4 mesi, 3 settimane, 2 giorni
giovedì 23 agosto 2007 di Antonio Valerio Spera

(4 Luni, 3 Saptamini Si 2 Zile); Regia: Cristian Mungiu; sceneggiatura: Cristian Mungiu; fotografia: Oleg Mutu; montaggio: Dana Bunesco; interpreti: Anamaria Marinca (Otilia), Vlad Ivanov (Mr. Bebe), Laura Vasiliu (Gabita), Alexandru Potoceanu (Adi); produzione: Mobra Film; distribuzione: Wild Bunch; origine: Romania; durata: 113’

Incontro con Cristian Mungiu

Vincitore della Palma d’oro, 4 Months, 3 Weeks and 2 Days (4 Luni, 3 Septimane Si 2 Zile) è un intenso dramma da camera e un film di un realismo disturbante. L’opera è una finestra sulla Romania degli ultimi mesi del comunismo, che si preoccupa di mostrare la verità più cruda di un Paese in cui regnava (regna?) la paura per le proprie azioni. Ma è soprattutto un racconto che indaga sulla legalità e sulla moralità, sui sentimenti e sull’amicizia, sulla vita e sulla morte.
Otilia, giovane studentessa, aiuta la migliore amica ad abortire: pratica quest’ultima rigorosamente proibita nel suo paese.
Questo spunto narrativo è il mezzo attraverso il quale il regista indaga la realtà rumena della fine degli anni ’80, governata da precarietà, arretratezza e paura. Una realtà chiusa che non trova via d’uscita se non nella sua stessa implosione.
La macchina a mano non segue i personaggi, ma li osserva con distacco. E’ un occhio indiscreto scosso da sporchi e piccoli movimenti che animano le scene immobilizzate dall’ansia. E’ lì pronta a mostrare senza prendere posizione, senza neanche accennare un giudizio. Ognuno dei lunghissimi piani sequenza che compongono la pellicola è una natura morta fatta di persone, di volti indecisi, di ineffabili pensieri. Ogni singola inquadratura è una cruda immagine di verità. Cruda perché esplicita, perché sincera, perché non curante di tralasciare i dettagli più impressionanti. Cruda, più che per ogni altro motivo, perché coraggiosa nel provocare il pubblico.
Il regista Cristian Mungiu sembra interrogare lo spettatore, non tanto sul fatto se sia più giusto vivere o morire, quanto se sia più degno vivere ‘miseramente’ o non nascere.
4 Months, 3 Weeks and 2 Days è un racconto intenso che, nonostante la drammaticità dell’argomento trattato, riesce a far intravedere un barlume di speranza. La Romania comunista viene descritta come un Paese triste, in cui si fanno strada ipocrisia ed egoismo. I personaggi di Otilia e Gabita sono il contraltare di questa tristezza. Sono l’emblema non di un mondo ‘diverso’, ma di una vita che cerca di riprendersi i propri diritti partendo dalle proprie responsabilità.
Il film è impreziosito dalle notevoli interpretazioni delle due protagoniste: sentite, profonde, di rara intensità, dirette alla perfezione dal regista.
Con questo film, Mungiu dimostra di saper costruire le proprie inquadrature con estrema attenzione ai dettagli e alle simmetrie. E, cosa non facile, gira quasi completamente in interni: spazi chiusi in cui la quarta parete è il pubblico, giudice o semplice spettatore di un incubo ormai passato.

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