DVD - Tod Browning : Freaks
mercoledì 28 marzo 2007 di Alessandro Izzi

(Freaks) Regia : Tod Browning ; Interpreti : Wallace Ford, Leila Hyams, Olga Baclanova, Roscoe Ates Henry Victor, Harry Earles ; distribuzione DVD : Ermitage
formato video : 4:3 ; audio : mono inglese ; sottotitoli : italiano

Extra : 1) Biografia, filmografia e curiosità su Tod Browning 2) I ’freaks’ di Browning 3) Sinossi, note e curiosità sul film 4) Il film ’maledetto’ Gobble Gobble.

Il Circo è stato, sino a non molto tempo fa, lo specchio oscuro entro cui l’intera società poteva vedere riflessa la sua immagine deformata. Luogo di infamia, ricettacolo di abnormi fenomeni di baraccone, il circo era il punto di ritrovo di infiniti, derelitti Elephant men, il posto deputato entro cui la borghesia stolta e perbenista della Vecchia Europa o dell’ancor giovane America potevano vedere, col brivido lungo la schiena, mortificata, martoriata, costretta alla polvere e alla fango, la creazione di Dio.
Lo spettacolo era quello dell’abbruttimento e dello sfruttamento. Le donne barbute, i gemelli siamesi, gli uomini snodabili o deformi, i reietti di un intero mondo e di un’intera cultura divenivano oggetto di uno spettacolo da quattro soldi, sensazionalistico, gridato, eccessivo, violento e sostanzialmente perverso.
In fin dei conti, in questi spettacoli mostruosi, non c’era molto più della mera, semplice visione. Il pubblico accorreva in massa, osservava disgustato e affascinato i freaks legati alle catene, si poneva per un attimo la domanda ’Se anch’io fossi nato così ?’ e tornava poi a casa, nel caldo confortevole di una realtà domestica solo scalfita, nella migliore delle ipotesi, da un barlume di dubbio.
Il senso dell’evento viveva tutto nella definizione di una precisa linea di demarcazione : quella sottile, ma incontrovertibile, indubitabile, parete invisibile che separava l’osservatore dall’oggetto osservato. Il (sedicente) normale fermo e rigido da una parte coi consueti svenimenti delle signore bene e i fazzoletti pronti a coprire le bocche nell’apice del disgusto, il mostro, l’alieno, l’altro, ben chiuso dall’altra. La via di fuga, l’uscita era una concessione solo per chi poteva pagare il prezzo di un biglietto.
Per capire una società che si avviava sul viale delle più sanguinose guerre di ogni tempo e gli abomini più innominabili (pulizie etniche, campi di concentramento, bombe atomiche) non esiste forse metafora più stringente che quella del Circo in cui tutto sembra essere contenuto (e se ne sono accorti benissimo gli autori di Carnivale). E maledetti sono coloro che attraversano la linea che separa il sano dal malato, la creatura dal padre di famiglia.
Ma niente riesce, ancora oggi, ad essere altrettanto maledetto di un film come Freaks che con una preveggenza miracolosa, supera la linea dello spettacolo ed entra nella quotidianità di un circo, nella vita di tutti i giorni di nani e uomini torso colti, dalla macchina da presa, nella loro innegabile normalità nella diversità.
Tod Browning, regista di culto per pochi importantissimi film, sfonda l’invisibile quarta parete dello spettacolo e mette a nudo il meccanismo di sfruttamento della realtà del circo. Dimostra limpidamente quanto la bruttezza morale delle persone possa essere ancora più mostruosa di quella somatica dei fenomeni da baraccone. Apre il film con un girotondo di mostri che ha la dolcezza inaspettata di uno sguardo materno e chiude il noir torbido del suo racconto con accenti di un horror ancor oggi genuinamente spaventoso.
La storia del nano che sposa una trapezista arrivista in cerca solo di soldi ha il sapore di una tragedia antica che si ripete immutabile. L’amore si scambia col veleno, la passione si scontra con il cinico calcolo di una donna normale che trama la morte del marito in attesa dell’eredità.
Non vedremo forse mai Freaks così com’era stato concepito dal suo autore. Il pubblico del tempo rifiutò il piano realismo con cui la macchina da presa seguiva i suoi personaggi senza creare rassicuranti distanze. Browning cedette a tagli enormi. Il film che abbiamo oggi è solo un moncone. Nonostante tutto ancora incredibilmente efficace.

La qualità audio-video

Buona la qualità del riversamento presentato in questa edizione Ermitage uscita ormai da parecchi mesi in edicola, ma ancora recuperabile acquistandola nei migliori negozi dvd o recuperandola direttamente sul sito vendita della casa. Il bianco e nero del master utilizzato è piuttosto usurato e, in alcuni momenti, poco profondo, ma non ci si poteva aspettare di più. Ad ogni modo la terribile ed ultra famosa scena notturna del film ritrova quei contrasti netti che l’hanno resa famosa.
Discreto anche il filologico audio 2.0 (solo l’originale inglese).

Extra

Sono molti i contributi scritti ospitati in questo dvd della Ermitage. Segnaliamo, per completezza ed interesse, soprattutto, le schede che contengono note e curiosità sul film e la breve, ma pregnante biofilmografia sul regista.

Sito Ermitage

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