Sopravvissuti

Pubblicato il 8 settembre 2012 da Alessandro Izzi


Sopravvissuti

La guerra c’è già stata. Almeno otto anni prima. Tempo a sufficienza perché le ferite si rimarginino e il sangue smetta di scorrere dai tagli tenuti insieme a stento dai punti di sutura.
Anche la società s’è costruita intorno alle cicatrici non più vive del passato. Te ne accorgi perché il sole, che tutto scurisce quando è estate, quegli spazi lì li lascia bianchi, come nervi scoperti che fanno più male quando li guardi che non quando li tocchi.
La guerra è stata quel giro in giostra che s’è fermato e i personaggi di Sopravvissuti (titolo italiano significativo, ma meno suggestivo dell’originale The Steel Remains) si sentono proprio come chi a stento s’abitua al fatto «che il mondo non ti sta girando intorno» e che è tempo di lasciare andare la presa sulla spada e sulla briglia del cavallo. La sensazione che provano a modo loro tutti i personaggi del romanzo è quella di stare a bordo pista, quando tutto è davvero finito e che il mondo che li ringrazia per i servigi resi in campo di battaglia, chiede loro di fare un passo indietro visto che «c’è un altro gruppo di persone, in massima parte bambini, tutti che si accalcano per salire. Tu non sai se vuoi cedere il posto o no, e poi improvvisamente capisci». Quel che si capisce è che il mondo a cui han fatto comodo i soldati fino a poco tempo fa non sa più che farsene di loro, li proclama eroi solo per farli oggetto di museo, stanco e impolverato da vedersi con un misto di apprensione e noia. Frattanto il mondo per il quale quelli eroi avevano combattuto se lo spartiscono i magnati della politica, i grandi imprenditori, i piccoli affaristi e tutta quella feccia che sa sfruttare l’occasione per far soldi. E piano piano all’amarezza dei veri combattenti che avevano dato anima e corpo per i loro ideali (o che comunque avevano combattuto con onore e dignità) si aggiungono anche gli acciacchi di un corpo non più giovane che quelle cose che faceva un tempo non riesce a farle più, se non con quel fiatone che dice più di quanto sarebbe lecito far capire all’avversario.
È in questo clima da fine dei tempi che respira tutta la parte migliore de I sopravvissuti. Il pregio del romanzo non sta tanto nella complessa intelaiatura sociale che lo scrittore riesce ad immaginare, né nella complicatissima realtà storico-politica che la sottende e che spesso è allusa in pochi tratti d’acquerello che simulano una prospettive che potrebbe andare indietro di millenni se solo se ne avesse voglia. No, il pregio più grande sta tutto nella resa sfinita di questi personaggi delusi dalla guerra e più ancora dalla pace che ne è seguita. Personaggi che non sanno arrendersi alla Storia, che non sanno accettare l’arrivismo dei più, le bieche mire del potere e l’ignavia dei molti. Personaggi che non hanno molto per cui combattere perché sono ben consapevoli che anche i bambini innocenti che tanta tenerezza fanno ad altra fantasy, crescendo diventeranno come quegli adulti sporchi e lerci per cui non spenderesti una parola che non fosse di sdegno. Personaggi, infine, che riscendono sul campo di battaglia non per ideali magnifici, ma semplicemente per evitare più che un’altra guerra quello scempio che sarebbe la ricostruzione a quella stessa guerra.
Richard K. Morgan, romanziere di classe inglese, londinese di nascita, europeo d’elezione, racconta il suo mondo con gli occhi fitti negli scempi delle guerre di pace di oggi. Rimpolpa le vicende di un mondo di battaglie e combattimenti azzeccando la carta di un eroe credibilmente omosessuale e chiude i conti di un romanzo forse un filino troppo lungo, ma potente nella restituzione di un clima di disperata apocalisse, quando anche i sentimenti sono stesi ad asciugare nel fango delle paludi.
Intrigante primo passo della casa editrice Gargoyle nei menadri del Fantasy. Con la sola speranza che questa apertura netta ad altri giorni non porti questo editore a perdere per strada quella vocazione di genere che l’aveva mosso a tutta prima.


Autore: Richard K. Morgan
Titolo: Sopravvissuti
Titolo originale: The Steel Remains
Traduzione: Maria Antonietta Struzziero
Collana: Extra
Editore: Gargoyle Books
Dati: 496 pp, copertina rigida
Anno: 2012
Prezzo: 18,90 €
Isbn: 978-88-89541-66-1
webinfo: Scheda libro sul sito Gargoyle


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