Ca$h
domenica 7 giugno 2009 di Salvatore Salviano Miceli

(Cash); Regia, sceneggiatura: Éric Besnard; fotografia: Gilles Henry; montaggio: Christophe Pinel; interpreti: Jean Reno (Maxime), Jean Dujardin (Cash), Valeria Golino (Julia), Alice Taglioli (Garance); produzione: Pulsar Production, Tf1 International, Tf1 Production, Canal+, Cinecinema, Sofica-Valor 7; distribuzione: Moviemax; origine: Francia 2008; durata: ‘102;

Se siete abituati a storcere il naso davanti al cinema di genere, alle storie di truffe e di inganni, di eroi più simili a simpatiche canaglie che a cavalieri dall’alto valore morale, allora Ca$h non fa per voi. Il film di Éric Besnard mette in scena una serie di raggiri a cascata in puro stile Ocean’s Eleven, per capirci. È come una lunga partita a scacchi in cui non sai mai cosa aspettarti ed è necessario arrivare all’epilogo, all’ultima mossa, per riuscire ad incastrare perfettamente gli indizi e, finalmente, raggiungere una soluzione inequivocabile, individuando chi davvero è riuscito a fare scacco matto.
Elegante il modo di girare del regista perché assai elegante è la sceneggiatura, ricca di colpi di scena e prima lodevole responsabile di una ottima caratterizzazione dei personaggi, siano essi principali o comprimari. Protagonisti ben definiti e con ottima capacità di fascinazione uniti ad una narrazione sicura e perfettamente in grado di celare, ricorrendo a tutti i trucchi possibili, la soluzione dell’enigma rendono Ca$h brillante e convincente, esempio di un cinema francese che per una volta mette da parte ogni velleità di cerebralismo per divertirsi e divertire.
Cash è un truffatore vecchia scuola, elegante, furbo e del tutto imprevedibile. È la morte del fratello Solal, imbroglione come lui, a scatenare la sua vendetta Una vendetta da consumare senza armi né violenza, piuttosto sfruttando la sua migliore qualità: l’astuzia.
Besnard si concede una cast di tutto rispetto tra cui figura anche la nostra Valeria Golino, habitué ormai degli schermi transalpini. A rubare la scena a tutti però ci pensano Jean Reno e Jean Dujardin. Il primo sfodera la solita prova di alto livello mostrando chiaramente di gradire la parte e di trovarsi perfettamente a proprio agio nei panni di un genio della truffa, guascone ed incline alla sfida. Il secondo è il vero protagonista e regge bene il confronto con Reno. Proprio i duetti tra i due, fatti di sguardi e provocazioni, che scopriremo poi avere un senso più profondo di quello che si può immaginare in un primo momento, puntellano le scene più divertenti.
Il film pesca a fondo tra i topoi e i luoghi comuni del genere. Lo fa però, come detto, in modo assai raffinato ed intelligente e sfruttando lo stato di grazia dei suoi interpreti. Poco male quindi se, come sempre accade in questi film, chi pensavamo buono scopriremo essere cattivo e viceversa, come copione impone. L’intrattenimento che Ca$h offre è tale che si abbandonano ben presto, e con piacere, le velleità di smascherare gli innumerevoli inganni, le presunzioni di individuare complici e traditori, vittime e carnefici. Si sceglie, ed è merito della pellicola, di lasciarsi trasportare da una storia che coinvolge dall’inizio alla fine. Di questi tempi non è poca cosa.

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