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	<title>Close-Up.it - storie della visione</title>
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	<description>Close-Up.it - rivista e magazine di cinema, teatro e musica con recensioni, forum, blog - diretta da Giovanni Spagnoletti</description>
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		<title>Close-Up.it - storie della visione</title>
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		<title>Solo Dio perdona</title>
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		<dc:date>2013-05-22T22:50:18Z</dc:date>
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		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Giammario Di Risio</dc:creator>
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        		Concorso
            
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		<description>Non siamo ai livelli alti di Drive o Valhalla Rising. A volte guardiamo il protagonista Ryan Gosling e ritorniamo indietro nel tempo, nostalgici di una forza evocativa e narrativa che in questo caso non c'&#232;: punto. Parliamo dell'ultima pellicola di uno tra i pi&#249; bravi e talentuosi registi in circolazione, il danese Nicolas Winding Refn, che qui, almeno, mantiene la rotta del cinema inteso, prima di tutto, come grande mezzo visivo. Dopo circa un'ora di proiezione siamo per&#242; l&#236; che aspettiamo (...)
        
        
        
        
        	-&lt;a href="http://www.close-up.it/concorso,403" rel="directory"&gt;Concorso&lt;/a&gt;
        
        
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         <content:encoded>&lt;img class='spip_logos' alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; src=&quot;http://www.close-up.it/local/cache-vignettes/L140xH150/arton8600-7b298.jpg&quot; width='140' height='150' style='height:150px;width:140px;' /&gt;
                &lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;Non siamo ai livelli alti di &lt;i&gt;Drive&lt;/i&gt; o &lt;i&gt;Valhalla Rising&lt;/i&gt;. A volte guardiamo il protagonista Ryan Gosling e ritorniamo indietro nel tempo, nostalgici di una forza evocativa e narrativa che in questo caso non c'&#232;: punto. Parliamo dell'ultima pellicola di uno tra i pi&#249; bravi e talentuosi registi in circolazione, il danese Nicolas Winding Refn, che qui, almeno, mantiene la rotta del cinema inteso, prima di tutto, come grande mezzo visivo. Dopo circa un'ora di proiezione siamo per&#242; l&#236; che aspettiamo invano un salto di qualit&#224;. Grande tecnica, ma poco cuore.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Bangkok. Il taciturno Julian gestisce una palestra di pugilato come copertura per il business della cocaina e dell'eroina. In una notte di follia, il violento fratello Billy uccide una prostituta minorenne. Le autorit&#224; si rivolgono all'ex poliziotto Chang, che punisce Billy tenendo fede al suo ideale di giustizia: la morte. Intanto promette vendetta la &#8220;valchiria&#8221; Crystal, il capo dell'organizzazione criminale, piombata in citt&#224; a recuperare il corpo del figliolo prediletto.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Chang &#232; l'&#8221;Angelo della vendetta&#8221; e, nelle intenzioni di Refn, dovrebbe rappresentare una sorta di Dio antagonista a Julian, che invece rappresenterebbe un criminale privo di equilibrio spirituale e dilaniato continuamente al suo interno. Peccato che il tutto si sgretola ogni minuto che passa e rimaniamo soli con il grande estetismo, le luci al neon, e la buona recitazione. Possiamo solo essere lietamente sorpresi in alcune sequenze, come quando Chang, tra le viuzze di Bangkok, scaraventa sulla faccia di un sicario una pentola di olio bollente o quando, puntando il regista tutto sul versante edipico, Crystal tesse a cena le lodi del pene di Billy imbarazzando lo spento Julian.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;La colonna sonora non ha una forte significazione e si propone esclusivamente come ritmo delle pulsioni dei personaggi, tra cui Chang &#232; l'unico ad avere, per la messinscena, un doppio binario, visto che ci interfacciamo spesso con la sua ombra. C'&#232; inoltre un omaggio all'Italia, con un David di Michelangelo attaccato al muro che si gode una delle tante torture e fa da contraltare, con la perfezione delle sue forme, ai corpi sventrati che ciclicamente, meccanicamente Refn ci apparecchia.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;La sintesi latita e i fischi in sala, durante la proiezione stampa, certificano il passo falso. Un regista che sapr&#224; sicuramente ripartire per farci sognare ma che, in questo caso, ha dimostrato un atteggiamento stanco e svogliato.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
                &lt;div class='rss_ps'&gt;&lt;p&gt;(&lt;i&gt;Only God Forgives&lt;/i&gt;); &lt;strong&gt;Regia&lt;/strong&gt;: Nicolas Winding Refn; &lt;strong&gt;sceneggiatura&lt;/strong&gt;: Nicolas Winding Refn; &lt;strong&gt;fotografia&lt;/strong&gt;: Larry Smith; &lt;strong&gt;montaggio&lt;/strong&gt;: Matthew Newman; &lt;strong&gt;musica&lt;/strong&gt;: Cliff Martinez; &lt;strong&gt;interpreti&lt;/strong&gt;: Ryan Gosling, Kristin Scott Thomas, Vithaya Pansiringarm, Yayaying Rhatha Phongam; &lt;strong&gt;produzione&lt;/strong&gt;: Lene B&#248;rglum &lt;strong&gt;distribuzione&lt;/strong&gt;: 01 Distribution; Proposta di voto: 2 stelle su 5&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
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		<title>Grigris</title>
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		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Marco Grosoli</dc:creator>
        <dc:subject>
        	
        		Concorso
            
       	</dc:subject>
            
        
		<description>In concorso a Cannes per la seconda volta (dopo essere gi&#224; stato in competizione a Venezia nel 2006), il ciadiano Mahamat-Saleh Haroun si conferma una delle voci pi&#249; autorevoli del cinema africano contemporaneo. La sua estetica segue le tradizionalissime coordinate della necessit&#224; tragica; a differenza di un Idrissa Ouedraogo, per&#242;, non le conduce fino alle loro estreme conseguenze, ma si ritaglia a partire da esse uno strano e idiosincratico partito preso. Esso consiste in definitiva in una (...)
        
        
        
        
        	-&lt;a href="http://www.close-up.it/concorso,403" rel="directory"&gt;Concorso&lt;/a&gt;
        
        
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         <content:encoded>&lt;img class='spip_logos' alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; src=&quot;http://www.close-up.it/local/cache-vignettes/L150xH106/arton8601-8b080.jpg&quot; width='150' height='106' style='height:106px;width:150px;' /&gt;
                &lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;In concorso a Cannes per la seconda volta (dopo essere gi&#224; stato in competizione a Venezia nel 2006), il ciadiano Mahamat-Saleh Haroun si conferma una delle voci pi&#249; autorevoli del cinema africano contemporaneo. La sua estetica segue le tradizionalissime coordinate della necessit&#224; tragica; a differenza di un Idrissa Ouedraogo, per&#242;, non le conduce fino alle loro estreme conseguenze, ma si ritaglia a partire da esse uno strano e idiosincratico partito preso. Esso consiste in definitiva in una sorta di allentamento delle maglie della concatenazione narrativa. Gli ingranaggi causa-effetto del Fato, insomma, si slargano di fatto, si gonfiano fino a scoppiare e ad aprire quindi una sorta di via di scampo dall'ineluttabilit&#224;: una sua revoca. Carrelli apparentemente immotivati, lunghe inquadrature che insistono su un personaggio senza la minima ansia drammaturgica, tendenza a fissarsi sulla scena nel senso dello &#8220;spessore&#8221; pi&#249; che in quello della progressione temporale, percorsi (a piedi, in macchina a moto) seguiti lungamente: un indulgere nell'attesa diametralmente opposto a qualsiasi ipotesi di suspense.
&lt;br /&gt;Anche qui, il Fato sembra assai presto dover serrare la propria morsa su Grigris, virtuosistico fotografo-ballerino con una gamba fuori uso e un urgente bisogno di soldi (debiti, padre malato). Il crimine (il contrabbando di benzina, con cui finisce per implicarsi) paga, ma non abbastanza: si vede costretto a truffare i propri boss per &#8220;arrotondare&#8221;. Essi per&#242; lo scoprono facilmente, e lo minacciano di morte. &#200; qui, per&#242;, che le maglie della Necessit&#224; tragica, rinverdite da migliaia di noir tra i quali parrebbe a lungo che dovremmo annoverare anche &lt;i&gt;Grigris&lt;/i&gt;, si allargano fino a strapparsi: del tutto inaspettatamente, la fuga del protagonista fuori dalla tentacolare citt&#224;, nel minuscolo e poverissimo villaggio della donna amata (una prostituta), riesce. &lt;br /&gt;L'utopia bucolica presso cui la coppia di protagonisti trova la salvezza sigilla un film letteralmente poroso, che si prende il tempo di interessarsi pi&#249; a quello che transita davanti alla macchina da presa, alla sua consistenza fisica, che alla storia che racconta. Parrebbe quasi programmatica, in questo senso, la lunga inquadratura (completamente immotivata dal punto di vista narrativo) in cui assistiamo in tempo reale allo sviluppo della fotografia dell'amata scattata da Grigris, al suo progressivo e lento venire alla luce sulla pellicola: come se la salvezza, prima dell'arrivo di qualsiasi &lt;i&gt;deus ex machina&lt;/i&gt;, risiedesse nell'apparire stesso delle cose, al quale &#232; dunque bene tributare tutto il tempo e l'attenzione possibili.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
                &lt;div class='rss_ps'&gt;&lt;p&gt;(&lt;i&gt;Grigris&lt;/i&gt;) &lt;strong&gt;Regia e sceneggiatura&lt;/strong&gt;: Mahamat-Saleh Haroun; &lt;strong&gt;fotografia&lt;/strong&gt;: Antoine Heberle;&lt;strong&gt; montaggio&lt;/strong&gt;: Marie-H&#233;l&#232;ne Dozo; &lt;strong&gt;interpreti&lt;/strong&gt;: Souleymane Deme, Anais Monory, Cyril Guei, Marius Yelolo, Youssouf Djaoro; &lt;strong&gt;produzione&lt;/strong&gt;: Pili Films, Goi Goi Productions, France 3 Cin&#233;ma; &lt;strong&gt;origine&lt;/strong&gt;: Ciad, Francia; &lt;strong&gt;durata&lt;/strong&gt;: 101'.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
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		<title>Behind The Candelabra</title>
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		<dc:date>2013-05-22T10:59:05Z</dc:date>
		<dc:format>text/html</dc:format>
		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Antonio Valerio Spera</dc:creator>
        <dc:subject>
        	
        		Concorso
            
       	</dc:subject>
            
        
		<description>Stiamo ancora aspettando che lasci il cinema. Sono due anni che annuncia il suo ritiro dalle scene - con la felicita' di molti, considerata la non altissima qualit&#224; di alcune sue pellicole degli ultimi tempi - eppure Steven Soderbergh continua a sfornare film. Uno, due all'anno. A quanto pare Behind the Candelabra, presentato in concorso al Festival di Cannes, sar&#224; effettivamente l'ultimo e poi il nostro Steven si dedicher&#224; solo a televisione e teatro. Certo, se dovesse lasciare proprio ora (...)
        
        
        
        
        	-&lt;a href="http://www.close-up.it/concorso,403" rel="directory"&gt;Concorso&lt;/a&gt;
        
        
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         <content:encoded>&lt;img class='spip_logos' alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; src=&quot;http://www.close-up.it/local/cache-vignettes/L150xH103/arton8593-442c3.jpg&quot; width='150' height='103' style='height:103px;width:150px;' /&gt;
                &lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;Stiamo ancora aspettando che lasci il cinema. Sono due anni che annuncia il suo ritiro dalle scene - con la felicita' di molti, considerata la non altissima qualit&#224; di alcune sue pellicole degli ultimi tempi - eppure Steven Soderbergh continua a sfornare film. Uno, due all'anno. A quanto pare &lt;i&gt;Behind the Candelabra&lt;/i&gt;, presentato in concorso al Festival di Cannes, sar&#224; effettivamente l'ultimo e poi il nostro Steven si dedicher&#224; solo a televisione e teatro.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Certo, se dovesse lasciare proprio ora sarebbe un peccato, perche' sembrava davvero aver ritrovato la vena perduta. Con &lt;i&gt;Magic Mike&lt;/i&gt;, &lt;i&gt;Effetti collaterali&lt;/i&gt; e quest'ultimo lavoro, il regista di &lt;i&gt;Traffic&lt;/i&gt; si &#232; mostrato ancora vivo, vitale, creativo, ispirato. Un ottimo narratore, un artigiano del cinema che sa adattarsi a qualunque storia e a qualunque tematica. Con una dote in particolare, questa riscontrabile in tutta la sua filmografia: una capacit&#224; notevole di tirare fuori il meglio dai suoi attori. In questo caso Michael Douglas, che ci regala una delle interpretazioni pi&#249; convincenti della sua carriera, sicuramente la pi&#249; istrionica, trasformista, fisicamente provante.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;i&gt;Behind the Candelabra&lt;/i&gt; &#232; il racconto degli ultimi sei anni di vita dell'eccentrico pianista Liberace, una star negli Stati Uniti negli anni '70-'80, e della sua storia d'amore con il giovanissimo Scott Thorson. Soderbergh d&#224; il meglio di s&#233; nel tratteggiare i personaggi e nel delineare sullo sfondo il periodo storico, mettendo in evidenza su tutto la nascita di un nuovo divismo, sulla nascente logica dell'apparenza e sull'ostilit&#224; e la diffidenza nei confronti dell'omosessualit&#224;. Con una narrazione molto lineare, il film scorre senza intoppi. La regia solo nel finale si lascia prendere da un virtuosismo onirico, per il resto d&#224; al racconto il giusto equilibrio tra la sua dimensione sentimentale e quella puramente cronachistica del bio-pic, dando anche la giusta importanza alle perfomance musicali di Liberace e dosando l'ironia leggera ma a tratti anche un po' cinica e scorretta messa in campo dalla sceneggiatura molto efficace e lineare di Richard Lagravanese. A tratti si sente l'odore del compitino ben fatto, della confezione diligente ma nel complesso &lt;i&gt;Behind the Candelabra&lt;/i&gt; funziona, diverte e affascina.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;In America il film non vedra' il buio delle sale ma verra' distribuito direttamente in televisione, dove passera' il prossimo 26 maggio sulla HBO. Un peccato, ma se Soderbergh dovesse confermare il suo ritiro dai grandi schermi, ci dovremo abituare a vedere i suoi lavori solo sul piccolo schermo.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
                &lt;div class='rss_ps'&gt;&lt;p&gt;(&lt;i&gt;Behind the Candelabra&lt;/i&gt;) &lt;strong&gt;Regia&lt;/strong&gt;: Steven Soderbergh; &lt;strong&gt;sceneggiatura&lt;/strong&gt;: Richard Lagravanese; &lt;strong&gt;fotografia&lt;/strong&gt;: Peter Andrews; &lt;strong&gt;montaggio&lt;/strong&gt;: Marie-Ann Bernard; &lt;strong&gt;interpreti&lt;/strong&gt;: Michael Douglas, Matt Damon, Dan Aykroyd, Scott Pakula, Rob Lowe; &lt;strong&gt;produzione&lt;/strong&gt;: HBO Films; &lt;strong&gt;origine&lt;/strong&gt;: USA; &lt;strong&gt;durata&lt;/strong&gt;: 118'.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
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<item xml:lang="it">
		<title>La Grande Bellezza</title>
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		<dc:date>2013-05-22T07:52:40Z</dc:date>
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		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Agostino Devastato</dc:creator>
        <dc:subject>
        	
        		Concorso
            
       	</dc:subject>
            
        
		<description>Dall'ambizione, dal coraggio e dalla costante ricerca della sfida suprema, possono nascere autentiche imprese o noiosissimi fallimenti, non una via di mezzo. La grande bellezza, ultima straordinaria opera di Paolo Sorrentino, &#232; esattamente questo, un film che non lascia indifferenti, che si avvicina, forse senza raggiungerlo, al capolavoro senza mai far vedere nemmeno lontanamente le ombre di un clamoroso fallimento. L'ambizione era alta, la sfida veramente eterna, come il soggetto scelto dal (...)
        
        
        
        
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		</description>
        
        
         <content:encoded>&lt;img class='spip_logos' alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; src=&quot;http://www.close-up.it/local/cache-vignettes/L106xH150/arton8599-f6976.jpg&quot; width='106' height='150' style='height:150px;width:106px;' /&gt;
                &lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;Dall'ambizione, dal coraggio e dalla costante ricerca della sfida suprema, possono nascere autentiche imprese o noiosissimi fallimenti, non una via di mezzo.&lt;i&gt; La grande bellezza&lt;/i&gt;, ultima straordinaria opera di Paolo Sorrentino, &#232; esattamente questo, un film che non lascia indifferenti, che si avvicina, forse senza raggiungerlo, al capolavoro senza mai far vedere nemmeno lontanamente le ombre di un clamoroso fallimento. L'ambizione era alta, la sfida veramente eterna, come il soggetto scelto dal regista partenopeo, cio&#232; Roma, e tutto il suo clamore e la sua bellezza.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&#8220;&#232; tutto sedimentato sotto il chiacchiericcio e il rumore, il silenzio e il sentimento, l'emozione e la paura. Gli sparuti incostanti sprazzi di bellezza e poi lo squallore disgraziato e l'uomo miserabile&#8221;, recita cos&#236; una delle frasi di Jep Gambardella, ex scrittore riciclato a giornalista dell'effimero e del nulla, che ci porta per mano in questa Roma, assolutamente sorprendente e insensibile.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&#200; un viaggio al termine della notte, quello che Sorrentino si propone di farci fare con &lt;i&gt;La grande Bellezza&lt;/i&gt;, un viaggio alla ricerca della bellezza, che si nasconde sotto il rumore della mondanit&#224; decadente, un viaggio che inizia in un tripudio di carrellate e di altissimo cinema e prosegue in maniera inafferrabile, imprevedibile e assolutamente affascinante. Adoperando, come sempre, l'estrema sensualit&#224; visiva di cui &#232; capace, Sorrentino ci immerge in quell'universo che &#232; Roma. Attraverso una carrellata di personaggi/metafore, interpretati da un cast di altissimo livello, viaggiamo per le strade di questo universo che ha come confini il sacro e il divino da un lato, il turpe, il decrepito e la bruttezza dall'altro. L'universo dell'animo umano sembra essere sintetizzato dall'eterna bellezza di Roma.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Inafferrabile, sembra essere l'aggettivo pi&#249; adatto per &lt;i&gt;La grande bellezza&lt;/i&gt;, &#232; come un enorme macigno che ci sfiora ma che non riusciamo immediatamente n&#233; a comprendere n&#233; a farci colpire. Siamo sicuramente di fronte ad un film importante, un'opera complessa, dotata di quella stratificazione e potenza di cui solo le grandi opere possono essere dotate, e per questo ad una prima visione assume le sembianze di qualcosa di troppo grande, o forse di troppo bello, per essere afferrato.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
                &lt;div class='rss_ps'&gt;&lt;p&gt;(&lt;i&gt;La Grande Bellezza&lt;/i&gt;); &lt;strong&gt;Regia&lt;/strong&gt;: Paolo Sorrentino; &lt;strong&gt;sceneggiatura&lt;/strong&gt;: Paolo Sorrentino, Umberto Contarello; &lt;strong&gt;fotografia&lt;/strong&gt;: Luca Bigazzi; &lt;strong&gt;montaggio&lt;/strong&gt;: Cristiano Travaglioli; &lt;strong&gt;musica&lt;/strong&gt;: Lele Marchitelli;
&lt;strong&gt;interpreti&lt;/strong&gt;: Toni Servillo, Carlo Verdone, Sabrina Ferilli, Carlo Buccirosso; &lt;strong&gt;produzione&lt;/strong&gt;: Indigo Film, Medusa Film, Phat&#232; &lt;strong&gt;distribuzione&lt;/strong&gt;: Medusa film; &lt;strong&gt;origine&lt;/strong&gt;: Italia, 2013; &lt;strong&gt;durata&lt;/strong&gt;: (esempio) 150'; Proposta di voto: 4
stelle su 5&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
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		<title>Borgman</title>
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		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Giampiero Francesca</dc:creator>
        <dc:subject>
        	
        		Concorso
            
       	</dc:subject>
            
        
		<description>Algido e freddo &#232; il clima di Borgman, pellicola di Alex van Warmerdam. Inquietante come lo sguardo del suo protagonista Camiel, maschera di un mostro che ci cela dietro le spoglie di un apparente clochard. Van Warmerdam dirige infatti un film che mescola le caratteristiche di un thriller psicologico con la pi&#249; tipica black comedy nordeuropea. Questo spaventoso personaggio ha infatti nel mirino una tranquilla e pacata famiglia borghese, la cui vita verr&#224; lentamente ma inesorabilmente (...)
        
