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NYsferatu – Symphony of a century

Pubblicato il 6 novembre 2017 da Stefano Colagiovanni

VOTO:

NYsferatu – Symphony of a century

L’esordio cinematografico dell’artista Andrea Mastrovito ha dell’incredibile: sia perché si é imbarcato nella meravigliosamente folle ed eroica impresa di allungare le mani su quell’opera seminale e immortale che é Nosferatu il vampiro di Friedrich Wilhelm Murnau, riplasmandola secondo la sua personale e criptica visione dello status quo del mondo moderno, sia perché per realizzare NYsferatu – Symphony of a century il regista ha utilizzato la bellezza di 35 mila disegni, realizzati assieme a dodici assistenti, animandoli grazie alla tecnica del rotoscoping.

Cos’é, dunque, NYsferatu - Symphony of a century? Un’opera ambiziosa, forse troppo (rischia di condensare molti temi di grande attualitá in appena un’ora), che nasce da un’intuizione geniale. Hutter é un agente immobiliare che vive felicemente a New York (siamo nel 2017) con sua moglie Ellen, fin quando non viene inviato ad Aleppo dal suo capo, il cinico broker Knock, per vendere una propietá ad Ellis Island al misterioso conte Orlok. Una volta giunto a destinazione, Hutter assisterá per la prima volta agli orrori della guerra, conoscerá il conte Orlok, scoprendo che, forse, é molto piú di quanto dice di essere e, una volta scoperta la fuga clandestina del cliente verso New York, dovrá tornare al piú presto a casa. Ma al suo ritorno scoprirá con orrore che la sua dolce e amata New York sta vivendo ore di isterico terrore.

Mastrovito e il suo team hanno impegato quasi quattro anni per realizzare NYsferatu – Symphony of a century e, senza ombra di dubbio, il lavoro svolto puó considerarsi davvero egregio. Il regista tratteggia l’orrore piú vicino alla crudeltá umana e alla sua spregevole indole ancor piú ingigantita da un contesto sociale che cannibalizza uomini e proprietá indistintamente, sovrapponendosi al capolavoro di Murnau, in un arguto tentativo di rielaborazione del mito del vampiro, del mito del mostro...e in ció risiede la genialitá dell’opera di Mastrovito: l’iconico conte Orlok e il film di Murnau non sono altro che un contenitore scelto brillantemente tra molti altri per poter mettere alla berlina gli orrori della guerra in Siria, l’egoismo e il vile animo umano del mondo occidentale, ma soprattutto la scellerata e perfida strumentalizzazione del dolore di chi fugge, in cerca di una vita migliore; in questo caso il conte Orlok non é altro che un immigrato, quasi un naufrago, certamente mostruoso, poiché é un vampiro, che é costretto a fuggire verso una falsa terra promessa, giá annichilita dalle ombre e dall’eco degli attentati dell’11 settembre 2001 e facilmente corruttibile dalle menzogne che vengono propinate alla popolazione, incapace di fidarsi di colui che viene da lontano, di colui che appare diverso. La mostruositá di un essere succhiasangue, dichiara Mastrovito, non é certo superiore a quella che si annida per le strade di New York (cittá senza tempo e metafora del mondo occidentale), dietro le finestre degli alti grattacieli nei quali gracchiano e sibilano i signori dell’alta finanza, tra le pagine dei giornali che sbandierano ai quattro venti la crescente fatalitá di un pericolo imminente, persistente.

I personaggi si muovono sinuosi grazie al rotoscoping, ricalcando le stesse movenze del capolavoro di Murnau, in una danza tetra e triste dal fascino vintage. NYsferatu – Symphnony of a century é, dunque, un’opera ambiziosa, assordante anche se muta (e supportata da minimali didascalie), che si presta a diverse interpretazioni, grazie alla poliedricitá dei protagonisti e alla costante presenza di rimandi di chiara denuncia politica (manifesti, cartelloni pubblicitari, graffiti, pagine di diari...), che strisciano sottopelle, sempre discernibili, costanti, in grado di sminuire l’ombra vampiresca e grottesca di Orlok.

Come si puó sconfiggere la paura? In NYsferatu – Symphony of a century non c’é presenza di una risposta convincente, perché probabilmente questa non esiste: la paura non puó essere dissolta perché é parte di noi esseri umani, é prole del nostro istinto di conservazione e aberrante conseguenza dell’irrefrenabile alienazione moderna. E non esistono vampiri o mostri che reggano il confronto.


CAST & CREDITS

(NYsferatu – Symphony of a century); Regia: Andrea Mastrovito; sceneggiatura: Andrea Mastrovito; fotografia: Andrea Mastrovito; montaggio: Marco Marcassoli – Yanzi Srl; musica: Simone Giuliani;produzione: More Art, New York; origine: Italia, U.S.A., 2017; durata: 66’; webinfo: Sito Ufficiale


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