella loro noia rassicurante, confortevole, eppur invece fertile di incontrollate inquietudini, le ore vuote e sempre uguali della provincia, e di questi ‘ragazzi tristi’ che inconsciamente covano frustrazioni e velleitarie aspirazioni di felicità, illustrate in termini cinematografici di grande efficacia visiva. È nato un nuovo autore? Intanto, un grande grazie a Matteo Garrone, che lo ha scoperto, coltivato e sostenuto nel portare a compimento la sua ambiziosa opera prima.


CAST & CREDITS

(Blue Kids); Regia: Andrea Tagliaferri; sceneggiatura: Pierpaolo Piciarelli, Andrea Tagliaferri; fotografia: Sara Purgatorio; montaggio: Simone Manetti; interpreti: Fabrizio Falco, Matilde Gioli, Agnese Claisse; produzione: Archimede, Rai Cinema; origine: Italia, 2017; durata: 75’


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