        
        
        
        	-&lt;a href="http://www.close-up.it/concorso,403" rel="directory"&gt;Concorso&lt;/a&gt;
        
        
		</description>
        
        
         <content:encoded>&lt;img class='spip_logos' alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; src=&quot;http://www.close-up.it/local/cache-vignettes/L105xH150/arton8598-e8acc.jpg&quot; width='105' height='150' style='height:150px;width:105px;' /&gt;
                &lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;Algido e freddo &#232; il clima di &lt;i&gt;Borgman&lt;/i&gt;, pellicola di Alex van Warmerdam. Inquietante come lo sguardo del suo protagonista Camiel, maschera di un mostro che ci cela dietro le spoglie di un apparente clochard. Van Warmerdam dirige infatti un film che mescola le caratteristiche di un thriller psicologico con la pi&#249; tipica black comedy nordeuropea. Questo spaventoso personaggio ha infatti nel mirino una tranquilla e pacata famiglia borghese, la cui vita verr&#224; lentamente ma inesorabilmente distrutta.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Dietro a questa alienante atmosfera, oltre gli strani personaggi che popolano la pellicola, il regista olandese dissemina una lunga serie di tematiche, spesso fin troppo riconoscibili. La stessa, evidente, rivolta degli apparenti senzatetto contro una sfacciata borghesia non pu&#242; che esser letta come la volont&#224; di mostrare in modo diretto lo scontro fra classi sociali sempre pi&#249; distanti. Anche in Olanda, evidentemente, la crescente sperequazione sta cancellando la classe media trasfondano, chi non riesce a stare al passo, in clochard. Ma questa piccola rivoluzione violenta e spaventosa non si traduce in critica sociale, non si fa monito, ma si trasfigura semplicemente in incubo. Un incubo che richiama alla mente un altro tema non certo originale, il fascino potente del male. Sar&#224; infatti il lento coinvolgimento di una parte della famiglia nel complesso piano di Camiel uno degli elementi decisivi per la sua stessa riuscita. Come se una parte di noi, quella nascosta dietro la pi&#249; calma e ordinata routine, tendesse sempre e comunque verso i peggiori istinti umani. Un lato oscuro pronto ad uscire se stimolato con la giusta intensit&#224;. A stonare, in questo malefico quadretto disegnato da van Warmerdam &#232; per&#242; sopratutto l'aura di misoginia che circonda la pellicola. Tutte le donne di Borgman infatti sono deboli e malleabili, punti deboli di questa serenit&#224; apparente, gli ingranaggi da toccare per distruggere l'intero sistema. Nessuna di loro sembra in grado di resistere al fascino malvagio di Camiel e dei suoi compagni. Senza una ragione valida sia la padrona di casa che la tata, le due donne adulte della narrazione, si lasciano corrompere, quasi ammettessero semplicemente di non essere in grado di farlo.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Al di l&#224; di questo spiacevole sottotesto e dei molteplici, seppur non originali, temi narrati la forza di &lt;i&gt;Borgman&lt;/i&gt; risiede nello stile che van Warmerdam conferisce alla pellicola. Il clima rarefatto che si respira durante tutto il di film, le architetture geometriche dell'abitazione della famiglia che rispecchiano quelle strutturali del film, la regia puntale e fredda tanto quanto le azioni in scena; &#232; questo il vero valore aggiunto della pellicola. Pur non aggiungendo molto ad una tradizione cinematografica che fa di queste atmosfere il suo punto di forza &lt;i&gt;Borgman&lt;/i&gt; risulta un film assolutamente godibile, nel suo straniante mix di thrilling e commedia. La grande interpretazione di Jan Bijovet, vero deus ex machina del film, rappresenta poi quel tocco di qualit&#224; in pi&#249; che non nuoce certo ad un'opera non originale ma sicuramente riuscita.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
                &lt;div class='rss_ps'&gt;&lt;p&gt;(&lt;i&gt;Borgman&lt;/i&gt;); &lt;strong&gt;Regia e sceneggiatura&lt;/strong&gt;: Alex van Warmerdam; &lt;strong&gt;fotografia&lt;/strong&gt;: Tom Erisman; &lt;strong&gt;montaggio&lt;/strong&gt;:&#160;Job Ter Burg; &lt;strong&gt;interpreti&lt;/strong&gt;: Jan Bijovet, Hadewych Minis, Jeroen Perceval, Sara Hjort Ditlesven; &lt;strong&gt;origine&lt;/strong&gt;: Olanda, 2013; &#160;&lt;strong&gt;durata&lt;/strong&gt;: 113'&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
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<item xml:lang="it">
		<title>&quot;La Grande bellezza&quot; accolto con entusiasmo dalla Stampa Internazionale</title>
		<link>http://www.close-up.it/la-grande-bellezza-accolto-con-entusiasmo-dalla-stampa-internazionale</link>
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		<dc:date>2013-05-21T17:16:23Z</dc:date>
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		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Redazione Close-up</dc:creator>
        <dc:subject>
        	
        		NEWS &amp; EVENTI
            
       	</dc:subject>
            
        
		<description>Ecco i primi commenti, dopo la proiezione di ieri sera: Variety - Jay Weissber: Una intensa e spesso sorprendente festa cinematografica che onora Roma in tutto il suo splendore e superficialit&#224;. The guardian - Peter Bradshaw: La grande bellezza, come la grande tristezza, pu&#242; significare amore, sesso, arte o morte, ma soprattutto significa Roma, e il film vuole annegare nell'insondabile profondit&#224; della storia e della mondanit&#224; romana. Hollywood reporter - Deborah Young: Fortunatamente il (...)
        
        
        
        
        	-&lt;a href="http://www.close-up.it/news-eventi" rel="directory"&gt;NEWS &amp; EVENTI&lt;/a&gt;
        
        
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         <content:encoded>&lt;img class='spip_logos' alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; src=&quot;http://www.close-up.it/local/cache-vignettes/L150xH100/arton8595-80e72.jpg&quot; width='150' height='100' style='height:100px;width:150px;' /&gt;
                &lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;Ecco i primi commenti, dopo la proiezione di ieri sera:&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Variety&lt;/strong&gt; - Jay Weissber:
Una intensa e spesso sorprendente festa cinematografica che onora Roma in tutto il suo splendore e superficialit&#224;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;The guardian&lt;/strong&gt; - Peter Bradshaw:
La grande bellezza, come la grande tristezza, pu&#242; significare amore, sesso, arte o morte, ma soprattutto significa Roma, e il film vuole annegare nell'insondabile profondit&#224; della storia e della mondanit&#224; romana.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Hollywood reporter&lt;/strong&gt; - Deborah Young:
Fortunatamente il regista Paolo Sorrentino sa fare di meglio che imitare il gigantesco Fellini e &quot;La grande bellezza&quot; &#232; molto pi&#249; di un inchino riverente, ripartendo da dove &quot;La dolce vita&quot; ci ha lasciati 53 anni fa.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Screen International&lt;/strong&gt; &#8211; Lee Marshall:
Certamente questa miscela di satira sociale e di malinconia esistenziale, questa ricerca della poesia anche ridicolizzando la poesia stessa &#232; stato gi&#224; fatto da Fellini, ma La Grande bellezza &#232; una straordinaria esperienza cinematografica.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Premi&#232;re&lt;/strong&gt; &#8211; Fr&#233;d&#233;ric Foubert:
I virtuosistici movimenti di camera che troncano il respiro e fanno sgranare gli occhi, la sensazione paralizzante di un montaggio pop, un pensiero che si manifesta con un ritmo quasi allucinatorio. Fin dalle prime immagini di La Grande Bellezza, si capisce che ci siamo! [&#8230;] Questa altezza della visione estetica, questa disperazione crepuscolare, danno aLa Grande bellezza l'impronta di una &#8220;summa filmica&#8221;, del testamento di un vecchio maestro, salvo che il &#8220;vecchio maestro&#8221; in questione ha 42 anni.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;A breve lo speciale sul fllm di Close - up&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
                
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	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>Al Teatro Vascello lo spettacolo &quot;Saffo o il Volo dell'Acrobata&quot;</title>
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		<dc:date>2013-05-21T14:42:00Z</dc:date>
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		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Giammario Di Risio</dc:creator>
        <dc:subject>
        	
        		NEWS &amp; EVENTI
            
       	</dc:subject>
            
        
		<description>Diamo risalto allo spettacolo &#8220;Saffo o il volo dell'acrobata&#8221;, in scena al Teatro Vascello il 21 &#8211; 22 &#8211; 23 maggio alle ore 21,00. Trattasi di partitura drammaturgica per attrice solista, ispirata a un racconto presente in &#8220;Fuochi&#8221;, l'opera visionaria della scrittrice Marguerite Yourcenar. La protagonista Manuela Kustermann racconta la parabola della poetessa greca Saffo, figura quest'ultima che viene a costruirsi mediante l'intuizione della Yourcenar, che l'ha descritta come un'artista da circo, (...)
        
        
        
        
        	-&lt;a href="http://www.close-up.it/news-eventi" rel="directory"&gt;NEWS &amp; EVENTI&lt;/a&gt;
        
        
		</description>
        
        
         <content:encoded>&lt;img class='spip_logos' alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; src=&quot;http://www.close-up.it/local/cache-vignettes/L150xH150/arton8594-fec87.jpg&quot; width='150' height='150' style='height:150px;width:150px;' /&gt;
                &lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;Diamo risalto allo spettacolo &#8220;Saffo o il volo dell'acrobata&#8221;, in scena al Teatro Vascello il &lt;strong&gt;21 &#8211; 22 &#8211; 23 maggio &lt;/strong&gt; alle ore &lt;strong&gt;21,00&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Trattasi di partitura drammaturgica per attrice solista, ispirata a un racconto presente in &#8220;Fuochi&#8221;, l'opera visionaria della scrittrice &lt;strong&gt;Marguerite Yourcenar&lt;/strong&gt;. La protagonista &lt;strong&gt;Manuela Kustermann&lt;/strong&gt; racconta la parabola della poetessa greca &lt;strong&gt;Saffo&lt;/strong&gt;, figura quest'ultima che viene a costruirsi mediante l'intuizione della Yourcenar, che l'ha descritta come un'artista da circo, un'acrobata. Strappata al suo passato e catapultata all'interno di un tessuto contemporaneo, Saffo riesce a trovare un equilibrio solo nell'arte circense, mentre il contesto &#232; via via governato sempre pi&#249; dal caos. Saffo si esibisce a Istanbul, Atene, Alessandria e, tra acrobazie e piroette, continua a essere &#8220;vittima&#8221; della guerra tra eros e thanatos. Sar&#224; &lt;strong&gt;Attide&lt;/strong&gt;, la fanciulla dei fiori, la causa che indurr&#224; l'artista a lanciarsi nel vuoto come la Lola Mont&#232;s di Max Oph&#252;ls.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Per info:
&lt;a href=&quot;http://www.teatrovascello.it/&quot; class='spip_url spip_out' rel='nofollow external'&gt;www.teatrovascello.it&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
                
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<item xml:lang="it">
		<title>Jimmy P. (Psychotherapy of a plains indian)</title>
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		<dc:date>2013-05-20T20:19:16Z</dc:date>
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		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Giampiero Francesca</dc:creator>
        <dc:subject>
        	
        		Concorso
            
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		<description>Chi gi&#224; conosce Arnaud Desplechin lo dimentichi prima di mettersi alla visione di Jimmy P. (Psychotherapy of a plains indian). Quasi nulla infatti dei tratti distintivi del cinema del regista di Racconto di Natale &#232; rintracciabile in quello che potrebbe essere classificato come un classico, quasi manieristico, film americano. Non &#232; certamente solo il semplice atto di passaggio dalla lingua francese a quella inglese a determinare questo scarto, che coinvolge, molto pi&#249; profondamente tutte la (...)
        
        
        
        
        	-&lt;a href="http://www.close-up.it/concorso,403" rel="directory"&gt;Concorso&lt;/a&gt;
        
        
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         <content:encoded>&lt;img class='spip_logos' alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; src=&quot;http://www.close-up.it/local/cache-vignettes/L106xH150/arton8592-bfd6e.jpg&quot; width='106' height='150' style='height:150px;width:106px;' /&gt;
                &lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;Chi gi&#224; conosce Arnaud Desplechin lo dimentichi prima di mettersi alla visione di &lt;i&gt;Jimmy P. (Psychotherapy of a plains indian)&lt;/i&gt;. Quasi nulla infatti dei tratti distintivi del cinema del regista di &lt;i&gt;Racconto di Natale&lt;/i&gt; &#232; rintracciabile in quello che potrebbe essere classificato come un classico, quasi manieristico, film americano. Non &#232; certamente solo il semplice atto di passaggio dalla lingua francese a quella inglese a determinare questo scarto, che coinvolge, molto pi&#249; profondamente tutte la pellicola.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Sin dal soggetto scelto infatti &#232; facile rintracciare i segnali di un cambiamento di rotta tanto radicale. Jimmy P. &#232; infatti l'adattamento del volume Reality and Dream dell'antropologo Georges Devereux, interpretato nella pellicola da un sempre convincente Mathieu Amalric, che segn&#242; l'inizio del connubio tra antropologia e psicanalisi alla fine degli anni '40. Al centro del saggio e del film sono proprio le sedute che lo studioso, espero di nativi americani, ebbe con Jimmy Picard (Benicio Del Toro), reduce della seconda guerra mondiale con un passato tragicamente ricco di episodi. Sar&#224; proprio il confronto fra i due, in una sorta di giallo dell'anima, fra fitti dialoghi e sognanti flashback, a rimettere insieme i pezzi di questo complesso puzzle, mostrando un quadro d'insieme talmente piano di spunti di studio da essere il modello perfetto per uno psicanalista.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Gi&#224; scorrendo le righe della trama non era dunque difficile immaginare come questa pellicola non rientrasse nella filmografia pi&#249; tradizionale di Desplechin. Cos&#236; come poteva sorprendere la scelta di un protagonista come Benicio Del Toro e delle lingua, l'inglese. Ma non si fermano qui gli stravolgimenti che il regista francese apporta in questa sua ultima opera. La messa in scena infatti, puntuale e precisa, definita in ogni inquadratura, pulita in ogni taglio, appare infatti lo specchio perfetto di un tentativo, nel caso riuscito, di realizzare una pellicola di stampo americano classico. Proprio a questa idea di cinema infatti possono esser concessi quei piccoli vezzi stilistici che, in particolar modo durante i flashback, colorano e punteggiano tutta la pellicola. Cos&#236; come, sempre all'altare di un prodotto perfettamente tradizionale, vanno ricondotte le interpretazioni di tutti i protagonisti in scena, sempre inappuntabili ma mai profondamente partecipi degli avvenimenti.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Volendo dunque vedere &lt;i&gt;Jimmy P. (Psychotherapy of a plains indian)&lt;/i&gt; come un prodotto da mercato, da grande pubblico, non si pu&#242; trovare quasi nulla da eccepire al lavoro di Desplechin. Ci&#242; non toglie che la pellicola lasci un retrogusto amaro a chi si aspettava, da un autore spesso in grado di toccare vette ben pi&#249; alte, un film di tutt'altro respiro e intensit&#224;. Per questo, chi non conosce Arnaud Desplechin, sar&#224; probabilmente ben contento di godersi questo piccolo e ben curato giallo dell'anima. Per chi invece lo conosce gi&#224; la visone &#232; sconsigliata senza un minimo di oblio.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
                &lt;div class='rss_ps'&gt;&lt;p&gt;(&lt;i&gt;Jimmy P. (Psychotherapy of a plains indian)&lt;/i&gt;); &lt;strong&gt;Regia&lt;/strong&gt;: Arnaud Desplechin;&lt;strong&gt;Sceneggiatura &lt;/strong&gt;: Arnaud Desplechin, Julie Peyr, Kent Jones, tratto da Reality and Dream di Georges Devereux; &lt;strong&gt;fotografia&lt;/strong&gt;: St&#233;phane Fontaine; &lt;strong&gt;montaggio&lt;/strong&gt;:&#160;Laurence Briaud; &lt;strong&gt;interpreti&lt;/strong&gt;: Benicio Del Toro, Mathieu Amalric, Gina Mckee, Larry Pine, Joseph Cross, Elya Baskin; &lt;strong&gt;origine&lt;/strong&gt;: Francia, 2013; &#160;&lt;strong&gt;durata&lt;/strong&gt;: 114'&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
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	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>Inside Llewyn Davis</title>
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		<dc:date>2013-05-20T14:57:29Z</dc:date>
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        <dc:subject>
        	
        		Concorso
            
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		<description>Ecco la ballata folk dei fratelli Coen. Il racconto pienamente nello stile dei due registi di Minneapolis dell'esistenza di un cantante alla continua ricerca di un successo che non sembra poter arrivare mai. Llewyn Davis &#232; l'ennesimo perdente, antieroe, fallito della loro filmografia, sulla scia di Drugo Lebowsky e dei protagonisti di A Serious Man e L'uomo che non c'era. E attorno a lui la solita squadra di comprimari personaggi al limite della demenza e dell'assurdo che segna le tappe del suo (...)
        
        
        
        
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		</description>
        
        
         <content:encoded>&lt;img class='spip_logos' alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; src=&quot;http://www.close-up.it/local/cache-vignettes/L96xH150/arton8591-aa535.jpg&quot; width='96' height='150' style='height:150px;width:96px;' /&gt;
                &lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;Ecco la ballata folk dei fratelli Coen. Il racconto pienamente nello stile dei due registi di Minneapolis dell'esistenza di un cantante alla continua ricerca di un successo che non sembra poter arrivare mai. Llewyn Davis &#232; l'ennesimo perdente, antieroe, fallito della loro filmografia, sulla scia di Drugo Lebowsky e dei protagonisti di &lt;i&gt;A Serious Man &lt;/i&gt; e &lt;i&gt;L'uomo che non c'era&lt;/i&gt;. E attorno a lui la solita squadra di comprimari personaggi al limite della demenza e dell'assurdo che segna le tappe del suo incessante girovagare in cerca di un tetto dove dormire, di un locale dove esibirsi, di un contratto da firmare, di un'ispirazione che da quando non canta pi&#249; in duo ed &#232; diventato solista non &#232; pi&#249; la stessa.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;i&gt;Inside Llewyn Davis&lt;/i&gt; non &#232; certamente tra i migliori lavori dei fratelli Coen, eppure per questa sua riflessione sotterranea sull'arte, la musica ed in fondo sul cinema stesso diventa un nuovo importante tassello nella loro coerente cinematografia. Sullo schermo scorre un vero e proprio condensato degli stilemi narrativi e dei topoi della loro poetica, fatta di humor sottile, situazioni paradossali, figure improbabili, personaggi costretti nelle loro fissazioni mentali all'inseguimento della loro essenza, di un obiettivo, di un senso da dare alla propria umile ed insignificante vita. E' una ruota che gira se stessa la nuova fatica dei Coen, un movimento perpetuo che termina al suo punto iniziale. Non &#232; infatti un caso che &lt;i&gt;Inside Llewyn Davis&lt;/i&gt; parta proprio da dove finisce, in una struttura narrativa circolare che ripone il personaggio in un'evoluzione statica, inesistente che cozza completamente con il suo attivo girovagare senza sosta.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;I due autori costellano il racconto di infiniti elementi, personaggi, cambi di scena e lo cadenzano non solo con il susseguirsi degli incontri che fa il protagonista &#8211; uno straordinario Oscar Isaac &#8211; ma anche con le sue perfomance canore, che coraggiosamente sono riportare nella loro interezza. Tali momenti musicali che potrebbero interrompere la fluidit&#224; della narrazione sono invece delle pause di riflessione necessarie ad essa. Il ritmo e le noti soavi dei brani contribuiscono infatti ad infondere la tonalit&#224; da ballata al film, che nel suo ritornare sempre su stessa, nella sua costruzione reiterativa, nel suo raccontare i meandri di una vita critica e apparentemente senza speranza, acquista una dimensione malinconica e incantata che forse i Coen non avevano mai raggiunto nella loro carriera.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Superlativa la fotografia chiaroscurale di Bruno Delbonnel, indimenticabili le interpretazioni degli attori, da un John Goodman istrionico, a un F. Murray Abraham equilibrato, da una Carey Mulligan intensissima e impeccabili nel canto, a un Justin Timberlake inedito. Tutti perfettamente coinvolti nell'atmosfera unica creata da Coen.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
                &lt;div class='rss_ps'&gt;&lt;p&gt;(&lt;i&gt;Inside Llewyn Davis&lt;/i&gt;) &lt;strong&gt;Regia e sceneggiatura&lt;/strong&gt;: Joel &amp; Ethan Coen; &lt;strong&gt;montaggio&lt;/strong&gt;: Roderick Jaynes; &lt;strong&gt;fotografia&lt;/strong&gt;: Bruno Delbonnel; &lt;strong&gt;costumi&lt;/strong&gt;: Mary Zophres; &lt;strong&gt;interpreti&lt;/strong&gt;: Oscar Isaac, Justin Timberlake, Carey Mulligan, John Goodman, F. Murray Abraham; &lt;strong&gt;produzione&lt;/strong&gt;: Long Strange Trip LLC; &lt;strong&gt;distribuzione&lt;/strong&gt;: Lucky Red; &lt;strong&gt;origine&lt;/strong&gt;: USA; &lt;strong&gt;durata&lt;/strong&gt;: 105'.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
                </content:encoded>
        

	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>Scade il 30 maggio il &quot;Concorso Pitch Trailer&quot;</title>
		<link>http://www.close-up.it/scade-il-30-maggio-il-concorso-pitch-trailer</link>
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		<dc:date>2013-05-20T14:56:35Z</dc:date>
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		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Redazione Close-up</dc:creator>
        <dc:subject>
        	
        		NEWS &amp; EVENTI
            
       	</dc:subject>
            
        
		<description>Scadono il prossimo 30 maggio i termini per partecipare al CONCORSO PITCH TRAILER, ideato e organizzato dall'Associazione Seven nell'ambito del TRAILERS FILMFEST - il festival dei trailers cinematografici, giunto alla XI edizione - diretto da Stefania Bianchi - che si terr&#224; a Catania dal 25 al 28 settembre 2013. A iscrizione gratuita, alla sua quinta edizione e per la prima volta esteso a tutti i Paesi europei, il concorso Pitch Trailer &#232; nato con l'obiettivo di offrire uno spazio alle idee (...)
        
        
        
        
        	-&lt;a href="http://www.close-up.it/news-eventi" rel="directory"&gt;NEWS &amp; EVENTI&lt;/a&gt;
        
        
		</description>
        
        
         <content:encoded>&lt;img class='spip_logos' alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; src=&quot;http://www.close-up.it/local/cache-vignettes/L150xH141/arton8590-96c19.jpg&quot; width='150' height='141' style='height:141px;width:150px;' /&gt;
                &lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;Scadono il prossimo 30 maggio i termini per partecipare al &lt;strong&gt;CONCORSO PITCH TRAILER&lt;/strong&gt;, ideato e organizzato dall'Associazione Seven nell'ambito del &lt;strong&gt;TRAILERS FILMFEST &lt;/strong&gt; - il festival dei trailers cinematografici, giunto alla XI edizione - diretto da Stefania Bianchi - che si terr&#224; a &lt;strong&gt;Catania dal 25 al 28 settembre 2013&lt;/strong&gt;. A iscrizione gratuita, alla sua quinta edizione e per la prima volta esteso a tutti i Paesi europei, il concorso Pitch Trailer &#232; nato con l'obiettivo di offrire uno spazio alle idee degli autori indipendenti, incarnando pienamente la vocazione del Trailers FilmFest di sperimentare i nuovi linguaggi cinematografici per dare un'opportunit&#224; unica a tutti coloro che vogliono promuovere, attraverso un trailer, l'idea di un film da realizzare.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Possono partecipare lavori in pellicola e digitale provenienti da tutti i Paesi europei d&lt;strong&gt;ella durata minima di 1 minuto e della durata massima di 2 minuti e 50 secondi&lt;/strong&gt;. L'invio dei lavori &#8211; entro e non oltre il 30 maggio 2013 - deve avvenire in alta risoluzione nei formati avi, mov, mpg via Wetransfer all'indirizzo &lt;strong&gt;pitch@trailersfilmfest.com&lt;/strong&gt; e in upload nel formato flv nella sezione Pitch Trailer sul sito &lt;a href=&quot;http://www.trailersfilmfest.com/&quot; class='spip_url spip_out' rel='nofollow external'&gt;www.trailersfilmfest.com&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il comitato di selezione del festival sceglier&#224; 19 dei 20 Pitch Trailer finalisti, mentre il restante Pitch sar&#224; scelto dal pubblico, che potr&#224; votare fino al &lt;strong&gt;30 giugno 2013 attraverso il canale You Tube Il TrailersFilmFest.&lt;/strong&gt; Una giuria di 5 esperti professionisti del settore, composta da Marina Marzotto - Presidente di Giuria - Direttore Generale Moviemax; Andrea Lazzarin, direttore marketing Medusa;Carmen Danza, responsabile acquisizioni M2 Pictures; Aldo Ciolfi, direttore marketing Sacher Distribuzione e Beppe Attene, responsabile distribuzione Luce Cinecitt&#224;, decreter&#224; quindi il Miglior Pitch Trailer, che sar&#224; premiato in una delle serate Premi&#232;re del festival.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Come Premio finale, il vincitore del Miglior Pitch Trailer sar&#224; ospite a Catania per tre giorni per tutta la durata della XI edizione del Trailers FilmFest. I 20 Pitch Trailer in competizione saranno promossi sul sito del festival e verranno proiettati nell'ambito della sezione &lt;strong&gt;TRAILERSPROFESSIONAL del Festival.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Sul sito &lt;strong&gt;&lt;a href=&quot;http://www.trailersfilmfest.com/&quot; class='spip_url spip_out' rel='nofollow external'&gt;www.trailersfilmfest.com&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt; tutte le istruzioni per l'invio dei lavori.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
                
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	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>Su Studio Universal, il documentario sui Pearl Jam firmato da Cameron Crowe</title>
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		<dc:date>2013-05-20T13:36:29Z</dc:date>
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		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Carlo Dutto</dc:creator>
        <dc:subject>
        	
        		NEWS &amp; EVENTI
            
       	</dc:subject>
            
        
		<description>Studio Universal (Mediaset Premium sul DTT) presenta nello spazio Lost &amp; Found dedicato ai tesori dimenticati del cinema, una Prima TV da non perdere: &#8220;Pearl Jam Twenty&#8221;, il film documentario del 2011 scritto e diretto dal Premio Oscar&#174; Cameron Crowe. La pellicola, presentata in anteprima il 10 settembre 2011 in occasione del Toronto International Film Festival, ripercorre nei primi venti anni di carriera del gruppo dei Pearl Jam, la nascita e la gloria di uno tra i gruppi rock pi&#249; (...)
        
