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Filumena Marturano

Pubblicato il 31 gennaio 2017 da Monia Manzo


Filumena Marturano

Filumena Marturano è tornata a vivere grazie alla splendida versione firmata da Liliana Cavani che, per la prima nella sua vita, si è cimentata in una regia teatrale e dichiara: “Il mio battesimo nella prosa (ammesso che ci sia poi un seguito) non poteva accadere con un’opera teatrale migliore… In teatro si ripete continuamente il testo. C’è modo di approfondire di più, c’è la possibilità di ottenere a volte dagli attori delle sfumature di recitazione che nel cinema non sempre si afferrano. L’attore poi in teatro è nudo, va in scena nudo ogni volta, misurato dal pubblico ogni volta. È indifeso contro la possibile indifferenza del pubblico e la sua incertezza o la stanchezza. Insomma, l’attore a teatro deve essere “nuovo di zecca” tutte le sere”. E conclude: “Del resto il teatro è abbastanza simile alla “vita”. Ci si ripete e ci si rinnova ogni giorno nelle nostre case, si prova ad essere felici, ad aggiustare le cose, si prova e riprova ad amare si ama un uomo per sempre come Filumena, si amano i figli e lo si spiega anche alla Vergine Maria come fa Filumena. Filumena crede nella vita, la ama, la trova vivibile per quello cerca di raddrizzare le storture, di vincere le ingiustizie. Eduardo deve aver amato moltissimo questa commedia, perché è pura vita”.
Dalle note di regia della Cavani si evince l’enorme passione e impegno che sono stati posti nel mettere in scena un’opera fondamentale di Eduardo, più volte rappresentata da grandi del teatro tra cui la bella versione di Toni Servillo; nonostante il brillante passato, le aspettative del pubblico non sono deluse e le scelte degli attori sono perfette rispetto a quella che può essere una versione più attuale di "Filumena", incarnata dalla sempre affascinante e carismatica Mariangela D’Abbraccio, molto convincente anche nell’utilizzo di un vernacolo napoletano mai sciatto e ricco di quei suoni caldi e profondi che amiamo tanto, mentre Geppy Gleijeses veste i panni di un Domenico Soriano misurato e intenso.
A parte un cast eccezionale ciò che sconvolge sempre di questo testo è la modernità mai superata dei temi affrontati: l’appartenenza di figli nati fuori dal matrimonio, il concetto di una famiglia, scevro di beceri elementi piccolo borghesi.
Il sentimento e la forza di Filumena, che si ribella alle convinzioni sociali, vibra forte e la possenza del suo grido di dolore si esprime intensamente, raggiungendo il pubblico, che nonostante conosca il testo a menadito, anche grazie alla versione cinematografica "Matrimonio all’italiana" del 64’ di De Sica, continua a commuoversi e a riflettere.
Non ci sono mezzi e maniere alternative oltre quelle usati con intelligenza, maestria e umiltà dalla Cavani per rappresentare un’opera eduardiana, pilastro della nostra letteratura teatrale.
Sono inutili riletture o adattamenti come quelli di qualcuno, che ancora cerca di stupire stravolgendo la musicalità della lingua o adattando il testo: alcune opere non vanno deturpate da inutili velleità registiche.
Il teatro di Eduardo è di per sé già una rilettura della realtà attraverso una peculiare visione, frutto di genio, poesia e costanza nel riprodurre la vita in maniera armoniosa e funzionale alla scena. Liliana Cavani rappresenta un eminente esempio, di chi ha voluto rappresentare con eleganza e assoluta fedeltà al testo, quelle ricchezze semantiche e sceniche tipiche dei grandi autori, aggiungendo senza mai togliere e donando un personale tocco di femminilità, attraverso le figure di donne, che appaiono presenti e forti: Diana e Lucia (Ylenia Oliviero e Elisabetta Mirra), ruoli secondari ma emblematici di altre realtà oltre quella straripante di Filumena Marturano. Un plauso va comunque a tutto il cast, che sembra essere in perfetta armonia, restituendoci sul palcoscenico uno dei più grandi capolavori del teatro italiano.


Gitiesse Artisti Riuniti
MARIANGELA D’ABBRACCIO GEPPY GLEIJESES
FILUMENA MARTURANO
di Eduardo De Filippo

regia LILIANA CAVANI

con Nunzia Schiano, Mimmo Mignemi
e con Ylenia Oliviero Elisabetta Mirra Agostino Pannone Gregorio De Paola Eduardo Scarpetta Fabio Pappacena

assistente alla regia Marina Bianchi
scene e costumi Raimonda Gaetani
musiche Theo Teardo


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