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Dafne - Panorama

Pubblicato il 12 febbraio 2019 da Gherardo Ugolini

VOTO:

Dafne - Panorama

Prodotto da Vivo film con Rai Cinema, il film Dafne di Federico Bondi ha commosso il pubblico del Festival del cinema di Berlino raccogliendo molti applausi ed elogi. Al centro della pellicola è la storia vera di una donna di 35 anni afflitta da sindrome Down, ma capace di affrontare la vita come se l’handicap non ci fosse. Col suo carattere esuberante e trascinante, Dafne vive in famiglia coi genitori Luigi (Antonio Piovanelli) e Maria (Stefania Casini). Lavora alla Coop dove è amata e stimata da tutti i colleghi. Momento cruciale della vicenda è la perdita improvvisa della madre, che si era occupata dell’educazione della figlia dandole tutto l’amore possibile. Rimasta sola col padre, Dafne si vede costretta ad affrontare un’esperienza nuova, quella del lutto famigliare, e dopo una prima fase di sbandamento, grazie all’incredibile forza interiore di cui è dotata, riesce non solo ad elaborare il lutto, ma addirittura a farsi carico lei delle difficoltà dell’anziano padre, sprofondato nella più cupa depressione e tormentato dalla paura di lasciare sola la figlia alla sua morte. La svolta è data da un viaggio che padre e figlia intraprendono insieme camminando per i sentieri della montagna diretti verso il paese d’origine della madre scomparsa. I due riescono a ricostruire un rapporto tra di loro, imparano a conoscersi in modo nuovo. Ed è Dafne a ristabilire un certo equilibrio in famiglia imponendosi come la figura guida che si prende cura del padre esortandolo a bere meno vino e soprattutto a «non buttarsi giù».

Il film è costruito con una delicatezza rara e commovente, senza il minimo cedimento alla retorica (come sovente accade in pellicole che trattano di malattia e handicap). Bravissima Carolina Raspanti che interpreta se stessa come è nella vita reale (recita senza copione) dando credibilità a una donna capace di essere più forte della sua menomazione di partenza e di trattare gli altri alla pari. La Dafne di Bondi (ma probabilmente anche la Carolina della realtà) è una vera e propria forza della natura, con un carattere solido e inarrestabile, determinato e consapevole, dotata di una voglia di vivere inossidabile. Il difetto genetico, la mancanza di un cromosoma, fa di Dafne una creatura diversa, ma per molti aspetti migliore nella sua vivacità e incoscienza. Bellissima la scena in cui, poco dopo la morte della madre, a un infermiera che vorrebbe somministrarle degli ansiolitici per calmarla, risponde «Le preda lei quelle pasticche, io voglio piangere!». Una battuta che da sola rivela tutta l’intensa umanità della protagonista, che si ribella a un sistema che vorrebbe riportare tutto alla giusta misura e a un ordine fittizio in cui anche la disperazione va controllata e disciplinata. Dafne in fin dei conti è dotata di buon senso più di tutti gli altri personaggi, e si attiene alle regole anche a costo di apparire pedante.

Dafne è il secondo lungometraggio del regista fiorentino Bondi, dopo Mar Nero del 2008. «La mia è una commedia drammatica che non cerca di trasformare la disabilità in intrattenimento» ha spiegato il regista il quale si è imbattuto per caso sui social in Carolina Raspanti ed è rimasto affascinato dalla sua personalità, dal suo carisma. «Un giorno – ha raccontato Bondi – ho visto a una fermata un padre e una figlia con la sindrome di Down che si tenevano per mano. Mi apparvero come degli eroi, due sopravvissuti. Poi ho avuto la fortuna di incontrare Carolina, con cui è nata un’amicizia fondamentale non solo per il film, ma anche per la mia vita». Sarebbe semplicistico liquidare il film come la rappresentazione di una donna che riesce ad affermarsi nella vita nonostante il pesante handicap di partenza. Dafne è qualcosa di più di un film sulla sindrome di Down o sulla diversità. È un film sulla necessità di coltivare contatti umani e amicizie, perché tutti siamo Dafne, tutti abbiamo dentro di noi delle risorse da approfondire. È un film che costringe lo spettatore a interrogarsi su sé stesso, sui propri preconcetti e sulle proprie ansie.


CAST & CREDITS

(Dafne); Regia: Federico Bondi; sceneggiatura: Federico Bondi; musica: Saverio Lanza; costumi: Massimo Cantini Parrini; interpreti: Carolina Raspanti (Dafne), Antonio Piovanelli (Luigi), Stefania Casini (Maria); produzione: Vivo Film, Rai Cinema; distribuzione: Rai Com; origine: Italia; durata: 94’.


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