        
        
        
        	-&lt;a href="http://www.close-up.it/news-eventi" rel="directory"&gt;NEWS &amp; EVENTI&lt;/a&gt;
        
        
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         <content:encoded>&lt;img class='spip_logos' alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; src=&quot;http://www.close-up.it/local/cache-vignettes/L150xH85/arton8588-27406.png&quot; width='150' height='85' style='height:85px;width:150px;' /&gt;
                &lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Studio Universal &lt;/strong&gt; (Mediaset Premium sul DTT) presenta nello spazio &lt;strong&gt;Lost &amp; Found&lt;/strong&gt; dedicato ai tesori dimenticati del cinema, una Prima TV da non perdere: &#8220;&lt;strong&gt;Pearl Jam Twenty&lt;/strong&gt;&#8221;, il film documentario del 2011 scritto e diretto dal Premio Oscar&#174; &lt;strong&gt;Cameron Crowe&lt;/strong&gt;. La pellicola, presentata in anteprima il 10 settembre 2011 in occasione del Toronto International Film Festival, ripercorre nei primi venti anni di carriera del gruppo dei Pearl Jam, la nascita e la gloria di uno tra i gruppi rock pi&#249; importanti del panorama musicale internazionale.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;L'appuntamento &#232; per &lt;strong&gt;luned&#236; 27 maggio &lt;/strong&gt; alle ore 23.30.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&quot;&lt;strong&gt;Pearl Jam Twenty&lt;/strong&gt;&quot; &#232; un documentario che ricostruisce i capitoli essenziali della storia dei Pearl Jam, rock band tra le pi&#249; influenti degli anni Novanta che, insieme a &lt;strong&gt;Nirvana, Soundgarden e Alice in Chains&lt;/strong&gt;, contribu&#236; alla nascita del fenomeno grunge. Dalle ceneri dei &lt;strong&gt;Mother Love Bone,&lt;/strong&gt; di cui facevano parte il chitarrista ritmico &lt;strong&gt;Stone Gossard &lt;/strong&gt; e il bassista &lt;strong&gt;Jeff Ament,&lt;/strong&gt; all'incontro con il solista &lt;strong&gt;Mike McCready&lt;/strong&gt; e poi con il cantante &lt;strong&gt;Eddie Vedder&lt;/strong&gt;, il documentario analizza i momenti salienti della costituzione del gruppo, il successo planetario dell'album &#8220;&lt;strong&gt;Ten&lt;/strong&gt;&#8221;, le lotte per allontanare la popolarit&#224; attraverso venti anni di storia, nove album in studio e 60 milioni di copie vendute. Passando in rassegna pi&#249; di un migliaio d'ore di filmati e nuove interviste rilasciate ad hoc, &lt;strong&gt;Cameron Crowe &lt;/strong&gt; plasma un potente omaggio a met&#224; tra ritratto affettuoso e classica impostazione documentaristica analizzando la fervida scena musical di Seattle a cavallo tra gli anni Ottanta e i Novanta e in particolare il rapporto con altri musicisti (specialmente &lt;strong&gt;Chris Cornell &lt;/strong&gt; dei Soundgarden).&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Le molte esibizioni dal vivo mostrate nel documentario testimoniano la crescita della band. Dai primi concerti in cui Vedder si arrampicava sulle impalcature a quelli pi&#249; misurati, ma altrettanto energici della maturit&#224;, segnando periodi, evoluzioni e successi, compreso quello drammatico del 2000 dove al Roskilde Festival nove persone tra il pubblico furono schiacciate dalla folla che si avvicinava al palco.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Da sempre legato ai &lt;strong&gt;Pearl Jam&lt;/strong&gt;, il cui cameo nel suo secondo lungometraggio &lt;i&gt;Singles - L'amore &#232; un gioco&lt;/i&gt; (1992) favor&#236; molto la distribuzione in sala, il regista si avvicina al privato di ogni componente, finendo col dotare ciascuno di una precisa e riconoscibile identit&#224;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;L'intento di &lt;strong&gt;Cameron Crowe&lt;/strong&gt; &#232; quello di celebrare i primi 20 anni di carriera del gruppo esaltando la libert&#224; di espressione che ha consentito a tutti i componenti di continuare a far musica senza perdere se stessi.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
                
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	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>Nasce lo shop dell'Archivio Luce </title>
		<link>http://www.close-up.it/nasce-lo-shop-dell-archivio-luce</link>
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		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Carlo Dutto</dc:creator>
        <dc:subject>
        	
        		NEWS &amp; EVENTI
            
       	</dc:subject>
            
        
		<description>Al via www.cinecittashop.it il primo sito di e-commerce incentrato sul patrimonio storico fotografico, ideato da Istituto Luce-Cinecitt&#224; e realizzato in collaborazione con MYmovies. &#200; disponibile una prima selezione di 12mila scatti suddivisa in diverse categorie (cinema, musica e spettacolo, sport, made in Italy, arte, societ&#224;, storia), scelti tra gli oltre tre milioni presenti nell'Archivio Luce. Da oggi su cinecittashop.it si possono acquistare, per uso privato, direttamente le foto, (...)
        
        
        
        
        	-&lt;a href="http://www.close-up.it/news-eventi" rel="directory"&gt;NEWS &amp; EVENTI&lt;/a&gt;
        
        
		</description>
        
        
         <content:encoded>&lt;img class='spip_logos' alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; src=&quot;http://www.close-up.it/local/cache-vignettes/L150xH150/arton8587-bde9f.jpg&quot; width='150' height='150' style='height:150px;width:150px;' /&gt;
                &lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;Al via &lt;a href=&quot;http://www.cinecittashop.it/&quot; class='spip_url spip_out' rel='nofollow external'&gt;www.cinecittashop.it&lt;/a&gt; il &lt;strong&gt;primo sito di e-commerce incentrato sul patrimonio storico fotografico&lt;/strong&gt;, ideato da &lt;strong&gt;Istituto Luce-Cinecitt&#224;&lt;/strong&gt; e realizzato in collaborazione con MYmovies. &#200; disponibile una prima selezione di &lt;strong&gt;12mila scatti&lt;/strong&gt; suddivisa in diverse categorie (cinema, musica e spettacolo, sport, &lt;i&gt;made in Italy&lt;/i&gt;, arte, societ&#224;, storia), scelti tra gli oltre tre milioni presenti nell'&lt;strong&gt;Archivio Luce&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Da oggi su cinecittashop.it si possono acquistare, per uso privato, direttamente le foto, sceglierne la misura e farle stampare su cinque diversi materiali di pregio (carta fine art, pvc forex, alluminio dibond, poliuretano, tela). Ogni foto avr&#224; il &lt;strong&gt;marchio Luce originale&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;La consegna sar&#224; effettuata a domicilio in tutto il mondo e in Italia gratuitamente. Le foto potranno, inoltre, essere acquistate anche in digitale con due risoluzioni adatte all'uso web. Una raccolta d'immagini della nostra memoria condivisa, proveniente dall'immenso e unico patrimonio dell'Archivio Luce. Scatti che raccontano la lunga parabola del secolo breve, dalla dittatura, di cui il Luce resta fondamentale baluardo di conoscenza e studio, alla &lt;strong&gt;Prima (e Seconda) Repubblica&lt;/strong&gt;; dai volti che hanno fatto grande il nome della cultura italiana, a quel sogno dentro il sogno che &#232; Cinecitt&#224;. Le svolte del costume, le battaglie sociali, le abitudini, superate o inossidabili, le cronache e l'immaginario. In queste fotografie &#232; racchiusa la storia di tutto un Paese. Un patrimonio che non a caso &#232; stato candidato al &lt;strong&gt;Registro della Memoria del Mondo dell'Unesco&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Istituto Luce Cinecitt&#224;&lt;/strong&gt; condivide ora questo patrimonio con il pubblico di tutto il mondo, attraverso un'iniziativa che ha il fine di rafforzare e diffondere questo bene culturale unico nel suo genere. Tutti i proventi derivati dalla vendita saranno reinvestiti per preservare, proteggere e rendere accessibile un numero sempre pi&#249; crescente di fotografie dell'Archivio Luce. Perseguendo cos&#236; la mission di promozione e valorizzazione di quest'inestimabile ricchezza del Paese, con una reale interazione tra mercato e patrimonio culturale.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il nuovo sito di e-commerce cinecittashop.it &#232; l'ulteriore tappa di Istituto Luce Cinecitt&#224; nel cammino verso i media digitali e le nuove tecnologie, dopo i successi del Canale Luce su Youtube, dell'accordo con Telecom Italia-Cubovision, dell'App Cinecitt&#224; per iPhone e iPad e della presenza con i propri film su iTunes.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Per maggiori informazioni e acquisti:&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.cinecittashop.it/&quot; class='spip_url spip_out' rel='nofollow external'&gt;www.cinecittashop.it&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
                
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	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>L'inconnu du lac</title>
		<link>http://www.close-up.it/l-inconnu-du-lac,8586</link>
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		<dc:date>2013-05-20T06:32:28Z</dc:date>
		<dc:format>text/html</dc:format>
		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Giampiero Francesca</dc:creator>
        <dc:subject>
        	
        		Un Certain Regard
            
       	</dc:subject>
            
        
		<description>Guardando L'inconnu du lac di Alain Guiraudie si potrebbe parlare di cinema dei corpi, riferendosi alla fisicit&#224; estrema dell'opera del regista francese, alla ricerca di immagini forti, dirette, immediate. Sarebbe per&#242; un semplice escamotage quello di trincerarsi dietro critici voli pindarici per uscire dall'analisi di una pellicola altrimenti assai difficile da commentare. Franck &#232; un giovane frequentatore di un'isolata spiaggia lungo le sponde di un lago. Un lido nascosto fra le fronde battute (...)
        
        
        
        
        	-&lt;a href="http://www.close-up.it/un-certain-regard,407" rel="directory"&gt;Un Certain Regard&lt;/a&gt;
        
        
		</description>
        
        
         <content:encoded>&lt;img class='spip_logos' alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; src=&quot;http://www.close-up.it/local/cache-vignettes/L113xH150/arton8586-be956.jpg&quot; width='113' height='150' style='height:150px;width:113px;' /&gt;
                &lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;Guardando &lt;i&gt;L'inconnu du lac&lt;/i&gt; di Alain Guiraudie si potrebbe parlare di cinema dei corpi, riferendosi alla fisicit&#224; estrema dell'opera del regista francese, alla ricerca di immagini forti, dirette, immediate. Sarebbe per&#242; un semplice escamotage quello di trincerarsi dietro critici voli pindarici per uscire dall'analisi di una pellicola altrimenti assai difficile da commentare.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Franck &#232; un giovane frequentatore di un'isolata spiaggia lungo le sponde di un lago. Un lido nascosto fra le fronde battute dal vento in cui si incontrano, tutti i giorni, un gruppo di nudisti omosessuali. Questo luogo, unica location di tutta la pellicola, &#232; il ritrovo di amori celati, scambi di violente passioni, invidie, gelosie. Una minuscola comunit&#224; improvvisamente osservata dagli occhi esterni di uno sconosciuto, seduto in disparte sulla ghiaia grigia, cui solo Franck sembra voler rivolgere la parola. Non vi &#232; molto pi&#249; di questo in una pellicola che forse vorrebbe trascinare lo spettatore in un turbine di passioni ed emozioni ma che invece resta algida e fredda come le tinte che colorano il lago.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;La scelta di Alain Guiraudie di mostrate fin nei pi&#249; dettagliati particolari gli amplessi di Franck e compagni nulla aggiunge alla pellicola. Le inquadrature strettissime sui corpi nudi intrecciati fra loro sembrano solo una volontaria concessione dell'autore ad un desiderio di eccesso visivo, di sfrontata provocazione. La ripetizione degli atti, infatti, pur nella loro immediata crudezza, rende le sequenze quasi anempatiche; un susseguirsi prevedibile di sesso e chiacchiere. Una ripetitivit&#224; vanamente interrotta dal ritrovamento di un cadavere nel tranquillo lago che arriva per&#242; troppo tardi, quando il film ha ormai gi&#224; detto troppo sulla sua apatica natura. Se l'intento di Guiraudie era dunque quello di raccontare la forza devastante delle passioni e delle emozioni&lt;i&gt; L'inconnu du lac&lt;/i&gt; arriva ben lontano dall'obiettivo. La storia di Franck, ingenuo protagonista travolto dall'amore (soprattutto fisico) per uno dei frequentatori della spiaggia, non decolla mai, non coinvolge mai, non trova mai il respiro necessario per colpire l'anima dello spettatore.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Per queste ragioni avrebbe fatto dunque comodo far riferimento ad un pi&#249; ricercato cinema dei corpi. Avrebbe aiutato a cercare, forzatamente, tra le pieghe di un racconto scarno, qualche appiglio per motivare delle scelte stilistiche tanto discutibili. Sarebbe stato per&#242; vuoto esercizio. Le ragioni che hanno spinto Alain Guiraudie a realizzare &lt;i&gt;L'inconnu du lac&lt;/i&gt; restano difficili da comprendere e ci&#242; che voleva celare dietro questo racconto un mistero molto pi&#249; arduo da risolvere del giallo da lui stesso creato.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
                &lt;div class='rss_ps'&gt;&lt;p&gt;(&lt;i&gt;L'inconnu du lac&#160;&lt;/i&gt;); &lt;strong&gt;Regia e sceneggiatura &lt;/strong&gt;: Alain Guiraudie; &lt;strong&gt;fotografia&lt;/strong&gt;: &#160;Claire Mathin; &lt;strong&gt;montaggio&lt;/strong&gt;:&#160;Jean-Christophe Hym; &lt;strong&gt;interpreti&lt;/strong&gt;: Pierre Deladonchamps, Christophe Paou, Patrick D'Assun&#231;ao; &lt;strong&gt;origine&lt;/strong&gt;: Francia, 2013; &#160;&lt;strong&gt;durata&lt;/strong&gt;: 110'&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
                </content:encoded>
        

	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>Like Father, Like Son</title>
		<link>http://www.close-up.it/like-father-like-son</link>
		<guid isPermaLink="true">http://www.close-up.it/like-father-like-son</guid>
		<dc:date>2013-05-19T14:26:05Z</dc:date>
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		<dc:language>it</dc:language>
		
        <dc:subject>
        	
        		Concorso
            
       	</dc:subject>
            
        
		<description>La bellezza dei sentimenti va in scena nel nuovo film del giapponese Kore-Eda Hirokazu. Presentato in concorso a Cannes 66, Like Father, Like Son ha il potere di commuovere con semplicit&#224;. Una semplicit&#224; espressa sia nella messa in scena, che rifugge totalmente l'eleganza e la perfezione formale solita del cinema asiatico, che nella struttura narrativa, lineare ed equilibrata. Kore-eda sembra non voler assolutamente distogliere lo spettatore dai contenuti della sua opera, dalle emozioni (...)
        
        
        
        
        	-&lt;a href="http://www.close-up.it/concorso,403" rel="directory"&gt;Concorso&lt;/a&gt;
        
        
		</description>
        
        
         <content:encoded>&lt;img class='spip_logos' alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; src=&quot;http://www.close-up.it/local/cache-vignettes/L150xH85/arton8584-152c7.jpg&quot; width='150' height='85' style='height:85px;width:150px;' /&gt;
                &lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;La bellezza dei sentimenti va in scena nel nuovo film del giapponese Kore-Eda Hirokazu. Presentato in concorso a Cannes 66, &lt;i&gt;Like Father, Like&lt;/i&gt; Son ha il potere di commuovere con semplicit&#224;. Una semplicit&#224; espressa sia nella messa in scena, che rifugge totalmente l'eleganza e la perfezione formale solita del cinema asiatico, che nella struttura narrativa, lineare ed equilibrata.
&lt;br /&gt;Kore-eda sembra non voler assolutamente distogliere lo spettatore dai contenuti della sua opera, dalle emozioni tirate in campo, dai suoi personaggi, dalla loro controversa e drammatica storia, e cos&#236; si limita &#8211;si fa per dire &#8211; a raccontare, con lo spirito del narratore che non vuole intromettere filtri tra la realt&#224; che lascia scorrere sullo schermo e lo sguardo dello spettatore. Cos&#236; quest'ultimo si trova totalmente immedesimato nella situazione, spinto inevitabilmente a comprendere i dilemmi, i conflitti interiori, le difficolt&#224; emotive dei personaggi.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;La storia &#232; quella di due famiglie apparentemente all'opposto, una dell'alta borghesia, con un appartamento lussuoso, una bella macchina, una vita a cui non manca nulla basata sul lavoro e su una rigida educazione, l'altra semplice, con una casa semplice ma accogliente, una bottega come ufficio, che scoprono dopo sei anni di aver cresciuto l'una il figlio dell'altra dopo che sono stati scambiati nella clinica in cui lo stesso giorno li misero alla luce. Allora iniziano a conoscersi, a far stringere amicizia ai due bambini, a confrontarsi per decidere quale soluzione prendere: riprendersi ognuno il figlio naturale o proseguire la propria vita con il figlio accudito dalla nascita?&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Kore-Eda ci fa riflettere con tenerezza, malinconia e anche con un pizzico d'ironia, mettendo in conflitto la ragione del cuore con la ragione del &#8220;sangue&#8221;. Nonostante l'argomento delicato, il film presenta un tono lieve e sale gradualmente nello spettatore, si insinua piano piano nei meandri delle emozioni e offre al pubblico la possibilit&#224; di riscoprire l'amore per la vita. Sta proprio in questa delicatezza la forza della pellicola, nella sua capacit&#224; di non emettere sentenze, di non consegnare discorsi moraleggianti, di non proporsi prepotentemente come una lezione esistenziale ma solamente come esperienza di condivisione di dolori ed insicurezze, come stimolo per pensare ai propri errori, alle rinunce mai fatte, alla fortuna di poter amare e di essere amati.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Accolto da applausi scroscianti, da pubblico e addetti ai lavori, &lt;i&gt;Like Father, Like Son&lt;/i&gt; si candida fortemente ad entrare nel Palmar&#232;s finale di Cannes 66.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
                &lt;div class='rss_ps'&gt;&lt;p&gt;(&lt;i&gt;Soshite Chichi Ni Narukore-Eda&lt;/i&gt;) &lt;strong&gt;Regia, sceneggiatura, montaggio&lt;/strong&gt;: Kore-Eda Hirokazu; &lt;strong&gt;fotografia&lt;/strong&gt;: Takimoto Mikiya; &lt;strong&gt;suono&lt;/strong&gt;: Tsurumaki Yutaka;&lt;strong&gt; interpreti&lt;/strong&gt;: Masaharu Fukuyama, Michiko Ono, Yoko Maki, Lily Franky; &lt;strong&gt;produzione&lt;/strong&gt;: Fuji Television Network, Amuse Inc., Gag Corporation; &lt;strong&gt;origine&lt;/strong&gt;: Giappone; &lt;strong&gt;durata&lt;/strong&gt;: 120'.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
                </content:encoded>
        

	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>Arnaud Desplechin: Con Jimmy P. racconto una storia d'amicizia</title>
		<link>http://www.close-up.it/arnaud-desplechin-con-jimmy-p-racconto-una-storia-d-amicizia</link>
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		<dc:date>2013-05-18T16:36:07Z</dc:date>
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        <dc:subject>
        	
        		Incontri e Conferenze stampa
            
       	</dc:subject>
            
        
		<description>Arnaud Desplechin torna in concorso al Festival di Cannes con il suo primo film girato negli Stati Uniti. Jimmy P. (Psychotherapy Of A Plains Indian) &#232; tratto da un fatto realmente accaduto e riportato nel libro 'dell'antropologo e psicanalista ungherese Georges Devereux, ed &#232; ambientato bel periodo immediatamente successivo alla Seconda Guerra Mondiale, quando il reduce Jimmy Picard viene rinchiuso nell'ospedale psichiatrico Topeka Military Hospital in Kansas, dichiarato schizofrenico ed (...)
        
        
        
        
        	-&lt;a href="http://www.close-up.it/incontri-e-conferenze-stampa" rel="directory"&gt;Incontri e Conferenze stampa&lt;/a&gt;
        
        
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         <content:encoded>&lt;img class='spip_logos' alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; src=&quot;http://www.close-up.it/local/cache-vignettes/L150xH114/arton8582-d75d6.jpg&quot; width='150' height='114' style='height:114px;width:150px;' /&gt;
                &lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;Arnaud Desplechin torna in concorso al Festival di Cannes con il suo primo film girato negli Stati Uniti. &lt;i&gt;Jimmy P. (Psychotherapy Of A Plains Indian)&lt;/i&gt; &#232; tratto da un fatto realmente accaduto e riportato nel libro 'dell'antropologo e psicanalista ungherese Georges Devereux, ed &#232; ambientato bel periodo immediatamente successivo alla Seconda Guerra Mondiale, quando il reduce Jimmy Picard viene rinchiuso nell'ospedale psichiatrico Topeka Military Hospital in Kansas, dichiarato schizofrenico ed affidato al dott. Devereux. Nel ruolo di Jimmy uno straordinario Benicio Del Toro, in quello dello psicanalista un altrettanto bravo Mathieu Amalric.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Arnaud Desplechin, perch&#233; ha deciso di fare un film da un racconto di Deveraux?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Arnaud Desplechin&lt;/strong&gt;: Quando mi trovavo in libreria e vedevo sempre il libro, ma non mi ci soffermavo mai. Poi un giorno l'ho preso in mano, l'ho sfogliato e mi sono imbattuto in un dialogo tra Jimmy e il suo analista e mi &#232; sembrato un testo fantastico, perfetto per il teatro o il cinema. Penso che si tratti di uno dei pochissimi testi di psicoterapia che riporta tutti i dialoghi di una lunga analisi. Non &#232; stato facile farne un film. Il fine che mi ero posto era entrare nella psicanalisi americana ma soprattutto raccontare il rapporto, l'amicizia tra due uomini cos&#236; diversi, che poi secondo me era l'aspetto pi&#249; interessante del libro.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Desplechin, ha citato ancora John Ford e Francois Truffaut...&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Arnaud Desplechin&lt;/strong&gt;: Penso ai loro film tutti i giorni, mattina e sera, per me sono i pi&#249; importanti, da tutti i punti di vista. E proprio nel loro stile di lavoro, anche noi in questa occasione abbiamo realizzato il film con un budget relativamente basso e cercando una messa in scena molto semplice.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Benicio Del Toro, com'&#232; stato interpretare un personaggio realmente esistito e cos&#236; complesso?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Benicio Del Toro&lt;/strong&gt;: &lt;i&gt;Jimmy P.&lt;/i&gt; non &#232; propriamente un film biografico, ma in ogni caso per interpretare il mio personaggio sono partito dalle sue orgine e l'approccio che ho avuto &#232; stato quello di un essere umano che si avvicina a un altro essere umano. Arnaud ha fatto un lavoro pazzesco di sceneggiatura, non era assolutamente facile, e quando l'ho letta ho pensato subito che fosse molto pi&#249; potente del libro, lo riduce in due ore, ma ne riporta perfettamente lo spirito e la dimensione.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Conosceva i film di Desplechin?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Benicio Del Toro&lt;/strong&gt;: Sinceramente avevo visto solo uno dei suoi film, ma mi ha reso molto felice quando mi ha proposto di interpretare Jimmy. Mi ha impressionato la passione con cui mi ha coinvolto nel progetto.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Mathieu Amalric, com'&#232; stata l'esperienza con Benicio?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Mathieu Amalric&lt;/strong&gt;: Benicio &#232; fantastico, come attore e come persona. Basta vedere il film e rendersi conto che &#232; tutto costruito sulla sua performance, su come &#232; capace solamente con un'espressione o un gesto a rendere le reazioni di Jimmy agli stimoli del suo analista, per capire il lavoro straordinario che ha fatto.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
                
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<item xml:lang="it">
		<title>Le Pass&#233;</title>
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		<dc:date>2013-05-18T13:18:03Z</dc:date>
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		<dc:language>it</dc:language>
		
        <dc:subject>
        	
        		Concorso
            
       	</dc:subject>
            
        
		<description>Ci&#242; che lascia letteralmente sbalorditi di Le Pass&#233;, ritorno alla regia del pluripremiato regista iraniano Asghar Farhadi, &#232; la solidit&#224; della scrittura narrativa. Nessun dialogo appare futile nel racconto, ogni sequenza &#232; un tassello fondamentale, l'intreccio &#232; congegnato in un perfetto crescendo emotivo. La storia &#232; molto intricata, non c'&#232; tregua, gli eventi si susseguono con una velocit&#224; disarmante, i punti di vista cambiano in continuazione, il racconto prende innumerevoli direzioni, eppure tutto (...)
        
        
        
        
        	-&lt;a href="http://www.close-up.it/concorso,403" rel="directory"&gt;Concorso&lt;/a&gt;
        
        
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         <content:encoded>&lt;img class='spip_logos' alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; src=&quot;http://www.close-up.it/local/cache-vignettes/L113xH150/arton8581-dc995.jpg&quot; width='113' height='150' style='height:150px;width:113px;' /&gt;
                &lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;Ci&#242; che lascia letteralmente sbalorditi di &lt;i&gt;Le Pass&#233;&lt;/i&gt;, ritorno alla regia del pluripremiato regista iraniano Asghar Farhadi, &#232; la solidit&#224; della scrittura narrativa. Nessun dialogo appare futile nel racconto, ogni sequenza &#232; un tassello fondamentale, l'intreccio &#232; congegnato in un perfetto crescendo emotivo. La storia &#232; molto intricata, non c'&#232; tregua, gli eventi si susseguono con una velocit&#224; disarmante, i punti di vista cambiano in continuazione, il racconto prende innumerevoli direzioni, eppure tutto appare estremamente lineare e compatto, assolutamente semplice nella sua complessit&#224;. &lt;br /&gt;Il film ricorda molto &lt;i&gt;Una separazione&lt;/i&gt; per la sua struttura ad incastro. Un incastro che salta dalla pure dimensione narrativa a quella psicologica, per poi nel finale sciogliere l'intrigo in una liberatoria catarsi emotiva. &lt;i&gt;Le Pass&#233;&lt;/i&gt; &#232; un dramma familiare costruito sui tempi e l'intelaiatura di un giallo dove i sensi di colpa di tutti i personaggi affiorano lentamente uno dopo l'altro per arrivare nella conclusione a svelare il mistero miccia della catena di avvenimenti.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ahmad torna a Parigi dopo quattro anni a Teheran. E' stato chiamato dalla moglie Marie, da cui &#232; separato, per terminare le pratiche del divorzio. Lei intanto ha un rapporto complicato ed irrisolto con la figlia maggiore e si &#232; rifatta una vita. Convive infatti con Samir, anche lui ancora sposato ma con la moglie in coma dopo un tentato suicidio. Quando Ahmad prover&#224; a risolvere i problemi tra Marie e la figlia, verranno a galla segreti che sconvolgeranno ancor di pi&#249; la loro situazione familiare.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Attraverso una rappresentazione opprimente, quasi tutta in interni, e una messa in scena che vive di un estremo realismo, Farhadi immerge lo spettatore in un vortice di irrefrenabili sentimenti, in un continuo susseguirsi di stati d'animo. La struttura del racconto, che va a perdersi nei meandri psicologici della storia, rende l'opera un labirinto che non sembra mostrare via d'uscita, un gioco di pesanti corrispondenze emotive che pi&#249; allarga lo sguardo su nuovi personaggi pi&#249; si restringe su se stesso. &lt;i&gt;Le Pass&#233;&lt;/i&gt; non &#232; per&#242; il classico film dalla scrittura complessa che rimane ingabbiato nello schematismo della sua sceeggiatura, bens&#236; una pellicola che segue un perfetto meccanismo finalizzato ad una commovente indagine dell'animo umano, della sua imprevedibilit&#224;, delle mille sfaccettature. Un quadro che sa scrutare con intelligenza dietro le apparenze, i non detti, le lacrime nascoste, sorretto tra l'altro dalle sublimi performance degli attori. Farhadi dirige il cast come una grande orchestra i cui strumenti intervengono nella musica al momento giusto per far cambiare ritmo al tema. E in questa sinfonia si muovono con disinvoltura i tre interpreti principali - B&#233;r&#233;nice Bejo (&lt;i&gt;The Artist&lt;/i&gt;), Tahar Rahim (&lt;i&gt;Un Proph&#233;te&lt;/i&gt;) e Ali Mossafa - i quali restituiscono verit&#224; assoluta, illuminano il racconto e sembrano viverlo sulla loro stessa pelle.
&lt;br /&gt;Non siamo ai livelli di &lt;i&gt;Una separazione&lt;/i&gt;, ma ci stiamo vicini. Farhadi fa di nuovo colpo. Un esempio di grande cinema.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
                &lt;div class='rss_ps'&gt;&lt;p&gt;(&lt;i&gt;Le Pass&#233;&lt;/i&gt;) &lt;strong&gt;Regia&lt;/strong&gt;: Asghar Farhadi; &lt;strong&gt;sceneggiatura&lt;/strong&gt;: Asghar Farhadi; &lt;strong&gt;fotografia&lt;/strong&gt;: Mahmoud Kalari; &lt;strong&gt;montaggio&lt;/strong&gt;: Juliette Welfling; &lt;strong&gt;interpreti&lt;/strong&gt;: B&#233;r&#233;nice Bejo, Tahar Rahim, Ali Mossafa, Pauline Burlet, Elyes Aguis, Jeanne Jestin; &lt;strong&gt;produzione&lt;/strong&gt;: Memento Films, France 3 Cin&#233;ma, Bim Distribuzione; &lt;strong&gt;distribuzione&lt;/strong&gt;: BIM; &lt;strong&gt;origine&lt;/strong&gt;: Francia, Italia; &lt;strong&gt;durata&lt;/strong&gt;: 135'.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
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<item xml:lang="it">
		<title>Jeune &amp; jolie</title>
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		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Giampiero Francesca</dc:creator>
        <dc:subject>
        	
        		Concorso
            
       	</dc:subject>
            
        
		<description>Jeune &amp; jolie, giovane e bella, cos&#236; &#232; Isabelle, ragazza appena diciassettenne alle prese con l'impeto delle proprie passioni. Quelle passioni che, da sempre, Francois Ozon racconta con mano delicata. Ancora una volta infatti le azioni, i gesti, l'intera trama dell'ultima fatica del maestro francese sembrano sfuggire a qualsiasi logica, legate l'un l'altra da un filo rosso invisibile, il pathos. &quot;Bonne anniversarie&quot; canta la famiglia riunita intorno a Isabelle. Ma il suo diciassettesimo anno (...)
        
        
        
        
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         <content:encoded>&lt;img class='spip_logos' alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; src=&quot;http://www.close-up.it/local/cache-vignettes/L150xH99/arton8579-3ea90.jpg&quot; width='150' height='99' style='height:99px;width:150px;' /&gt;
                &lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;&lt;i&gt;Jeune &amp; jolie&lt;/i&gt;, giovane e bella, cos&#236; &#232; Isabelle, ragazza appena diciassettenne alle prese con l'impeto delle proprie passioni. Quelle passioni che, da sempre, Francois Ozon racconta con mano delicata. Ancora una volta infatti le azioni, i gesti, l'intera trama dell'ultima fatica del maestro francese sembrano sfuggire a qualsiasi logica, legate l'un l'altra da un filo rosso invisibile, il pathos.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&quot;Bonne anniversarie&quot; canta la famiglia riunita intorno a Isabelle. Ma il suo diciassettesimo anno di vita non sar&#224; un anno come tutti gli altri. Durante l'arco della quattro stagioni, che scandiscono il ritmo della sua vita e della pellicola, la giovane sperimenter&#224; sulla sua pelle l'impeto dirompente della passione. La scoperta del sesso, emozionato, fremente, libero, proprio nella calda estate del suo compleanno, aprir&#224; alla ragazza un mondo inaspettato, quello della prostituzione. Una scelta volontaria ed inspiegabile quella di Isabelle, Lea per i clienti, cos&#236; come inspiegabili e inspiegate restano, spesso, le motivazioni che muovono i protagonisti delle pellicole di Francois Ozon. Nessuno infatti pu&#242; imbrigliare, nella rete della ragione, una materia tanto eterea come il pathos. Nulla pu&#242; la madre di Isabelle, le cui domande si infrangono su un muro di insuperabile silenzio, forse manifestazione di un'anima che non sa, per prima, la natura dei suoi gesti. Vano &#232; anche il tentativo della psicanalisi, posta da Ozon in perfetto contrappunto con l'inspiegabile divenire degli eventi. Gli scarni dialoghi fra il terapeuta e la ragazza manifestano infatti l'impotenza della razionalit&#224;, e dei suo pedissequi schemi, davanti all'impeto illogico delle passioni.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Danzando leggero sul corpo nudo di Isabelle/Lea, Francois Ozon restituisce proprio il fluire di queste inspiegabili passioni. Passioni che sembrano per&#242; restare in superficie, sublimate in atti che non arrivano a toccare le anime dei personaggi in scena. Dagli occhi gelidi di Isabelle agli sguardi persi dei suoi clienti, dal cinico realismo del patrigno alla rabbia controllata della madre nessuno appare intimamente coinvolto dalle vicende che, in apparenza, sconvolgono le loro vite. Ecco un altro tratto saliente del cinema di Ozon, e della sua irrazionale logica interna. Le passioni, che condizionano e tirano i fili dei suoi protagonisti, non riescono mai ad andare in profondit&#224;, oltre il guscio della fisicit&#224; dei suoi attori.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Solo la grazia stilistica di Ozon riesce cos&#236; a far sopportare questo turbillion di inspiegabili eventi ed epidermiche emozioni. Una classe ed una leggiadria di tocco che da sempre caratterizza il suo cinema ma che non sempre era riuscita nell'arduo compito di rendere intellegibili pellicole dalla trama cos&#236; fortemente condizionata da un fluire irrazionale di eventi. Se infatti in opere come &lt;i&gt;5X2&lt;/i&gt; (film molto simile a &lt;i&gt;Jeune &amp; jolie&lt;/i&gt; per struttura e contenuto), presentato priorit&#224; dall'autore francese alla sessantunesima edizione del festival di Venezia, la bravura stilistica non era bastata a coinvolgere lo spettatore nelle ingiustificate vicissitudini di Marion, in questo ultimo lavoro &#232; pi&#249; che sufficiente a far trasparire la forza dirompete delle emozioni.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
                &lt;div class='rss_ps'&gt;&lt;p&gt;(&lt;i&gt;Jeune &amp; jolie&#160;&lt;/i&gt;); &lt;strong&gt;Regia e sceneggiatura &lt;/strong&gt;: Fran&#231;ois Ozon; &lt;strong&gt;fotografia&lt;/strong&gt;: &#160;Pascal Marti; &lt;strong&gt;montaggio&lt;/strong&gt;:&#160;Laure Gardette ; &lt;strong&gt;musiche&lt;/strong&gt;: Philippe Rombi; &lt;strong&gt;interpreti&lt;/strong&gt;:&#160;Marine Vacth, G&#233;raldine Pailhas, Fr&#233;d&#233;ric Pierrot, Fantin Ravat; &lt;strong&gt;origine&lt;/strong&gt;: Francia, 2013; &#160;&lt;strong&gt;durata&lt;/strong&gt;: 95'&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
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	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>Miele</title>
		<link>http://www.close-up.it/miele</link>
		<guid isPermaLink="true">http://www.close-up.it/miele</guid>
		<dc:date>2013-05-17T15:34:52Z</dc:date>
		<dc:format>text/html</dc:format>
		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Monia Manzo</dc:creator>
        <dc:subject>
        	
        		Un Certain Regard
            
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		<description>Dopo l'esordio dietro la macchina da presa di Valeria Golino nel 2010 con il cortometraggio Armandino e il Madre, storia d'amore tra i vicoli di Napoli di due ragazzi di estrazione sociale e nazionalit&#224; differenti, questa volta la nostra attrice &#8211; una delle poche conosciute a livello internazionale &#8211; ha affrontato il lungometraggio con un tema ancora pi&#249; scabroso e impegnativo, quello dell'eutanasia. Ma il gioco sembra sia valso la candela visto che Miele &#232; stato selezionato per la prestigiosa (...)
        
        
        
        
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         <content:encoded>&lt;img class='spip_logos' alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; src=&quot;http://www.close-up.it/local/cache-vignettes/L106xH150/arton8580-14d8a.jpg&quot; width='106' height='150' style='height:150px;width:106px;' /&gt;
                &lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;Dopo l'esordio dietro la macchina da presa di Valeria Golino nel 2010 con il cortometraggio &lt;i&gt;Armandino e il Madre&lt;/i&gt;, storia d'amore tra i vicoli di Napoli di due ragazzi di estrazione sociale e nazionalit&#224; differenti, questa volta la nostra attrice &#8211; una delle poche conosciute a livello internazionale &#8211; ha affrontato il lungometraggio con un tema ancora pi&#249; scabroso e impegnativo, quello dell'eutanasia. Ma il gioco sembra sia valso la candela visto che &lt;i&gt;Miele&lt;/i&gt; &#232; stato selezionato per la prestigiosa sezione &lt;i&gt;Un certain regard&lt;/i&gt; del Festival di Cannes. Si tratta di un risultato di non piccolo conto cos&#236; come non meno trascurabile &#232; stato l'impegno come produttore del suo compagno, anch'egli attore, Riccardo Scamarcio, attento promotore di produzioni come appunto il precedente cortometraggio e poi del film di Cosimo Terlizzi &lt;i&gt;L'uomo doppio&lt;/i&gt;, di prossima uscita.
&lt;br /&gt;Il cast di Miele &#232; un simposio di attori eccezionali, per la presenza di un Carlo Cecchi assente da anni dalla scena cinematografica e che ritorna a regalarci perle della sua maestria attoriale, oltre alla partecipazione di un bravo Vinicio Marchioni, ormai libero dai panni di criminale della Banda della Magliana. La protagonista del film che ha come nome in codice appunto quello di Miele, &#232; invece interpretata da un'intensa Jasmine Trinca, una trentenne timida e schiva; la ragazza cela dietro i suoi profondi occhioni scuri un segreto, che segner&#224; la sua vita in maniera definitiva. Miele &#232; infatti il nomignolo utilizzato da Irene per presentarsi ai malati terminali che hanno intenzione di mettere fine alle loro vite-non vite. Lo spinoso tema dell'eutanasia viene trattato coraggiosamente in questo lavoro, che apparso in ordine di tempo dopo&lt;i&gt; La bella addormentata&lt;/i&gt; di Marco Bellocchio e il pluripremiato &lt;i&gt;Amour&lt;/i&gt; di Michael Hanecke, ha messo a dura prova la tempra artistica di Valeria Golino, spaventata dal confronto con due maestri assoluti.
Il risultato &#232; stato per&#242; vincente tanto da arrivare, come si &#232; detto, a Cannes, mostrando al panorama internazionale un cinema italiano impegnato ma non ripetitivo rispetto ad un argomento cos&#236; difficile da trattare senza scadere nel patetico.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Forse &#232; questo il motivo per cui nonostante il profondo ed evidente coinvolgimento emotivo della protagonista, la sceneggiatura scritta dalla stessa Golino insieme a Valia Santella e Francesca Marciano, abbia previsto che ad ogni intermediazione, i pazienti pagassero Miele, intenta ad eseguire ogni missione, assegnatale da un altrettanto misterioso amico (Libero De Rienzo), in assoluto segreto, visto il grave reato che secondo la legge italiana si compie nell'essere complici dell'eutanasia.
L'incontro con un paziente, (Carlo Cecchi), un ingegnere cinico al punto giusto, dotato di sarcasmo e con alle spalle una vita piena di soddisfazione, ma ormai stanco di vivere, mette in crisi la nostra Irene, che affascinata e ormai scoperta nella propria vulnerabilit&#224;, decide di allontanarsi dalla propria attivit&#224; clandestina.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il film &#232; insieme ricco di ambientazioni che specchiano l'animo dei protagonisti, anche se &#232; perlopi&#249; predominante quella di Miele ed &#232; stilisticamente caratterizzato da inquadrature sofisticate dove i giochi di sguardi e i gesti si uniscono elegantemente. Cos&#236; le immagini si avvalgono del mare e delle mura domestiche, alternando scene di solitudini e di segreti alla vita familiare e alle scene d'amore.
Superba infine &#8211; a completare una bella confezione cinematografica - ci &#232; apparsa la scelta musicale di pezzi contemporanei come &lt;i&gt;Io sono il vento&lt;/i&gt; eseguita da Marino Marini oltre ad evergreen come i Talking Heads e la loro &lt;i&gt;Nothing (but flowers)&lt;/i&gt;.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
                &lt;div class='rss_ps'&gt;&lt;p&gt;(&lt;i&gt;Miele&lt;/i&gt;) &lt;strong&gt;Regia&lt;/strong&gt;: Valeria Golino; &lt;strong&gt;sceneggiatura&lt;/strong&gt;: Valeria Golino, Valia Santella, Francesca Marciano; &lt;strong&gt;fotografia&lt;/strong&gt;: Gergely Poharnok; &lt;strong&gt;montaggio&lt;/strong&gt;: Giogi&#242; Franchini; &lt;strong&gt;interpreti&lt;/strong&gt;: Jasmine Trinca, Carlo Cecchi, Libero De Rienzo, Vinicio Marchioni; &lt;strong&gt;produzione&lt;/strong&gt;: Buena Onda in collaborazione con Rai Cinema, Les Films des Tournelles, Cit&#233; Films; &lt;strong&gt;distribuzione&lt;/strong&gt;: BIM; &lt;strong&gt;origine&lt;/strong&gt;: Italia, Francia; &lt;strong&gt;durata&lt;/strong&gt;: 96'.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
                </content:encoded>
        

	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>Roma, 20 maggio: alla Casa del Cinema Enrico Vanzina e Dario Argento per il libro &quot;C'era una volta il cinema&quot;</title>
		<link>http://www.close-up.it/roma-20-maggio-alla-casa-del-cinema-enrico-vanzina-e-dario-argento-per-il-libro-c-era-una-volta-il-cinema</link>
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		<dc:date>2013-05-17T12:17:40Z</dc:date>
		<dc:format>text/html</dc:format>
		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Carlo Dutto</dc:creator>
        <dc:subject>
        	
        		NEWS &amp; EVENTI
            
       	</dc:subject>
            
        
		<description>Luned&#236; 20 maggio, alle ore 18, alla Casa del Cinema a Villa Borghese a Roma, si terr&#224; la presentazione del libro C'era una volta il cinema, di Franco Ferrini. Insieme all'autore e all'editore, Gianni Gremese, interverranno Enrico Vanzina, Dario Argento e Pia Arletti. La presentazione verr&#224; anticipata dalla visione del film La cicala, alle ore 16, scritto da Franco Ferrini e diretto da Alberto Lattuada, con Virna Lisi. Scheda libro sul sito GREMESE (...)
        
        
        
        
        	-&lt;a href="http://www.close-up.it/news-eventi" rel="directory"&gt;NEWS &amp; EVENTI&lt;/a&gt;
        
        
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         <content:encoded>&lt;img class='spip_logos' alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; src=&quot;http://www.close-up.it/local/cache-vignettes/L99xH150/arton8578-b6787.jpg&quot; width='99' height='150' style='height:150px;width:99px;' /&gt;
                &lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Luned&#236; 20 maggio&lt;/strong&gt;, alle ore 18, alla Casa del Cinema a Villa Borghese a Roma, si terr&#224; la presentazione del libro &lt;i&gt;C'era una volta il cinema&lt;/i&gt;, di &lt;strong&gt;Franco Ferrini&lt;/strong&gt;.
Insieme all'autore e all'editore, &lt;strong&gt;Gianni Gremese&lt;/strong&gt;, interverranno &lt;strong&gt;Enrico Vanzina,&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;Dario Argento&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Pia Arletti&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;La presentazione verr&#224; anticipata dalla visione del film &lt;i&gt;La cicala&lt;/i&gt;, alle ore 16, scritto da &lt;strong&gt;Franco Ferrini&lt;/strong&gt; e diretto da&lt;strong&gt; Alberto Lattuada,&lt;/strong&gt; con &lt;strong&gt;Virna Lisi&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.gremese.com/default/c-era-una-volta-il-cinema.html&quot; class='spip_out' rel='external'&gt;Scheda libro sul sito GREMESE EDITORE&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
                
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	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>&quot;Fast &amp; Furious 6&quot; Universal Pictures e le attivit&#224; promozionali</title>
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		<dc:date>2013-05-17T10:37:41Z</dc:date>
		<dc:format>text/html</dc:format>
		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Redazione Close-up</dc:creator>
        <dc:subject>
        	
        		NEWS &amp; EVENTI
            
       	</dc:subject>
            
        
		<description>E' ormai imminente l'uscita nelle sale dell'attesissimo Fast &amp; Furious 6 che promette di cavalcare l'enorme successo della saga pi&#249; adrenalinica della storia del cinema. Vin Diesel, Paul Walker e Dwayne Johnson tornano alla guida del cast di Fast &amp; Furious 6, nelle sale italiane da gioved&#236; 23 maggio, pellicola ricca di acrobazie mozzafiato e inseguimenti automobilistici e campione d'incassi nel mondo gi&#224; con i film precedenti. La Universal Pictures, distributore del film, ha messo a punto (...)
        
        
        
        
        	-&lt;a href="http://www.close-up.it/news-eventi" rel="directory"&gt;NEWS &amp; EVENTI&lt;/a&gt;
        
        
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         <content:encoded>&lt;img class='spip_logos' alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; src=&quot;http://www.close-up.it/local/cache-vignettes/L150xH78/arton8577-de0f5.jpg&quot; width='150' height='78' style='height:78px;width:150px;' /&gt;
                &lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;E' ormai imminente l'uscita nelle sale dell'attesissimo &lt;i&gt;Fast &amp; Furious 6&lt;/i&gt; che promette di cavalcare l'enorme successo della saga pi&#249; adrenalinica della storia del cinema. &lt;strong&gt;Vin Diesel&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Paul Walker&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Dwayne Johnson&lt;/strong&gt; tornano alla guida del cast di &lt;i&gt;Fast &amp; Furious 6&lt;/i&gt;, nelle sale italiane da &lt;strong&gt;gioved&#236; 23 maggio&lt;/strong&gt;, pellicola ricca di acrobazie mozzafiato e inseguimenti automobilistici e campione d'incassi nel mondo gi&#224; con i film precedenti.
La Universal Pictures, distributore del film, ha messo a punto un ricco piano promozionale che ha coinvolto una serie di aziende di levatura internazionale che hanno scelto di legarsi alla pellicola diretta da Justin Lin, molte delle quali avevano gi&#224; sposato il precedente film.
Protagoniste assolute del film sono le automobili: partendo dal &lt;i&gt;global placement&lt;/i&gt; di&lt;strong&gt; Alfa Romeo Giulietta&lt;/strong&gt; all'interno del film, il brand automobilistico, ha pianificato una intensa campagna tv tematizzata sul film per incentivare il traffico verso i concessionari.
La prima catena di vendita di videogiochi in Italia, &lt;strong&gt;Gamestop&lt;/strong&gt;, abbraccia nuovamente la franchise attraverso una promozione nei punti vendita: lo spot del film sar&#224; trasmesso negli oltre 400 store dove, presentandosi con il biglietto cinema, sar&#224; possibile usufruire di uno sconto del 10% sull'acquisto del videogioco del film di &lt;strong&gt;Activision&lt;/strong&gt;; a supporto sar&#224; attiva una campagna web su tutto il circuito Moviemedia e una campagna stampa su numerose testate videogame e hi-tech.
Anche la catena &lt;strong&gt;QSR Old Wild West&lt;/strong&gt;, risposa la saga e invita i propri consumatori a completare un simpatico test on-line (sei Fast o sei Furious?) per ottenere uno sconto sull'acquisto di Fast &amp; FuriousT Showdown, il videogioco di Activision in uscita il 24 Maggio, presso la catena Game People. Prevista una campagna cinema a supporto.
Rinnovata anche per questo nuovo episodio la collaborazione sia con Euronics, leader nel settore dell'elettronica di consumo, che promuove il film sugli schermi e sulla radio all'interno dei propri punti vendita, e veicola un concorso per aggiudicarsi esclusivi test-drive, dvd blu-ray degli episodi precedenti e premi tecnologici, che con Vitamin Store, il franchising di 100 punti vendita per gli sportivi e cultori della forma fisica, dove &#232; possibile ritirare uno sconto valido per il catalogo home-video della saga. Non potevano mancare le attivit&#224; di drafting con la divisione home-entertainment che per l'occasione rilancia tutta la franchise con expo dedicati, campagna web e cinema a supporto e omaggia il biglietto del nuovo film a tutti coloro che comprano un prodotto precedente.
Infine sono state siglate importanti collaborazioni a livello di media-partnership: &lt;strong&gt;Gazzetta.it&lt;/strong&gt; gi&#224; da marzo e il network &lt;strong&gt;Deejay&lt;/strong&gt; (radio, sito, tv) ad aprile e maggio hanno veicolato un concorso per assistere alla premiere internazionale del film, Coming Soon Television pubblicizza un concorso per aggiudicarsi il &lt;i&gt;prize package&lt;/i&gt; internazionale, il canale Mediaset Premium lancia in concomitanza dell'uscita nelle sale la settimana Fast and Furious con clip, &lt;i&gt;featurette&lt;/i&gt;, speciali e primi minuti del &lt;i&gt;footage&lt;/i&gt; in esclusiva e un massiccio supporto pubblicitario.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
                
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	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>Fran&#231;ois Ozon: Torno a raccontare l'adolescenza</title>
		<link>http://www.close-up.it/francois-ozon-torno-a-raccontare-il-mondo-dei-teenager</link>
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		<dc:date>2013-05-16T17:32:38Z</dc:date>
		<dc:format>text/html</dc:format>
		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Antonio Valerio Spera</dc:creator>
        <dc:subject>
        	
        		Incontri e Conferenze stampa
            
       	</dc:subject>
            
        
		<description>Ozon torna in concorso al Festival di Cannes con Jeune &amp; Jolie (Young and Beautiful), film che racconta con delicatezza la storia di Isabelle (la scoperta Marine Vacth), diciassettenne che dopo aver perso la verginit&#224; inizia a prostituirsi. Francois, dopo anni sei tornato a trattare il mondo dei teenager... Fran&#231;ois Ozon: Avevo gi&#224; trattato questa tema in precedenza, anche se poi ho preferito focalizzarmi su personaggi pi&#249; maturi. Ma avevo voglia di confrontarmi nuovamente con questo (...)
        
        
        
        
        	-&lt;a href="http://www.close-up.it/incontri-e-conferenze-stampa" rel="directory"&gt;Incontri e Conferenze stampa&lt;/a&gt;
        
        
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         <content:encoded>&lt;img class='spip_logos' alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; src=&quot;http://www.close-up.it/local/cache-vignettes/L150xH90/arton8576-e5ba0.jpg&quot; width='150' height='90' style='height:90px;width:150px;' /&gt;
                &lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;Ozon torna in concorso al Festival di Cannes con &lt;i&gt;Jeune &amp; Jolie&lt;/i&gt; (&lt;i&gt;Young and Beautiful&lt;/i&gt;), film che racconta con delicatezza la storia di Isabelle (la scoperta Marine Vacth), diciassettenne che dopo aver perso la verginit&#224; inizia a prostituirsi.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Francois, dopo anni sei tornato a trattare il mondo dei teenager...&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Fran&#231;ois Ozon&lt;/strong&gt;: Avevo gi&#224; trattato questa tema in precedenza, anche se poi ho preferito focalizzarmi su personaggi pi&#249; maturi. Ma avevo voglia di confrontarmi nuovamente con questo argomento. Sinceramente credo che in molto cinema francese ma anche straniero l'adolescenza sia piuttosto idealizzata. Io dell'adolescenza ho un ricordo abbastanza doloroso, per cui volevo affrontare il tema con pi&#249; distanza. In &lt;i&gt;Jeune et Jolie&lt;/i&gt; ho cercare di fare il ritratto realistico di una giovane ragazza, anche se poi il mio stile &#232; molto impressionista, infatti ho deciso di dividere il racconto nelle quattro stagioni, abbinando ad esse quattro canzoni differenti.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Marine, come hai lavorato sul tuo personaggio?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Marine Vacth&lt;/strong&gt;: Del personaggio ho apprezzato subito i suoi silenzi, la distanza con le altre persone. Parla poco, non si scusa mai, vuole solo vivere la sua et&#224; e ci&#242; che prova momento per momento. Con Francois abbiamo fatto divesi test, e anche con gli altri attori con i quali ho lavorato con molta semplicit&#224;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;La forza del film sta nel suo grande equilibrio, nella giusta distanza dai personaggi. Come ha trovato questa distanza?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Fran&#231;ois Ozon&lt;/strong&gt;: Ho lavorato molto su questo sia in fase di scrittura, sia in fase di riprese che in quella di montaggio. In generale io cerco sempre di trovare la giusta distanza, di non spiegare troppo e di non dare giudizi, perch&#233; credo che lo spettatore debba farsi le sue interpretazioni. Io non voglio dare troppe chiavi per la lettura al pubblico, per&#242; mi piace invece offrire dei punti di vista. Il personaggio di Isabelle nel film &#232; infatti visto attraverso gli occhi della madre, del fratellino e del patrigno.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Perch&#233; nella scena in cui Isabelle perde la verginit&#224; ha scelto di inserire l'immagine di lei stessa che vede la scena dall'esterno? &lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Fran&#231;ois Ozon&lt;/strong&gt;: Innanzitutto era un modo per anticipare la doppia vita, la doppia personalit&#224; del personaggio. E poi credo durante la prima volta si &#232; tutti presenti ma anche un po' assenti.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Marine com'&#232; stato passare dalla moda al cinema? Continuerai a fare l'attrice?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Marine Vacth&lt;/strong&gt;: Io mi considero sempre e comunque una modella. Quest'esperienza per me &#232; stata stupenda e mi ha dato molto, ma non credi segni per me un passaggio da modella ad attrice. Ci&#242; non toglie che mi piacerebbe comunque continuare a recitare.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Fran&#231;ois, come ha scelto Marine?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Fran&#231;ois Ozon&lt;/strong&gt;: Ho fatto moltissimi provini. Alle attrici che si presentavano facevo sempre recitare la scena della stazione di polizia. Quando mi sono trovato davanti Marine, l'ho vista molto realistica nel ritrarre il personaggio. Nei suoi occhi vedevo un mondo, un mistero, ed era quello che cercavo. Ho pensato: &quot;&#232; quella giusta&quot;. E le ho dato subito la sceneggiatura.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
                
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	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>Heli</title>
		<link>http://www.close-up.it/heli</link>
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		<dc:date>2013-05-16T15:49:12Z</dc:date>
		<dc:format>text/html</dc:format>
		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Antonio Valerio Spera</dc:creator>
        <dc:subject>
        	
        		Concorso
            
       	</dc:subject>
            
        
		<description>Il suo nome ce l'eravamo segnato su un taccuino nel 2005, quando il suo Sangre pass&#242; a Cannes nella sezione Un Certain Regard. Poi l'abbiamo sottolineato e ben marcato cinque anni fa, nel 2008, anno in cui sempre sulla Croisette e sempre nella stessa sezione il suo Los Bastardos colp&#236; nuovamente per il crudo realismo della rappresentazione, per un'estetica della violenza priva di filtri e per la sua capacit&#224; di indagare tra le righe la dura realt&#224; della societ&#224; messicana, quella periferica, (...)
        
        
        
        
        	-&lt;a href="http://www.close-up.it/concorso,403" rel="directory"&gt;Concorso&lt;/a&gt;
        
        
		</description>
        
        
         <content:encoded>&lt;img class='spip_logos' alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; src=&quot;http://www.close-up.it/local/cache-vignettes/L150xH93/arton8575-81d75.jpg&quot; width='150' height='93' style='height:93px;width:150px;' /&gt;
                &lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;Il suo nome ce l'eravamo segnato su un taccuino nel 2005, quando il suo &lt;i&gt;Sangre&lt;/i&gt; pass&#242; a Cannes nella sezione Un Certain Regard. Poi l'abbiamo sottolineato e ben marcato cinque anni fa, nel 2008, anno in cui sempre sulla Croisette e sempre nella stessa sezione il suo &lt;i&gt;Los Bastardos&lt;/i&gt; colp&#236; nuovamente per il crudo realismo della rappresentazione, per un'estetica della violenza priva di filtri e per la sua capacit&#224; di indagare tra le righe la dura realt&#224; della societ&#224; messicana, quella periferica, povera, semplice, dove il pi&#249; delle volte &#232; una pistola l'ago della bilancia della vita.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ora Amat Escalante, uno dei registi messicani pi&#249; interessanti della generazione post-tre Caballeros (Cuar&#242;n, Inarritu, Del Toro), torna dietro la macchina da presa e va dritto nella competizione ufficiale del Festival di Cannes, con un'opera che ci fa riassaporare chiaramente lo stile espresso nei suoi esordi e che prosegue il suo viaggio nella violenza dei bassifondi messicani. &lt;i&gt;Heli&lt;/i&gt; &#232; un film costruito su un forte contrasto. Un contrasto che Escalante vede chiaramente nella societ&#224; contemporanea del suo paese e che ripone nel racconto della storia di una semplice famiglia di un piccolo paese messicano, composta da padre, figlio (l'Heli del titolo) sposato con beb&#233; e dalla giovane figlia preadolescente. Per tutta la prima parte della pellicola Escalante ci riporta infatti un ritratto velato di dolcezza di questo nucleo familiare e del contesto in cui si trova a vivere. Un ritratto puro, innocente, cos&#236; come lo &#232; la gente messicana. La violenza rimane sottesa, sotterranea, solo evocata per poi esplodere senza restrizioni nella seconda parte. In questo caso il regista non si pone assolutamente limiti: la sua estetica della violenza raggiunge livelli disturbanti, non tanto per ci&#242; che rappresenta quanto per come lo rappresenta, e cio&#232; evitando totalmente il fuori campo e lasciando che esploda direttamente sullo schermo. Una violenza talmente forte che prima colpisce duro allo stomaco e poi assume una dimensione psicologica da cui &#232; impossibile sfuggire durante la visione.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Attraverso uno stile che alterna lunghi silenzi a momenti estremamente concitati, e che si costruisce visivamente su campi lunghissimi che incorniciano i personaggi nelle calde e deserte lande messicane e su soggettive e semisoggettive che immergono lo spettatore nel triste panorama narrativo, &lt;i&gt;Heli&lt;/i&gt; vive di un estremo realismo che coinvolge sia la fisicit&#224;, la concretezza, che i sentimenti. E disegna un quadro agghiacciante dello stato sociale del Messico, un paese in cui le persone sono impotenti nei confronti di un sistema corrotto e amorale. Un'immagine di uno stato sociale senza speranza che costringe i suoi cittadini a superare i confini per ritrovare i sogni perduti.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Disturbante, duro, riflessivo, &lt;i&gt;Heli&lt;/i&gt; consacra il talento di Escalante a livello internazionale. La sua poetica, pur se contestabile e facilmente esponibile a critiche, &#232; ormai riconoscibile in ogni singola inquadratura e rimane comunque il segno di una cinematografia messicana variegata e in costante movimento creativo.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
                &lt;div class='rss_ps'&gt;&lt;p&gt;(&lt;i&gt;Heli&lt;/i&gt;) &lt;strong&gt;Regia&lt;/strong&gt;: Amat Escalante; &lt;strong&gt;sceneggiatura&lt;/strong&gt;: Gabriel Reyes, Amat Escalante; &lt;strong&gt;fotografia&lt;/strong&gt;: Lorenzo Hagerman; &lt;strong&gt;montaggio&lt;/strong&gt;: Natalia Lopez; &lt;strong&gt;interpreti&lt;/strong&gt;: Armando Espitia, Linda Gonzalez, Juan Eduardo Palacios, Andrea Vergara; &lt;strong&gt;produzione&lt;/strong&gt;: MANTARRAYA PRODUCCIONES, TRES TUNAS, NODREAM, LEMMING FILM, LE PACTE, UNAFILM; &lt;strong&gt;origine&lt;/strong&gt;: Messico, Olanda, Francia, Germania; &lt;strong&gt;durata&lt;/strong&gt;: 105'.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
                </content:encoded>
        

	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>Roma, 21/23 maggio: I film di Pechino a Roma alla Casa del Cinema</title>
		<link>http://www.close-up.it/roma-21-23-maggio-i-film-di-pechino-a-roma-alla-casa-del-cinema</link>
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		<dc:date>2013-05-16T14:04:17Z</dc:date>
		<dc:format>text/html</dc:format>
		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Carlo Dutto</dc:creator>
        <dc:subject>
        	
        		NEWS &amp; EVENTI
            
       	</dc:subject>
            
        
		<description>Promosso dal Beijing Municipal Bureau of Radio, Film and Television e organizzato da New View TV and Media Group, la rassegna &#8220;I film di Pechino a Roma&#8221; sbarca alla Casa del Cinema dal 21 al 23 maggio. Tre giorni per sei proiezioni per presentare tre commedie di genere diverso condividendo un divertente spaccato del &#8220;Chinese way of life&#8221;. Centro culturale della Cina, Pechino svolge anche un ruolo preminente nell'industria del cinema. Con la sua storia e il suo sviluppo inarrestabile, ogni anno (...)
        
        
        
        
        	-&lt;a href="http://www.close-up.it/news-eventi" rel="directory"&gt;NEWS &amp; EVENTI&lt;/a&gt;
        
        
		</description>
        
        
         <content:encoded>&lt;img class='spip_logos' alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; src=&quot;http://www.close-up.it/local/cache-vignettes/L150xH100/arton8574-7455d.jpg&quot; width='150' height='100' style='height:100px;width:150px;' /&gt;
                &lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;Promosso dal &lt;i&gt;Beijing Municipal Bureau of Radio, Film and Television&lt;/i&gt; e organizzato da New View TV and Media Group, la rassegna &#8220;&lt;strong&gt;I film di Pechino a Roma&lt;/strong&gt;&#8221; sbarca alla &lt;strong&gt;Casa del Cinema dal 21 al 23 maggio&lt;/strong&gt;. &lt;strong&gt;Tre giorni per sei proiezioni&lt;/strong&gt; per presentare tre commedie di genere diverso condividendo un divertente spaccato del &#8220;&lt;i&gt;Chinese way of life&lt;/i&gt;&#8221;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Centro culturale della Cina, &lt;strong&gt;Pechino&lt;/strong&gt; svolge anche un ruolo preminente nell'industria del cinema. Con la sua storia e il suo sviluppo inarrestabile, ogni anno l'industria del cinema a Pechino produce film accolti molto bene anche all'estero.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Con la rassegna &#8220;&lt;strong&gt;I film di Pechino a Roma&lt;/strong&gt;&#8221; vengono presentati al pubblico della Casa del Cinema 3 tra le commedie cinesi campioni d'incasso degli ultimi anni:&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&#8220;&lt;strong&gt;Fucili e Rose&lt;/strong&gt;&#8221; (&lt;i&gt;Guns and roses&lt;/i&gt;, 2012) commedia d'azione del regista &lt;strong&gt;NING Hao&lt;/strong&gt;. Dopo le due black comedy che hanno rivoluzionato il genere in Cina, questa volta NING Hao ha chiamato a raccolta i migliori artigiani e tecnici di tutta l'Asia per realizzare una storia romantica e patriottica sul tema della crescita. Interpretato da TAO Hong (miglior attrice al festival di Damasco), FAN Wei (miglior attore al festival di Montreal) ,il famoso attore teatrale GUO Tao, con il supporto tecnico del direttore della fotografia ZHAO Wei (Let the bullets Fly) dello scenografo CHEN Siqin (Rush hour) dello &#8220;scene director&#8221; ZHANG Jinzhan (Addio mia concubina, Kill Bill) del maestro di arti marziali Gil-yeong Yang (Old boy, Warriors of the rainbow), &#8220;Fucili e Rose&#8221; ci riporta a tempi di guerra e caos per mostrarci una storia d'amore e sacrificio.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&#8220;&lt;strong&gt;Perdita in Thailandia&#8221;&lt;/strong&gt; (&lt;i&gt;Lost in Thailand,&lt;/i&gt; 2012) gi&#224; famoso a livello mondiale. Interpretato dalla star della commedia cinese XU Zheng, da WANG Baoqiang (miglior attore al festival del cinema asiatico di Reggio Emilia) da HUANG Bo (premio &#8220;Taiwan golden horse&#8221; come miglior attore) e da FAN Bingbing (miglior attrice al festival di Tokio) in un cameo, &#8220;Perdita in Thailandia&#8221; ha incassato oltre 205 milioni di dollari in un mese, miglior incasso in Cina.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&#8220;&lt;strong&gt;33 giorni nell'infelicit&#224;&lt;/strong&gt;&#8221; (&lt;i&gt;Love is not blind&lt;/i&gt;, 2011) [&lt;strong&gt;nella foto in alto&lt;/strong&gt;] commedia romantica adattata dalla popolare commedia per la rete, scritta da BAO Jing Jing. Diretto dal controverso regista TEG Huatao, &#232; interpretato dall'attore WEN Zhang e dall'attrice BAI Baihe, giovani ma gi&#224; famosi, &#8220;33 giorni nell'infelicit&#224;&#8221; ha superato tutti i campioni d'incasso americani presentati in contemporanea in Cina, tra cui &#8220;L'alba del pianeta delle scimmie&#8221;, &#8220;Le avventure di Tintin&#8221; e &#8220;Real steel&#8221;, ha tenuto testa della classifica degli incassi per due mesi, record per un film a basso costo. Grazie alla trama geniale &#8220;33 giorni nell'infelicit&#224;&#8221; &#232; diventato un cult e ha ricevuto le nomination per l'&#8220;Hong Kong film Award&#8221; e il &#8220;Taiwan golden horse award&#8221; vincendo il premio per la sceneggiatura non originale al &#8220;&#8221;Taiwan golden horse award&#8221;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Per informazioni:&lt;/strong&gt;
&lt;br /&gt;tel. 060608
&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.casadelcinema.it/&quot; class='spip_url spip_out' rel='nofollow external'&gt;www.casadelcinema.it&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.060608.it/&quot; class='spip_url spip_out' rel='nofollow external'&gt;www.060608.it&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
                
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<item xml:lang="it">
		<title>Roma, 17 maggio: debutta all'Angelo Mai Occupato Le giovani parole di Mariangela Gualtieri</title>
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		<dc:date>2013-05-16T13:59:04Z</dc:date>
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		<dc:creator>Carlo Dutto</dc:creator>
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        		NEWS &amp; EVENTI
            
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		<description>Debutta venerd&#236; 17 maggio alle 21.00 presso l'Angelo Mai Altrove Occupato Le giovani parole, il nuovo rito sonoro di Mariangela Gualtieri [nella foto] che rid&#224; vita orale ai propri versi, cucendo insieme tre movimenti. In primo luogo il Sermone ai cuccioli delle mia specie, testo che ha il tono accorato, riflessivo ed esortativo dei sermoni, dedicato a tutti coloro che dell'infanzia avvertono la potenza, la meraviglia, il dono, la leggerezza e anche la minaccia che su essa incombe. La parte (...)
        
        
        
        
        	-&lt;a href="http://www.close-up.it/news-eventi" rel="directory"&gt;NEWS &amp; EVENTI&lt;/a&gt;
        
        
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         <content:encoded>&lt;img class='spip_logos' alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; src=&quot;http://www.close-up.it/local/cache-vignettes/L150xH89/arton8564-39171.jpg&quot; width='150' height='89' style='height:89px;width:150px;' /&gt;
                &lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;Debutta &lt;strong&gt;venerd&#236; 17 maggio &lt;/strong&gt; alle 21.00 presso &lt;strong&gt;l'Angelo Mai Altrove Occupato&lt;/strong&gt; &lt;i&gt;Le giovani parole&lt;/i&gt;, il nuovo rito sonoro di &lt;strong&gt;Mariangela Gualtieri &lt;/strong&gt; [&lt;strong&gt;nella foto&lt;/strong&gt;] che rid&#224; vita orale ai propri versi, cucendo insieme tre movimenti.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;In primo luogo il &lt;i&gt;Sermone ai cuccioli delle mia specie&lt;/i&gt;, testo che ha il tono accorato, riflessivo ed esortativo dei sermoni, dedicato a tutti coloro che dell'infanzia avvertono la potenza, la meraviglia, il dono, la leggerezza e anche la minaccia che su essa incombe.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;La parte centrale riprender&#224; i temi della natura e dell'amore, fino ai pi&#249; recenti inediti, mentre a chiudere sar&#224; Bello mondo, un luminoso sfaccettato &#8216;grazie' che partendo da un poema di &lt;strong&gt;Borges&lt;/strong&gt; prosegue intrecciando versi della Gualtieri e versi di poeti amati.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Tutto potr&#224; infine sciogliersi in dialogo, con poesie a richiesta e domande del pubblico.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il rito sonoro di questa poetessa si prosciuga, divenendo sempre pi&#249; essenziale, nel tentativo di avvicinarsi allo stesso dinamismo energetico in cui &#232; avvenuta la scrittura dei versi.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Un altro appuntamento arricchir&#224; la presenza della poetessa a Roma: &lt;strong&gt;gioved&#236; 16 maggio &lt;/strong&gt; alle 17.00 presso l'Audiorium Sala A di via Asiago Mariangela Gualtieri sar&#224; infatti ospite del Centro Teatro Ateneo Sapienza Universit&#224; di Roma e di RADIO RAI3 per Dimore delle voci, Laboratorio di Drammaturgia Sonora a cura della studiosa di teatro Valentina Valentini con la collaborazione della giornalista radiofonica Laura Palmieri. L'incontro, dal titolo Mantenere il passo conquistato, sar&#224; introdotto da Mauro Petruzziello e Walter Paradiso.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;La Gualtieri proferir&#224; i versi che ha scritto per il teatro, accanto ai versi dei poeti che li hanno ispirati: Amelia Rosselli ma anche Dante Alighieri, Dino Campana, Antonin Artaud, Dylan Thomas, Milo De Angelis, Jiri Orte ed altri.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Per informazioni&lt;/strong&gt;
&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.angelomai.org/&quot; class='spip_url spip_out' rel='nofollow external'&gt;www.angelomai.org&lt;/a&gt;
&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.teatrovaldoca.org/&quot; class='spip_url spip_out' rel='nofollow external'&gt;www.teatrovaldoca.org&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
                
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		<title>The Great Gatsby</title>
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		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Antonio Valerio Spera</dc:creator>
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        		Fuori Concorso
            
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		<description>Quando un film &#232; tanto atteso, bisogna sempre tenere in conto la possibilit&#224; di una cocente delusione. E cos&#236; la marcia di avvicinamento a The Great Gatsby di Baz Luhrmann &#232; stata cauta, da parte di tutti. L'ipotesi che la poetica pop del regista australiano potesse offuscare l'anima del mitico romanzo di F. Scott Fitzgerald si faceva avanti nella testa di molti. Ora che il film si &#232; manifestato al mondo, uscendo nelle sale americane ed aprendo in grande stile la 66&#176; edizione del Festival di (...)
        
        
        
        
        	-&lt;a href="http://www.close-up.it/fuori-concorso,406" rel="directory"&gt;Fuori Concorso&lt;/a&gt;
        
        
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         <content:encoded>&lt;img class='spip_logos' alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; src=&quot;http://www.close-up.it/local/cache-vignettes/L102xH150/arton8573-019b0.jpg&quot; width='102' height='150' style='height:150px;width:102px;' /&gt;
                &lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;Quando un film &#232; tanto atteso, bisogna sempre tenere in conto la possibilit&#224; di una cocente delusione. E cos&#236; la marcia di avvicinamento a &lt;i&gt;The Great Gatsby&lt;/i&gt; di Baz Luhrmann &#232; stata cauta, da parte di tutti. L'ipotesi che la poetica pop del regista australiano potesse offuscare l'anima del mitico romanzo di F. Scott Fitzgerald si faceva avanti nella testa di molti. Ora che il film si &#232; manifestato al mondo, uscendo nelle sale americane ed aprendo in grande stile la 66&#176; edizione del Festival di Cannes, i dubbi preventivi sono stati sciolti. Il grande Gatsby a firma di Luhrmann non &#232; un film entusiasmante ma neanche una cocente delusione. E' un buon film, con alti momenti di cinema, ottime interpretazioni e una sfavillante visionariet&#224;. Un'opera in cui il tocco di Luhrmann &#232; evidente dall'inizio alla fine, con la macchina da presa in un eterno e fluido movimento, continui cambi di inquadratura, montaggio frenetico, colori accecanti, scenografie espressioniste ed opprimenti, musica martellante. La poetica del regista australiano &#232; qui espressa all'ennesima potenza e il risultato, almeno nell'impianto visivo, &#232; sorprendente e accattivante. Eppure si avverte la mancanza di qualcosa. E quel qualcosa &#232; da rintracciare principalmente in due aspetti. Il primo riguarda la trasposizione in s&#233; del romanzo e dello spirito di cui &#232; infuso. A prescindere da alcune riduzioni narrative (vedi alcuni personaggi fondamentali nel libro, qui rilegati a figure di contorno), il problema sta nella descrizione dell'America '20, che nel testo di Fitzgerald era la vera protagonista e che qui invece funziona quasi esclusivamente da contorno colorato e folkloristico al racconto della storia d'amore tra Gatsby e Daisy. Arriva poco, pochissimo, lo spirito del proibizionismo, strozzato da un'eccessiva focalizzazione sui sentimenti dei protagonisti e da un'estetica che con il suo vortice di colori e di musiche lascia tutto o quasi alla mera superficialit&#224;. Il secondo problema di &lt;i&gt;The Great Gatsby&lt;/i&gt; risulta invece la mancata corrispondenza di ritmo tra la messa in scena e la narrazione. Pu&#242; sembrare un controsenso, ma in realt&#224; se la prima &#232; dominata da una spinta ipercinetica che non lascia sosta allo sguardo, la seconda invece va avanti a rilento, con momenti morti nella parte centrale e un'evoluzione dei personaggi che procede a singhiozzi.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;La nuova fatica di Luhrmann sa dunque di operazione riuscita a met&#224;. Il film &#232; una gioia per gli occhi e per le orecchie, ma contenutisticamente e narrativamente rimane piatto, regalandoci una bella e sofferta storia d'amore che non riesce ad ergersi metafora della decadenza americana degli anni '20. &lt;i&gt;The Great Gatsby&lt;/i&gt; lascia allo spettatore bellissime sequenze (vedi la prima festa a casa del milionario e il finale) ma non riesce ad andare oltre la sua semplice linea narrativa e soprattutto non riesce a scavare dietro la forte barriera della sua costruzione visiva. Ottimi comunque gli interpreti: Leonardo DiCaprio e Carey Mulligan sono dei perfetti Gatsy e Daisy, cos&#236; come convincono Isla Fisher e Joel Edgerton, ma a rubare la scena a tutti &#232; un intenso e misurato Tobey Maguire.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
                &lt;div class='rss_ps'&gt;&lt;p&gt;(&lt;i&gt;The Great Gatsby&lt;/i&gt;) &lt;strong&gt;Regia&lt;/strong&gt;: Baz Luhrmann; &lt;strong&gt;sceneggiatura&lt;/strong&gt;: Baz Luhrmann, Craig Pearce; &lt;strong&gt;montaggio&lt;/strong&gt;: Jason Ballantine, Jonathan Redmond, Matt Villa; &lt;strong&gt;fotografia&lt;/strong&gt;: Simon Duggan; &lt;strong&gt;musica&lt;/strong&gt;: Craig Armstrong; &lt;strong&gt;scenografia e costumi&lt;/strong&gt;: Catherine Martin; &lt;strong&gt;interpreti&lt;/strong&gt;: Leonardo DiCaprio, Tobey Maguire, Carey Mulligan, Isla Fisher, Joel Edgerton, Jason Clarke; &lt;strong&gt;produzione&lt;/strong&gt;: Bazmark Films, Red Wagon Productions; &lt;strong&gt;distribuzione&lt;/strong&gt;: Warner Bros.; &lt;strong&gt;origine&lt;/strong&gt;: USA, Australia; &lt;strong&gt;durata&lt;/strong&gt;: 143'.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
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<item xml:lang="it">
		<title>Roma, 16 maggio: presentazione del libro Alfred Hitchcock. Il maestro del brivido</title>
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		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Carlo Dutto</dc:creator>
        <dc:subject>
        	
        		NEWS &amp; EVENTI
            
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		<description>Gioved&#236; 16 maggio alle ore 18.30, presentazione del nuovo libro di Riccardo Palmieri ALFRED HITCHCOCK. IL MAESTRO DEL BRIVIDO (Armando Curcio Editore) con Maria Inversi, autrice e regista teatrale, Roberto Leoni, sceneggiatore e l'autore presso la LIBRERIA ALTROQUANDO (Via del Governo Vecchio, 80/83). Un'affascinante biografia di Alfred Hitchcock, il regista &#8220;che visse due volte&#8221;. Hitchcock riusc&#236; a tradurre nei cinquantatr&#233; lungometraggi realizzati nel corso della lunga carriera, le pulsioni pi&#249; (...)
        
        
        
        
        	-&lt;a href="http://www.close-up.it/news-eventi" rel="directory"&gt;NEWS &amp; EVENTI&lt;/a&gt;
        
        
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         <content:encoded>&lt;img class='spip_logos' alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; src=&quot;http://www.close-up.it/local/cache-vignettes/L107xH150/arton8563-34f5b.jpg&quot; width='107' height='150' style='height:150px;width:107px;' /&gt;
                &lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;Gioved&#236; 16 maggio alle ore 18.30, presentazione del nuovo libro di &lt;strong&gt;Riccardo Palmieri&lt;/strong&gt; &lt;i&gt;ALFRED HITCHCOCK. IL MAESTRO DEL BRIVIDO&lt;/i&gt; (Armando Curcio Editore) con Maria Inversi, autrice e regista teatrale, Roberto Leoni, sceneggiatore e l'autore presso la LIBRERIA ALTROQUANDO (Via del Governo Vecchio, 80/83). Un'affascinante biografia di &lt;strong&gt;Alfred Hitchcock&lt;/strong&gt;, il regista &#8220;&lt;i&gt;che visse due volte&lt;/i&gt;&#8221;. Hitchcock riusc&#236; a tradurre nei cinquantatr&#233; lungometraggi realizzati nel corso della lunga carriera, le pulsioni pi&#249; ancestrali dell'essere umano: l'angoscia, il sesso, la morte, tenendo gli spettatori perennemente in scacco: davanti a una finestra sul cortile o su un treno in corsa, nella doccia di un motel o al centro di un &#8220;intrigo internazionale&#8221;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Le protagoniste femminili di Hitchcock, (come &lt;strong&gt;Tippi Hedren&lt;/strong&gt;, la sua musa ne &#171;&lt;i&gt;Gli uccell&lt;/i&gt;i&#187;) appaiono estremamente caste ma emanano un'enorme carica erotica. Sono il simbolo di una purezza perduta, nonch&#232; di un &quot;imprinting psicologico&quot; non trascurabile. Partendo dal libro/intervista che &lt;strong&gt;Fran&#231;ois Truffaut &lt;/strong&gt; realizz&#242; nel 1967 con il &quot;maestro del brivido&quot;, ricostruisce le manie di &#171;Hitch&#187; attraverso un percorso storico-biografico e un esclusivo apparato iconografico. Ne scaturiscono il ritratto di un uomo controverso, indisponente e dalle mille stranezze.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.armandocurcioeditore.it/&quot; class='spip_url spip_out' rel='nofollow external'&gt;www.armandocurcioeditore.it&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
                
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<item xml:lang="it">
		<title>I premi del &quot;MAshRome Film Fest&quot;</title>
		<link>http://www.close-up.it/i-premi-del-mashrome-film-fest</link>
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		<dc:date>2013-05-13T13:04:57Z</dc:date>
		<dc:format>text/html</dc:format>
		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Redazione Close-up</dc:creator>
        <dc:subject>
        	
        		NEWS &amp; EVENTI
            
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		<description>Si &#232; conclusa sabato 11 maggio la seconda edizione di MAshRome Film Fest di Roma, che ha visto in programmazione, presso l'Aranciera di San Sisto e la Sala Cinema del MACRO - Museo d'Arte Contemporanea Roma, 100 opere provenienti da oltre 40 Paesi . Ottimo il riscontro di critica, importante la presenza di artisti internazionali. I MRFF Awards sono stati assegnati a quattro opere selezionate da una Giuria Internazionale chiamata a valutare i film tenendo conto della creativit&#224;, della variet&#224; (...)
        
        
        
        
        	-&lt;a href="http://www.close-up.it/news-eventi" rel="directory"&gt;NEWS &amp; EVENTI&lt;/a&gt;
        
        
		</description>
        
        
         <content:encoded>&lt;img class='spip_logos' alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; src=&quot;http://www.close-up.it/local/cache-vignettes/L150xH94/arton8561-9bb9a.jpg&quot; width='150' height='94' style='height:94px;width:150px;' /&gt;
                &lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;Si &#232; conclusa sabato 11 maggio la seconda edizione di &lt;strong&gt;MAshRome Film Fest&lt;/strong&gt; di Roma, che ha visto in programmazione, presso l'Aranciera di San Sisto e la Sala Cinema del MACRO - Museo d'Arte Contemporanea Roma, &lt;strong&gt;100 &lt;/strong&gt; opere provenienti da oltre 40 Paesi . Ottimo il riscontro di critica, importante la presenza di artisti internazionali. I MRFF Awards sono stati assegnati a quattro opere selezionate da una Giuria Internazionale chiamata a valutare i film tenendo conto della creativit&#224;, della variet&#224; delle immagini utilizzate, dell'originalit&#224; della colonna sonora, del numero delle fonti artistiche tradizionali e innovative utilizzate per costruire il film.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Di seguito i quattro premi assegnati e le rispettive motivazioni:&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;BEST PRIME&lt;/strong&gt;
&lt;i&gt;DANS L'OMBRE&lt;/i&gt; &#8211; &lt;strong&gt;FABRICE MATHIEU | FRANCIA 2011&lt;/strong&gt;
Premiato per la sua abilit&#224; nel saper tracciare una trama avvincente unendo decine di spezzoni &#8220;rubati&#8221; ad alcuni dei pi&#249; celebri capolavori noir della storia del cinema, dimostrando cos&#236; di aver inglobato la lezione di questi Maestri sapendone trarre qualcosa di bello ed originale.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;BEST EXPERIMENTAL/REMIX&lt;/strong&gt;
&lt;i&gt;I WON'T BE YOUR MIRROR&lt;/i&gt; &#8211; &lt;strong&gt;FRANCO FRANCHINI | USA 2012&lt;/strong&gt;
Premiato per l'originalit&#224; della messa in scena che mixa sapientemente elementi del presente e del passato, il teatro e la pittura, tanto da ricordare in pi&#249; di qualche momento la stagione surrealista con i suoi bizzarri personaggi che sembrano appena usciti da un quadro di Magritte, tutti persi nella loro immagine riflessa.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;SPECIAL MASH&lt;/strong&gt;
&lt;i&gt;BILLY'S BAND HAPPINESS WANTED&lt;/i&gt; &#8211; &lt;strong&gt;OLGA KOMAROVA | GERMANIA 2012&lt;/strong&gt;
Premiato per la sua abilit&#224; nel saper racchiudere in pochi minuti una deliziosa favola jazz, divertente e scanzonata coma la musica che l'accompagna, e in cui non si pu&#242; fare a meno di tifare per &#8220;l'imbranato&#8221; protagonista.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;BEST MASH DOC&lt;/strong&gt;
&lt;i&gt;SATELLITE OF LOVE &lt;/i&gt; &#8211; &lt;strong&gt;ELIYAHU ZIGDON | ISRAELE 2011&lt;/strong&gt;
Premiato per la bravura nel saper raccontare un tema attuale come quello delle &#8220;meteore&#8221; del mondo dello spettacolo. Con una messa in scena sempre a cavallo tra realt&#224; e finzione e un curioso riferimento ad una dimenticata diva del passato, il film rende lo spettatore partecipe di una storia destinata a ripetersi.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;MAshRome Film Fest &#232; il primo festival in Italia dedicato al Remix e al mash up cinematografico, ideato e diretto da Mariangela Matarozzo e Alessandra Lo Russo. Questa seconda edizione si &#232; tenuta in quattro location d'eccezione - dall'Aranciera di San Sisto al MACRO &#8211; Museo d'Arte Contemporanea Roma, passando per l'Accademia di Spagna e l'Istituto Cervantes.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Info:&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.mashrome.org/&quot; class='spip_url spip_out' rel='nofollow external'&gt;www.mashrome.org&lt;/a&gt;
info@mashrome.org&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
                
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		<title>David di Donatello 2013 (Conferenza Stampa)</title>
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		<dc:creator>Giammario Di Risio</dc:creator>
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        		CONFERENZE STAMPA
            
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		<description>Viale Mazzini, Roma 10 maggio 2013. Ci saranno alcune significative novit&#224; per la nuova edizione 2013 del David di Donatello. Come emerso nella giornata di ieri, durante la conferenza stampa, dopo tanti anni il premio torna a occupare il prime time targato RAI, per il giorno 14 giugno e con la conduzione dei comici Lillo&amp;Greg, presenti ieri in Viale Mazzini. Un premio caratterizzato da uno spirito rinnovato e che punta, per la diretta televisiva, a non sviluppare strutture ibride di (...)
        
        
        
        
        	-&lt;a href="http://www.close-up.it/conferenze-stampa" rel="directory"&gt;CONFERENZE STAMPA&lt;/a&gt;
        
        
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         <content:encoded>&lt;img class='spip_logos' alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; src=&quot;http://www.close-up.it/local/cache-vignettes/L150xH94/arton8557-efd28.jpg&quot; width='150' height='94' style='height:94px;width:150px;' /&gt;
                &lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Viale Mazzini, Roma 10 maggio 2013&lt;/strong&gt;. Ci saranno alcune significative novit&#224; per la nuova edizione 2013 del &lt;strong&gt;David di Donatello&lt;/strong&gt;. Come emerso nella giornata di ieri, durante la conferenza stampa, dopo tanti anni il premio torna a occupare il &lt;i&gt;prime time&lt;/i&gt; targato RAI, per il giorno 14 giugno e con la conduzione dei comici Lillo&amp;Greg, presenti ieri in Viale Mazzini.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Un premio caratterizzato da uno spirito rinnovato e che punta, per la diretta televisiva, a non sviluppare strutture ibride di racconto, come ha spiegato il dirigente Giancarlo Leone, viceversa fornendo contenuti legati esclusivamente al cinema, con il compito, affidato a quest'ultimo, di autocelebrarsi.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;E il cinema italiano, nella fetta produttiva che va dal &lt;strong&gt;26 marzo 2012&lt;/strong&gt; al &lt;strong&gt;26 aprile 2013&lt;/strong&gt;, nonostante la crisi, sembrerebbe aver comunque fornito contenuti e titoli di qualit&#224;. Si va da &lt;i&gt;Diaz&lt;/i&gt; di Daniele Vicari a &lt;i&gt;La Migliore offerta&lt;/i&gt; di Giuseppe Tornatore, con ben 13 nominations, fino a &lt;i&gt;Viva la libert&#224;&lt;/i&gt;, di Roberto And&#242;, &lt;i&gt;Reality&lt;/i&gt;, di Matteo Garrone e &lt;i&gt;Educazione Siberiana &lt;/i&gt; di Gabriele Salvatores, che seguono a stretto giro di boa.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Non sono mancate le polemiche, soprattutto per quanto riguarda alla struttura della giuria, divisa in due tronconi, con addetti ai lavori da un lato e persone comuni dall'altro, che &#232; stata percepita come una volont&#224; di &#8220;salvaguardia&#8221;, da parte dell'organizzazione, di alcune specifiche cinquine. &#200; toccato al presidente dell'Accademia del Cinema italiano, &lt;strong&gt;Gian Luigi Rondi&lt;/strong&gt;, dare spiegazioni e motivare anche alcune esclusioni eccellenti, come quella di Marco Bellocchio, o stemperare la tensione venutasi a creare dalla mancata sinergia, a livello tempistico e logistico, tra &lt;i&gt;David&lt;/i&gt; e &lt;strong&gt;Nastri d'Argento&lt;/strong&gt;. Ribadendo poi la completa sintonia con le scelte e le candidature decise dalle giurie, Rondi ha concluso la presentazione augurandosi che l'evento possa suscitare interesse nel pubblico, anche per la possibilit&#224;, visto il periodo, di stimolare la gente a andare in sala anche durante il periodo estivo.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;A seguire tutte le candidature:&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Miglior FILM&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;i&gt;DIAZ&lt;/i&gt; Daniele vicari
&lt;i&gt;EDUCAZIONE SIBERIANA&lt;/i&gt; Gabriele Salvatores
&lt;i&gt;IO E TE&lt;/i&gt; Bernardo Bertolucci
&lt;i&gt;LA MIGLIORE OFFERTA&lt;/i&gt; Giuseppe Tornatore
&lt;i&gt;VIVA LA LIBERTA'&lt;/i&gt; Roberto And&#242;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Miglior REGISTA&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Bernardo BERTOLUCCI &lt;i&gt;IO E TE&lt;/i&gt;
Matteo GARRONE &lt;i&gt;REALITY&lt;/i&gt;
Gabriele SALVATORES &lt;i&gt;EDUCAZIONE SIBERIANA&lt;/i&gt;
Giuseppe TORNATORE &lt;i&gt;LA MIGLIORE OFFERTA&lt;/i&gt;
Daniele VICARI &lt;i&gt;DIAZ&lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Migliore REGISTA ESORDIENTE&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Leonardo DI COSTANZO &lt;i&gt;L'INTERVALLO&lt;/i&gt;
Giorgia FARINA &lt;i&gt;AMICHE DA MORIRE&lt;/i&gt;
Alessandro GASSMANN &lt;i&gt;RAZZA BASTARDA&lt;/i&gt;
Luigi LO CASCIO &lt;i&gt;LA CITTA' IDEALE&lt;/i&gt;
Laura MORANTE &lt;i&gt;CILIEGINE&lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Migliore SCENEGGIATURA&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Niccolo AMMANITI, Umberto COTTARELLO &lt;i&gt;L'INTERVALLO&lt;/i&gt;
Francesca MARCIANO, Bernardo BERTOLUCCI &lt;i&gt;IO E TE&lt;/i&gt;
Giuseppe TORNATORE &lt;i&gt;LA MIGLIORE OFFERTA&lt;/i&gt;
Maurizio BRAUCCI, Ugo CHITI,
Matteo GARRONE, Massimo GAUDIOSO &lt;i&gt;REALITY&lt;/i&gt;
Ivan COTRONEO, Francesca MARCIANO,
Maria Sole TOGNAZZI &lt;i&gt;VIAGGIO DA SOLA&lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Migliore PRODUTTORE&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Fabrizio MOSCA &lt;i&gt;Al&#236; HA GLI OCCHI AZZURRI&lt;/i&gt;
Domenico PROCACCI &lt;i&gt;DIAZ&lt;/i&gt;
Riccardo TOZZI, Giovanni STABILINI, Marco CHIMENZ per Cattleya/RAI Cinema &lt;i&gt;EDUCAZIONE SIBERIANA&lt;/i&gt;
Isabella COCUZZA e Arturo PAGLIA &lt;i&gt;LA MIGLIORE OFFERTA&lt;/i&gt;
Angelo BARBAGALLO &lt;i&gt;VIVA LA LIBERTA'&lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Migliore ATTRICE PROTAGONISTA&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Valeria BRUNI TEDESCHI &lt;i&gt;VIVA LA LIBERTA'&lt;/i&gt;
Margherita BUY &lt;i&gt;VIAGGIO SOLA&lt;/i&gt;
Federica Vittoria CAIOZZO &lt;i&gt;TUTTI I SANTI GIORNI&lt;/i&gt;
Tea FALCO &lt;i&gt;IO E TE&lt;/i&gt;
Jasmine TRINCA &lt;i&gt;UN GIORNO DEVI ANDARE&lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Migliore ATTORE PROTAGONISTA&lt;/strong&gt; (con un ex aequo)&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Aniello ARENA &lt;i&gt;REALITY&lt;/i&gt;
Sergio CASTELLITTO &lt;i&gt;UNA FAMIGLIA PERFETTA&lt;/i&gt;
Roberto HERLITZKA &lt;i&gt;IL ROSSO E IL BLU&lt;/i&gt;
Luca MARINELLI &lt;i&gt;TUTTI I SANTI GIORNI&lt;/i&gt;
Valerio MASTANDREA &lt;i&gt;GLI EQUILIBRISTI&lt;/i&gt;
Toni SERVILLO &lt;i&gt;VIVA LA LIBERTA'&lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Migliore DIRETTORE DELLA FOTOGRAFIA&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Fabio CIANCHETTI &lt;i&gt;IO E TE&lt;/i&gt;
Gherardo GOSSI &lt;i&gt;DIAZ&lt;/i&gt;
Marco ONORATO &lt;i&gt;REALITY&lt;/i&gt;
Italo PETRICCIONE &lt;i&gt;EDUCAZIONE SIBERIANA&lt;/i&gt;
Fabio ZAMARION &lt;i&gt;LA MIGLIORE OFFERTA&lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Migliore ATTRICE NON PROTAGONISTA&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ambra ANGIOLINI &lt;i&gt;VIVA L'ITALIA&lt;/i&gt;
Anna BONAIUTO &lt;i&gt;VIVA LA LIBERTA'&lt;/i&gt;
Rosabell LAURENTI SELLERS &lt;i&gt;GLI EQUILIBRISTI&lt;/i&gt;
Francesca NERI &lt;i&gt;UNA FAMIGLIA PERFETTA&lt;/i&gt;
Fabrizia SACCHI &lt;i&gt;VIAGGIO SOLA&lt;/i&gt;
Maya SANSA &lt;i&gt;BELLA ADDORMENTATA&lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Migliore ATTORE NON PROTAGONISTA&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Stefano ACCORSI &lt;i&gt;VIAGGIO SOLA&lt;/i&gt;
Giuseppe BATTISTON &lt;i&gt;IL COMANDANTE E LA CICOGNA&lt;/i&gt;
Marco GIALLINI &lt;i&gt;BUONGIORNO PAPA'&lt;/i&gt;
Valerio MASTANDREA &lt;i&gt;VIVA LA LIBERTA'&lt;/i&gt;
Claudio SANTAMARIA &lt;i&gt;DIAZ&lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Miglior DOCUMENTARIO DI LUNGOMETRAGGIO&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;i&gt;ANJIA&lt;/i&gt; Roland Sejko: vincitore.
&lt;i&gt;BAD WEATHER&lt;/i&gt; Giovanni Giommi
&lt;i&gt;FRATELLI &amp; SORELLE &#8211; STORIE DI CARCERE&lt;/i&gt; Barbara Cupisti
&lt;i&gt;NADEA E SVETA&lt;/i&gt; Maura Delpero
&lt;i&gt;PEZZI&lt;/i&gt; Luca Ferrari&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Miglior CORTOMETRAGGIO&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;i&gt;AMMORE&lt;/i&gt; Paolo Sassanelli
&lt;i&gt;CARGO&lt;/i&gt; Carlo Sironi
&lt;i&gt;L'ESECUZIONE&lt;/i&gt; Enrico Iannaccone
&lt;i&gt;PRETI&lt;/i&gt; Astutillo Smeriglia
&lt;i&gt;SETTANTA&lt;/i&gt; Luca Ferrari&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Migliore MUSICISTA&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Alexandre DESPLAT &lt;i&gt;REALITY&lt;/i&gt;
Ennio MORRICONE &lt;i&gt;LA MIGLIORE OFFERTA&lt;/i&gt;
Mauro PAGANI &lt;i&gt;EDUCAZIONE SIBERIANA&lt;/i&gt;
Franco PIERSANTI &lt;i&gt;IO E TE&lt;/i&gt;
Teho TEARDO &lt;i&gt;DIAZ&lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Migliore CANZONE ORIGINALE&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&quot;Fare a meno di te&quot; &lt;i&gt;BUONGIORNO PAP&#224;&lt;/i&gt;
&quot;Novij Den&quot; &lt;i&gt;EDUCAZIONE SIBERIANA&lt;/i&gt;
&quot;La vita possibile&quot; &lt;i&gt;RAZZABASTARDA&lt;/i&gt;
&quot;Tutti i santi giorni&quot; &lt;i&gt;TUTTI I SANTI GIORNI&lt;/i&gt;
&quot;Twice Born&quot; &lt;i&gt;VENUTO AL MONDO&lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Migliore SCENOGRAFO&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Paolo BONFINI &lt;i&gt;REALITY&lt;/i&gt;
Marco DENTICI &lt;i&gt;E' STATO IL FIGLIO&lt;/i&gt;
Marta MAFFUCCI &lt;i&gt;APPARTAMENTO AD ATENE&lt;/i&gt;
Rita RABASSINI &lt;i&gt;EDUCAZIONE SIBERIANA&lt;/i&gt;
Maurizio SABATINI, Raffaella GIOVANNETTI &lt;i&gt;LA MIGLIORE OFFERTA&lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Migliore COSTUMISTA&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Patrizia CHERICONI &lt;i&gt;EDUCAZIONE SIBERIANA&lt;/i&gt;
Grazia COLOMBINI &lt;i&gt;E' STATO IL FIGLIO&lt;/i&gt;
Alessandro LAI &lt;i&gt;APPARTAMENTO AD ATENE&lt;/i&gt;
Maurizio MILLENOTTI &lt;i&gt;LA MIGLIORE OFFERTA&lt;/i&gt;
Roberta VECCHI, Francesca VECCHI &lt;i&gt;DIAZ&lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Migliore TRUCCATORE&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Dalia COLLI &lt;i&gt;REALITY&lt;/i&gt;
Enrico IACOPINI &lt;i&gt;VIVA LA LIBERTA&lt;/i&gt;'
Enrico IACOPINI, Maurizio NARDI &lt;i&gt;EDUCAZIONE SIBERIANA&lt;/i&gt;
Mario MICHISANTI &lt;i&gt;DIAZ&lt;/i&gt;
Luigi ROCCHETTI &lt;i&gt;LA MIGLIORE OFFERTA&lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Migliore ACCONCIATORE&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Carlo BARUCCI, Marco PERNA &lt;i&gt;VIVA LA LIBERTA'&lt;/i&gt;
Stefano CECCARELLI &lt;i&gt;LA MIGLIORE OFFERTA&lt;/i&gt;
Giorgio GREGORINI &lt;i&gt;DIAZ&lt;/i&gt;
Francesco PEGORETTI &lt;i&gt;EDUCAZIONE SIBERIANA&lt;/i&gt;
Daniela TARTARI &lt;i&gt;REALITY&lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Migliore MONTATORE&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Benni ATRIA &lt;i&gt;DIAZ&lt;/i&gt;
Clelio BENEVENTO &lt;i&gt;VIVA LA LIBERTA'&lt;/i&gt;
Walter FASANO &lt;i&gt;VIAGGIO SOLA&lt;/i&gt;
Massimo QUAGLIA &lt;i&gt;LA MIGLIORE OFFERTA&lt;/i&gt; Marco SPOLETINI &lt;i&gt;REALITY&lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Migliore FONICO DI PRESA DIRETTA&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Gaetano CARITO &lt;i&gt;BELLA ADDORMENTATA&lt;/i&gt;
Fulgenzio CECCON &lt;i&gt;VIVA LA LIBERTA'&lt;/i&gt;
Maricetta LOMBARDO &lt;i&gt;REALITY&lt;/i&gt;
Gilberto MARTINELLI &lt;i&gt;LA MIGLIORE OFFERTA&lt;/i&gt;
Remo UGOLINELLI, Alessandro PALMERINI &lt;i&gt;DIAZ&lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Migliori EFFETTI DIGITALI&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Mario ZANOT (STORYTELLER) &lt;i&gt;DIAZ&lt;/i&gt;
Andrea MAROTTI &lt;i&gt;DRACULA&lt;/i&gt; di Dario Argento
Paolo TRISOGLIO, Stefano MARINONI (VISUALOGIE) &lt;i&gt;EDUCAZIONE SIBERIANA&lt;/i&gt;
Bruno ALBI MARINI (WONDERLAB) &lt;i&gt;REALITY&lt;/i&gt;
Gianluca DENTICI (RESET VFX) &lt;i&gt;VIVA LA LIBERTA'&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
                
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<item xml:lang="it">
		<title>&quot;Pinocchia&quot; di Stefano Benni al Teatro Le Maschere di Roma</title>
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		<dc:date>2013-05-11T14:17:56Z</dc:date>
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		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Giammario Di Risio</dc:creator>
        <dc:subject>
        	
        		NEWS &amp; EVENTI
            
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		<description>Diamo notizia dello spettacolo teatrale &#8220;Pinocchia&#8221;, scritto da Stefano Benni e in scena il 23 e 24 maggio al Teatro Le Maschere di Roma. La regia &#232; curata da Monia Manzo, che interpreta inoltre la protagonista Pinocchia, mentre Ermanno Manzetti &#232; Geppetto, Gioia Celentani la Volpe, Aurora Deiana la Fata e il Grillo e Mal&#249; Rotondi il Gatto. Un testo che prende ispirazione dal capolavoro di Collodi per distanziarsene, tramite la parabola della protagonista, sul terreno tematico e sulla (...)
        
        
        
        
        	-&lt;a href="http://www.close-up.it/news-eventi" rel="directory"&gt;NEWS &amp; EVENTI&lt;/a&gt;
        
        
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         <content:encoded>&lt;img class='spip_logos' alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; src=&quot;http://www.close-up.it/local/cache-vignettes/L110xH150/arton8558-2c60f.jpg&quot; width='110' height='150' style='height:150px;width:110px;' /&gt;
                &lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;Diamo notizia dello spettacolo teatrale &#8220;Pinocchia&#8221;, scritto da &lt;strong&gt;Stefano Benni&lt;/strong&gt; e in scena il 23 e 24 maggio al &lt;strong&gt;Teatro Le Maschere&lt;/strong&gt; di Roma. La regia &#232; curata da &lt;strong&gt;Monia Manzo&lt;/strong&gt;, che interpreta inoltre la protagonista Pinocchia, mentre Ermanno Manzetti &#232; Geppetto, Gioia Celentani la Volpe, Aurora Deiana la Fata e il Grillo e Mal&#249; Rotondi il Gatto. Un testo che prende ispirazione dal capolavoro di Collodi per distanziarsene, tramite la parabola della protagonista, sul terreno tematico e sulla riflessione riguardo alla societ&#224; contemporanea. Un &lt;i&gt;fantasy&lt;/i&gt; noto, ma che stimola mediante una costruzione drammaturgica originale e un punto di vista provocatorio.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Per info:&lt;/p&gt; &lt;p&gt;info@teatrolemaschere.it&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
                
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<item xml:lang="it">
		<title>Mi rifaccio vivo</title>
		<link>http://www.close-up.it/mi-rifaccio-vivo</link>
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		<dc:date>2013-05-11T10:06:00Z</dc:date>
		<dc:format>text/html</dc:format>
		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Edoardo Zaccagnini</dc:creator>
        <dc:subject>
        	
        		CINEMA
            
       	</dc:subject>
            
        
		<description>Sergio Rubini rimane un valido autore anche oggi che propone uno dei suoi film meno emozionanti: una commedia molto affollata che tocca con leggerezza temi delicati, ma che alla lunga brilla meno di quanto avrebbe potuto. Stavolta il regista sceglie la via del surreale, un po' per affrontare il presente (suicidarsi di lavoro), un p&#242; per raccontare quello che l'uomo fa da sempre, dividersi tra il bene e il male. Ma un po' anche per continuare il suo personale discorso sul rapporto dell'uomo col (...)
        
        
        
        
        	-&lt;a href="http://www.close-up.it/cinema" rel="directory"&gt;CINEMA&lt;/a&gt;
        
        
		</description>
        
        
         <content:encoded>&lt;img class='spip_logos' alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; src=&quot;http://www.close-up.it/local/cache-vignettes/L105xH150/arton8556-7f4ff.jpg&quot; width='105' height='150' style='height:150px;width:105px;' /&gt;
                &lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;Sergio Rubini rimane un valido autore anche oggi che propone uno dei suoi film meno emozionanti: una commedia molto affollata che tocca con leggerezza temi delicati, ma che alla lunga brilla meno di quanto avrebbe potuto. Stavolta il regista sceglie la via del surreale, un po' per affrontare il presente (suicidarsi di lavoro), un p&#242; per raccontare quello che l'uomo fa da sempre, dividersi tra il bene e il male. Ma un po' anche per continuare il suo personale discorso sul rapporto dell'uomo col potere, iniziato con &lt;i&gt;La terra&lt;/i&gt;, proseguito con &lt;i&gt;Colpo d'occhio &lt;/i&gt; e portato avanti con &lt;i&gt;L'uomo nero&lt;/i&gt;. Un rapporto che creava tensione e conflitti insanabili, e che si scioglie in una pacificazione in questo film sottile e magico, come se Rubini riuscisse finalmente a sciogliere una fastidiosa matassa, a risolvere il problema con l'amore. L'egoismo cinico, la smania di potere, la distruzione dell'altro, la distanza tra l'io autentico e quello costruito sulle regole della spietata societ&#224;, tutto questo c'&#232; nel film, attualissimo nei contenuti e classico nel meccanismo di partenza. Qualcuno, prontamente, ha rilevato come &lt;i&gt;Mi rifaccio vivo&lt;/i&gt;, undicesima prova del pugliese met&#224; regista e met&#224; attore, prenda spunto da un vecchio film di Lubitsch del '43, &lt;i&gt;Il cielo pu&#242; attendere&lt;/i&gt;, e da altre parti &#232; stato scritto che l'ultima fatica di Rubini discende da un film che somiglia molto, almeno nel titolo, a quello appena citato, ovvero &lt;i&gt;Il paradiso pu&#242; attendere &lt;/i&gt; di Warren Beatty, del 1978. Altri ancora hanno pensato a Blake Edwards e Vincent Minnelli, vero tutto, e certo &#232; che &lt;i&gt;Mi rifaccio&lt;/i&gt; vivo tenti la strada di una commedia pi&#249; internazionale di quelle che vediamo spesso in Italia. Una commedia d'altri tempi e senza tempo, classica all'americana, che se fatta ad arte pu&#242; diventare immortale. A parte Lubitsch, Beatty e gli altri tirati fuori dai critici pi&#249; navigati, si sente anche la ricerca di quel vecchio &quot;Capra's touch&quot; che tanto fa piacere (e bene) al pubblico. E da questo punto di vista Rubini mostra un animo felicemente inquieto, perch&#233; non c'erano, nel suo cinema precedente, film somiglianti a quest'ultimo suo. L'autore si mette sempre in cammino verso un'opera diversa da quella precedente, non solo per gli argomenti ma anche per le forme narrative adoperate. Ed in teoria, a tavolino, in partenza, ne nasce un film pregevole, interessantissimo, solo che poi i personaggi non montano come dovrebbero, e tutta la faccenda fatica a prendere il largo e a coinvolgere. Gli interpreti sono bravi, anche perch&#233; tra i pregi del Rubini autore c'&#232; quello di essere uno straordinario attore. E quindi sa bene come mostrare ed indicare ai colleghi cosa vuole da loro. Dove sta allora il problema di questo film? In una sceneggiatura macchinosa e statica, con personaggi che non riescono a far schiattare dal ridere n&#233; a far ridere amaro, o a colpire nel segno non facendo ridere per niente. Il paradosso &#232; che le idee e le simpatiche trovate non mancano. Prendiamo per esempio il Lillo Patrolo che allo specchio non segue i movimenti di Solfrizzi e se ne va per conto suo. Geniale, come l'idea di affidare a Carl Marx le decisioni nell'aldil&#224;. Non &#232; nei dettagli la debolezza del testo, ma nel suo complessivo sviluppo, prevedibile e monotono, ed &#232; un peccato perch&#233; a ripensarlo dopo averlo visto e dopo averne colto le intenzioni, il film appare un'occasione mancata. E' la storia delle ciambelle e del buco, nulla di grave, nessuna caduta o tradimento.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
                &lt;div class='rss_ps'&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Regia:&lt;/strong&gt; Sergio Rubini; &lt;strong&gt;Sceneggiatura:&lt;/strong&gt; Sergio Rubini, Carla Cavalluzzi Umberto Marino; &lt;strong&gt;Fotografia:&lt;/strong&gt; Fabio Cianchetti; &lt;strong&gt;Montaggio: &lt;/strong&gt; Angelo Nicolini;&lt;strong&gt; Musiche:&lt;/strong&gt; Paolo Buonvino; &lt;strong&gt;Interpreti: &lt;/strong&gt; Emilio Solfrizzi; Neri Marcor&#232;, Lillo Patrolo, Sergio Rubini, Vanessa Incontrada, Gian Marco Tognazzi, Margherita Buy, Valentina Cervi, &lt;strong&gt;Produzione:&lt;/strong&gt; DOMENICO PROCACCI PER FANDANGO CON RAI CINEMA; &lt;strong&gt;Distribuzione:&lt;/strong&gt; 01 Distribution&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
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	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>Al Festival del Cinema Spagnolo omaggio a Nino Manfredi</title>
		<link>http://www.close-up.it/al-festival-del-cinema-spagnolo-omaggio-a-nino-manfredi</link>
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		<dc:date>2013-05-10T16:53:55Z</dc:date>
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		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Redazione Close-up</dc:creator>
        <dc:subject>
        	
        		NEWS &amp; EVENTI
            
       	</dc:subject>
            
        
		<description>Luned&#236; 13 maggio alle ore 20:30, nell'ambito della sesta edizione di CinemaSpagna, il Festival del cinema spagnolo che si tiene al Cinema Farnese Persol di Campo de' Fiori a Roma, Omaggio a Nino Manfredi, con la proiezione in versione originale con sottotitoli in italiano di El Verdugo (tit. ita La ballata del boia), di Luis Garc&#237;a Berlanga, nel 50&#176; anniversario della sua prima uscita. Alla serata saranno presenti il figlio di Nino, il regista Luca Manfredi; la giornalista Laura Delli Colli, (...)
        
        
        
        
        	-&lt;a href="http://www.close-up.it/news-eventi" rel="directory"&gt;NEWS &amp; EVENTI&lt;/a&gt;
        
        
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         <content:encoded>&lt;img class='spip_logos' alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; src=&quot;http://www.close-up.it/local/cache-vignettes/L106xH150/arton8555-2f0d5.jpg&quot; width='106' height='150' style='height:150px;width:106px;' /&gt;
                &lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Luned&#236; 13 maggio&lt;/strong&gt; alle ore &lt;strong&gt;20:30&lt;/strong&gt;, nell'ambito della sesta edizione di &lt;strong&gt;CinemaSpagna&lt;/strong&gt;, il Festival del cinema spagnolo che si tiene al Cinema Farnese Persol di Campo de' Fiori a Roma, &lt;strong&gt;Omaggio a Nino Manfredi&lt;/strong&gt;, con la proiezione in versione originale con sottotitoli in italiano di &lt;i&gt;El Verdugo&lt;/i&gt; (tit. ita &lt;i&gt;La ballata del boia&lt;/i&gt;), di Luis Garc&#237;a Berlanga, nel 50&#176; anniversario della sua prima uscita.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Alla serata saranno presenti il figlio di Nino, il regista &lt;strong&gt;Luca Manfredi&lt;/strong&gt;; la giornalista &lt;strong&gt;Laura Delli Colli&lt;/strong&gt;, nipote di Tonino Delli Colli, che cur&#242; al tempo la direzione della fotografia del film e &lt;strong&gt;Fabrizio Natalini&lt;/strong&gt;, autore di un libro su Ennio Flaiano, co-sceneggiatore del film.&#8232;&#8232;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Fotografato da &lt;strong&gt;Tonino Delli Colli&lt;/strong&gt; e sceneggiato dal regista con &lt;strong&gt;Rafael Azcona&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Ennio Flaiano&lt;/strong&gt;, il film racconta di un impiegato (Nino Manfredi) delle pompe funebri che, sposata la figlia di un boia, vive sul divano del fratello, scelto dal suocero (Jos&#233; Isbert) a diventare il suo successore. In cambio avr&#224; il tanto agognato oggetto del desiderio: un appartamento. Una storia intrisa di humour nero, ritmato dal rumore sinistro della garrote, il film &#232; una satira feroce sulla Spagna franchista e una forte, mai retorica, requisitoria contro la pena di morte.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Presentato alla Mostra del Cinema di Venezia del 1963, suscitando le ire della delegazione spagnola, ricevette il Premio Fipresci della critica internazionale. Distribuito in Spagna in ritardo con alcuni tagli, fu pi&#249; volte votato dai critici ispanici come il miglior film spagnolo di tutti i tempi.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Per info&lt;/strong&gt;:&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.cinemaspagna.org/&quot; class='spip_url spip_out' rel='nofollow external'&gt;www.cinemaspagna.org&lt;/a&gt;
festival@cinemaspagna.org&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
                
                </content:encoded>
        

	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>Festival cinematografico 'Divino Commedia' di Grosseto: a Fausto Brizzi la I edizione del 'Premio Mario Monicelli'</title>
		<link>http://www.close-up.it/festival-cinematografico-divino-commedia-di-grosseto-a-fausto-brizzi-la-i-edizione-del-premio-mario-monicelli</link>
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		<dc:date>2013-05-10T10:08:59Z</dc:date>
		<dc:format>text/html</dc:format>
		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Marco Di Cesare</dc:creator>
        <dc:subject>
        	
        		NEWS &amp; EVENTI
            
       	</dc:subject>
            
        
		<description>GROSSETO, 10-11 e 17-18-19 maggio 2013 Appuntamento venerd&#236; 10 maggio: madrine della cerimonia saranno Sabrina Ferilli e Cristiana Capotondi. Sar&#224; consegnato a Fausto Brizzi il Premio Mario Monicelli, istituito a partire da quest'anno dalla Fondazione Grosseto Cultura con il sostegno della Camera di Commercio di Grosseto e la collaborazione del Comune di Grosseto e della Provincia di Grosseto. Curato da Mario Sesti e Jacopo Mosca, il Premio Mario Monicelli si inserisce all'interno di Divino (...)
        
        
        
        
        	-&lt;a href="http://www.close-up.it/news-eventi" rel="directory"&gt;NEWS &amp; EVENTI&lt;/a&gt;
        
        
		</description>
        
        
         <content:encoded>&lt;img class='spip_logos' alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; src=&quot;http://www.close-up.it/local/cache-vignettes/L150xH150/arton8554-e6abc.jpg&quot; width='150' height='150' style='height:150px;width:150px;' /&gt;
                &lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;GROSSETO, 10-11 e 17-18-19 maggio 2013&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Appuntamento venerd&#236; 10 maggio&lt;/strong&gt;: madrine della cerimonia saranno &lt;strong&gt;Sabrina Ferilli&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Cristiana Capotondi&lt;/strong&gt;.
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;Sar&#224; consegnato a &lt;strong&gt;Fausto Brizzi&lt;/strong&gt; il &lt;strong&gt;Premio Mario Monicelli&lt;/strong&gt;, istituito a partire da quest'anno dalla &lt;strong&gt;Fondazione Grosseto Cultura&lt;/strong&gt; con il sostegno della &lt;strong&gt;Camera di Commercio di Grosseto&lt;/strong&gt; e la collaborazione del &lt;strong&gt;Comune di Grosseto&lt;/strong&gt; e della &lt;strong&gt;Provincia di Grosseto&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Curato da &lt;strong&gt;Mario Sesti e Jacopo Mosca&lt;/strong&gt;, il Premio Mario Monicelli si inserisce all'interno di &lt;strong&gt;Divino Commedia&lt;/strong&gt;, festival di cinema e iniziativa della Fondazione, che trova spazio nella manifestazione &lt;strong&gt;Maremma Wine Food Shire&lt;/strong&gt;, promossa da Camera di Commercio, Comune e Provincia di Grosseto e in programma dal 17 al 19 maggio nel centro storico della citt&#224; toscana. Un premio, un festival e un'elegante kermesse enogastronomica che, per la prima volta, uniscono a nozze due simboli della cultura e dello 'spirito' italiano: la commedia cinematografica e il vino d'autore.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Alla cerimonia di consegna del Premio a Fausto Brizzi, il prossimo &lt;strong&gt;10 maggio&lt;/strong&gt;, saranno presenti, insieme al regista, &lt;strong&gt;Sabrina Ferilli&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Cristiana Capotondi&lt;/strong&gt;, madrine della serata ed entrambe impegnate nel prossimo film dell'autore di &lt;i&gt;Notte prima degli esami&lt;/i&gt;, di &lt;i&gt;Maschi contro Femmine&lt;/i&gt; e &lt;i&gt;Femmine contro maschi&lt;/i&gt;, di &lt;i&gt;Pazze di me&lt;/i&gt;. &lt;br /&gt;&#171;Mario Monicelli &#232; un regista che amo, un faro per la mia generazione e un esempio irraggiungibile&#187;, ha detto Fausto Brizzi, forse l'unico regista della sua generazione ad aver avuto l'opportunit&#224; di scrivere un film che era il seguito di &lt;i&gt;Amici miei&lt;/i&gt;, un grande classico di Monicelli. &#171;Spero con i prossimi film di poterlo meritare davvero un premio con il suo nome&#187;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;L'evento, che &#232; l'anteprima di un'importante manifestazione come 'Maremma Wine Food Shire', &#232; anche la dimostrazione di come la cultura, l'ambiente e l'economia, possano interagire per creare reciproche opportunit&#224;, e come questa strategia possa essere particolarmente interessante per un Paese come il nostro dove la cultura, l'alimentazione e l'ambiente sono risorse impareggiabili.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;La serata sar&#224; inaugurata alle ore 20.00 presso il Teatro Moderno (via Tripoli 35) con una caratteristica degustazione 'Bianco, Rosso e Monicelli' e a seguire Marco Lombardi proporr&#224; agli spettatori una breve introduzione alla Cinegustologia. &lt;br /&gt;Alle 21.00 Mario Sesti e Jacopo Mosca condurranno una conversazione in pubblico con Fausto Brizzi, Sabrina Ferilli e Cristiana Capotondi, proponendo alcune clip selezionate insieme a loro (e tra esse anche alcune delle loro scene preferite dai film di Monicelli).&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Al termine dell'incontro sar&#224; consegnato il premio Mario Monicelli e verr&#224; mostrato un breve corto omaggio a cura di Nicola Calocero, Jacopo Mosca e Teho Teardo che, grazie alla musica di quest'ultimo, rievoca l'indimenticabile cinema del regista de &lt;i&gt;I soliti ignoti&lt;/i&gt;, &lt;i&gt;L'armata Brancaleone&lt;/i&gt;, &lt;i&gt;La grande guerra&lt;/i&gt;, &lt;i&gt;I compagni&lt;/i&gt;, &lt;i&gt;Un borghese piccolo piccolo&lt;/i&gt; e tanti altri classici della cultura e del cinema italiano del dopoguerra, in una toccante compilation di sequenze.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Per tutti gli amanti della commedia, subito dopo la premiazione, sar&#224; possibile assistere, in anteprima per la citt&#224;, a &lt;i&gt;Alberto il grande&lt;/i&gt;, un documentario su &lt;strong&gt;Sordi&lt;/strong&gt; che i fratelli &lt;strong&gt;Luca e Carlo Verdone&lt;/strong&gt; hanno realizzato per rendere omaggio all'Albertone nazionale a dieci anni dalla sua scomparsa. Il film sar&#224; presentato dal regista Luca Verdone.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&#171;Sono felice dell'istituzione di un premio intitolato a Mario Monicelli - afferma &lt;strong&gt;Chiara Rapaccini&lt;/strong&gt;, ultima compagna di Monicelli - all'interno di un'iniziativa cinematografica dedicata alla commedia in Maremma. Penso che avrebbe apprezzato e spero che il riconoscimento, in futuro, possa essere il luogo di scoperta di nuovi talenti della commedia italiana&#187;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&#171;Da sempre - spiega &lt;strong&gt;Loriano Valentini&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;presidente di Fondazione Grosseto Cultura&lt;/strong&gt; - Grosseto e la sua provincia hanno affascinato i maestri del cinema italiano e internazionale, che hanno scelto questa terra come set dei loro film o, &#232; il caso proprio di Mario Monicelli, come 'buen retiro'. Qui la cultura del buon cinema ha radici profonde e un presente importante. Da qui, in particolare negli ultimi anni, emergono molti giovani talenti - registi, attori, sceneggiatori, tecnici - &#160;fra i pi&#249; interessanti del nostro Paese. Investiamo sul cinema, con l'obiettivo di trasformare una solida tradizione in &#160;un futuro possibile. Un futuro nel quale questa magnifica periferia geografica d'Italia sia identificata come un autorevole punto di riferimento per la cultura e l'industria cinematografica nazionale&#187;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&#171;Quest'anno la Camera di Commercio di Grosseto attribuisce grande peso tra le proprie azioni per lo sviluppo del territorio alle iniziative a carattere culturale, riconoscendo in tal modo il ruolo svolto dalla cultura nell'economia&#187;, aggiunge &lt;strong&gt;Giovanni Lamioni&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;presidente della Camera di Commercio di Grosseto&lt;/strong&gt;. &#171;Dobbiamo ricordare che il mercato culturale rappresenta una filiera importante per il nostro paese, un vero e proprio capitale impossibile da ignorare. E' significativo per noi aver avviato questa nuova fase proprio con il premio Monicelli, una iniziativa di assoluto prestigio, in grado tra l'altro di rappresentare un veicolo promozionale ed un ottimo mezzo di promozione del nostro territorio&#187;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&#171;L'idea di un premio grossetano intitolato a Mario Monicelli &#232; un'iniziativa importante che segue la scia delle tante iniziative cinematografiche che, in questi anni, la nostra citt&#224; ha sempre ospitato&#187;, ha aggiunto &lt;strong&gt;Emilio Bonifazi&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Sindaco di Grosseto&lt;/strong&gt;. &#171;Sono convinto che il cinema rappresenti uno dei settori culturali su cui possiamo giocare un ruolo importante e diventare un punto di riferimento per il futuro, anche grazie alla presenza di tanti giovani talenti grossetani ed a operatori attenti e preparati&#187;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il premio Mario Monicelli non sar&#224; solo una cerimonia con nomi di grande prestigio e popolarit&#224;: l'11 maggio ci sar&#224; una &lt;strong&gt;Lezione Monicelli&lt;/strong&gt; presso il Museo di Storia Naturale di Grosseto (strada Corsini 5) con la proiezione de &lt;i&gt;La grande guerra&lt;/i&gt; e l'incontro con &lt;strong&gt;Fabio Canessa, Jacopo Mosca e Mario Sesti&lt;/strong&gt; che converseranno su quello che viene considerato uno dei film pi&#249; sorprendenti e originali con i quali la commedia all'italiana ha raccontato la nostra storia patria. Si tratter&#224;, in ogni caso, di un momento di studio e divulgazione, realizzato in collaborazione con la Cineteca Nazionale e il suo conservatore, Emiliano Morreale, che Grosseto intende far diventare un appuntamento regolare: ogni anno una nuova 'Lezione Monicelli', con critici e film diversi, proporr&#224; opere da quel giacimento di cinema, comicit&#224; e intelligenza che &#232; il cinema di Mario Monicelli.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il 17,18 e il 19 maggio vedranno ancora protagoniste due proiezioni. Il 17 quella del documentario &lt;i&gt;Monicelli. La versione di Mario&lt;/i&gt; di &lt;strong&gt;Mario Canale, Felice Farina, Mario Gianni, Wilma Labate, Annarosa Morri&lt;/strong&gt;; il 18 sar&#224; possibile vedere l'ultimo film di &lt;strong&gt;Rolando Ravello&lt;/strong&gt;, &lt;i&gt;Tutti contro tutti&lt;/i&gt;; infine il 19 sar&#224; presentato &lt;i&gt;Viva la libert&#224;&lt;/i&gt; di &lt;strong&gt;Roberto And&#242;&lt;/strong&gt;.
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;PER INFO:&lt;/strong&gt;
&lt;br /&gt;promozione@fondazionegrossetocultura.it
&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.fondazionegrossetocultura.it/&quot; class='spip_out' rel='external'&gt;www.fondazionegrossetocultura.it&lt;/a&gt;
&lt;br /&gt;Telefono 0564/453128&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
                
                </content:encoded>
        

	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>La Casa</title>
		<link>http://www.close-up.it/la-casa</link>
		<guid isPermaLink="true">http://www.close-up.it/la-casa</guid>
		<dc:date>2013-05-09T10:14:43Z</dc:date>
		<dc:format>text/html</dc:format>
		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Giammario Di Risio</dc:creator>
        <dc:subject>
        	
        		CINEMA
            
       	</dc:subject>
            
        
		<description>La genesi di questo film parte da molto lontano, precisamente dal 1981, quando un giovanissimo Sam Raimi riusc&#236;, con i soldi del premio di un concorso per cortometraggi, a prodursi La Casa (titolo originale Evil Dead). Sfruttando un genere frammentato e da sempre insofferente a definizioni troppo chiare, Raimi riconfigur&#242; l'horror con la tecnica slapstick e tessuti farseschi. Un cult per milioni di giovani e un marchio brillante, dinamico per la trilogia materializzatasi tra gli anni Ottanta e (...)
        
        
        
        
        	-&lt;a href="http://www.close-up.it/cinema" rel="directory"&gt;CINEMA&lt;/a&gt;
        
        
		</description>
        
        
         <content:encoded>&lt;img class='spip_logos' alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; src=&quot;http://www.close-up.it/local/cache-vignettes/L150xH114/arton8548-5dcdf.jpg&quot; width='150' height='114' style='height:114px;width:150px;' /&gt;
                &lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;La genesi di questo film parte da molto lontano, precisamente dal 1981, quando un giovanissimo Sam Raimi riusc&#236;, con i soldi del premio di un concorso per cortometraggi, a prodursi &lt;i&gt;La Casa&lt;/i&gt; (titolo originale &lt;i&gt;Evil Dead&lt;/i&gt;). Sfruttando un genere frammentato e da sempre insofferente a definizioni troppo chiare, Raimi riconfigur&#242; l'horror con la tecnica slapstick e tessuti farseschi. Un cult per milioni di giovani e un marchio brillante, dinamico per la trilogia materializzatasi tra gli anni Ottanta e Novanta. Ora siamo al quarto capitolo, anche se la storia raccontata ha assunto una pelle diversa, un altro punto di vista.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Un cottage degli anni Venti, immerso nel bosco, viene rispolverato da cinque ventenni pronti a lavorare per una giusta causa: salvare la dolce Mia dalla tossicodipendenza. Ad aiutarla ci sono il fratello di lei, David, la ragazza di quest'ultimo, Natalie, e due cari amici: la bella Olivia e il nerd Eric. Proprio quest'ultimo raggiunge la cantina e, incautamente, apre un libro ricoperto in pelle umana e rivestito con filo spinato risvegliando un demone medievale. La prima vittima sar&#224; Mia, che condurr&#224; nel terrore tutti gli altri, fino alla resa dei conti finale sotto una pioggia di sangue.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;La regia di questo nuovo capitolo &#232; affidata al talentuoso regista uruguaiano Fede Alvarez, che spopola su youtube con il cortometraggio del 2010 &lt;i&gt;Panic Attack&lt;/i&gt;. Scelto dallo stesso Raimi, produttore del film, Alvarez dona, anche in questo caso, una visualit&#224; notevole, d'avanguardia basandosi certamente sul cult del 1981, ma allo stesso tempo distanziandosene con precise scelte tematiche e di linguaggio. Di classico resta la forza del genere, intesa come passaggio dal mondo reale al mondo irreale, manipolazione dello spettatore mediante sequenze di terrore frammentate e impatto visivo del trucco prostetico. Ma questa volta al nuovo punto di vista caratterizzato da un'estetica ultramoderna, si affianca l'originalit&#224; della back stories dei personaggi, con i traumi che conducono i cinque in quel posto e con quelle determinate modalit&#224;. La tossicodipendenza di Mia diventa metafora di un percorso da fare a tutti i costi e dona profondit&#224; a tutti gli altri personaggi, instaurando una forte connessione tra spettatori e protagonisti in quadro.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;L'&#8220;allievo&#8221; Alvarez sembra essersi affiancato al maestro Raimi, con braccia e gambe che vengono mozzate e vanno in decomposizione, schizzi di sangue, gatti morti appesi al soffitto, paludi infette di liquami, iconografie medievali, chiodi che si conficcano nella pelle con pistole automatiche e tanto altro. Un film bello e di spessore, e con degli attori bravi e credibili. Girato interamente a Auckland, in Nuova Zelanda, &lt;i&gt;La casa&lt;/i&gt; potrebbe mettere d'accordo sia gli amanti del genere, sia gli &lt;i&gt;aficionados&lt;/i&gt; di Raimi, che lo spettatore occasionale.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
                &lt;div class='rss_ps'&gt;&lt;p&gt;(&lt;i&gt;Evil Dead&lt;/i&gt;); &lt;strong&gt;Regia&lt;/strong&gt;: Fede Alvarez; &lt;strong&gt;sceneggiatura&lt;/strong&gt;: Fede Alvarez, Rodo Sayagues; &lt;strong&gt;fotografia&lt;/strong&gt;: Aaron Morton; &lt;strong&gt;montaggio&lt;/strong&gt;: Brian Shaw; &lt;strong&gt;musica&lt;/strong&gt;: Roque Banos; &lt;strong&gt;interpreti&lt;/strong&gt;: Jane Levy, Shiloh Fernandez, Lou Taylor Pucci, Jessica Lucas, Elizabeth Blackmore; &lt;strong&gt;produzione&lt;/strong&gt;: Rob Tapert, Sam Raimi, Bruce Campbell ; &lt;strong&gt;distribuzione&lt;/strong&gt;: Warner Bros. Pictures Italia; &lt;strong&gt;origine&lt;/strong&gt;: USA, 2013; &lt;strong&gt;durata&lt;/strong&gt;: 91'; &lt;strong&gt;webinfo&lt;/strong&gt;: [&lt;a href=&quot;http://www.lacasa-ilfilm.it/&quot; class='spip_url spip_out' rel='nofollow external'&gt;www.lacasa-ilfilm.it&lt;/a&gt;] Proposta di voto: 4 stelle su 5&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
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		<title>Anime nella nebbia</title>
		<link>http://www.close-up.it/v-tumane</link>
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		<dc:date>2013-05-09T10:00:00Z</dc:date>
		<dc:format>text/html</dc:format>
		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Antonio Valerio Spera</dc:creator>
        <dc:subject>
        	
        		CINEMA
            
       	</dc:subject>
            
        
		<description>1942. Confine occidentale dell'Unione Sovietica. La regione &#232; sotto l'occupazione tedesca e i partigiani del luogo stanno portando avanti, lottando, la loro campagna di resistenza. I partigiani Burov e Voitik, dopo l'esecuzione di tre loro compagni per il sabotaggio di un treno, giungono nella casa nella foresta di Sushenya per portarlo via e giustiziarlo. L'uomo &#232; accusato di tradimento: anche lui arrestato e ritenuto colpevole dai tedeschi per il sabotaggio del treno &#232; stato poi (...)
        
        
        
        
        	-&lt;a href="http://www.close-up.it/cinema" rel="directory"&gt;CINEMA&lt;/a&gt;
        
        
		</description>
        
        
         <content:encoded>&lt;img class='spip_logos' alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; src=&quot;http://www.close-up.it/local/cache-vignettes/L110xH150/arton7667-c6b71.jpg&quot; width='110' height='150' style='height:150px;width:110px;' /&gt;
                &lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;1942. Confine occidentale dell'Unione Sovietica. La regione &#232; sotto l'occupazione tedesca e i partigiani del luogo stanno portando avanti, lottando, la loro campagna di resistenza. I partigiani Burov e Voitik, dopo l'esecuzione di tre loro compagni per il sabotaggio di un treno, giungono nella casa nella foresta di Sushenya per portarlo via e giustiziarlo. L'uomo &#232; accusato di tradimento: anche lui arrestato e ritenuto colpevole dai tedeschi per il sabotaggio del treno &#232; stato poi inspiegabilmente rilasciato. Inizia cos&#236; un viaggio nella foresta che diventa un confronto pieno di contraddizioni e soprattutto un percorso a ritroso nel passato dei tre personaggi.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;i&gt;In the Fog&lt;/i&gt;, in concorso a Cannes 2012, ci riporta sullo schermo un protagonista solo, incapace di comunicare con la societ&#224;, di dimostrare la sua innocenza, e che cos&#236; rimane vero esclusivamente con se stesso, fermo nelle sue convinzioni e decisioni, e non risulta capace di scendere a compromessi o semplicemente a crimini, perch&#233; la legge morale che si porta dentro lo spinge a scelte completamente differenti. Si ritrova quindi in una situazione in cui vuole preservare la sua umanit&#224; e la sua dignit&#224; e che per farlo non pu&#242; sperare di vivere troppo a lungo. Insieme a lui, nella fredda foresta sovietica, i due partigiani chiamati a giustiziarlo. &lt;br /&gt;Le vicende dei tre personaggi non vengono raccontate in sequenza cronologica, bens&#236; attraverso una narrazione lineare preceduta da un suggestivo prologo introduttivo e intervallata da tre lunghi flashback necessari a comprendere i caratteri dei protagonisti, le loro ragioni, le loro verit&#224;. &lt;br /&gt;Tratto dal romanzo Vasili Bykov's, il film di Sergei Lonznitsa apre un ennesimo sguardo sul secondo conflitto mondiale. Ma sin dalle prime sequenze appare evidente che non &#232; la guerra in s&#233; che interessa all'autore, bens&#236; la condizione psicologica degli uomini che ci si ritrovano coinvolti. Senza nessuna musica di commento e con interminabili sequenze, il regista bielorusso, fedele alla sua precedente carriera artistica nel documentario, rimane sempre vicinissimo ai suoi personaggi, ne mette in evidenza le contraddizioni. E il giudizio sulle loro scelte &#232; sempre pregno di comprensione, di affetto, di rispetto nei confronti di una condizione esistenziale imposta e non voluta. Lo sguardo di Loznitsa infatti pur non staccandosi dai tre protagonisti non si dimentica mai di inserirli in un contesto ben definito, in un ambiente freddo, glaciale, amorale, senza punti di riferimento veri e propri. La foresta nebbiosa che fa da sfondo ai tre ritratti umani appare sullo schermo come un luogo sospeso, un purgatorio dell'anima dove non ci sono n&#233; amici n&#233; nemici, dove scompare la linea che divide codardi ed eroismo e dove il destino dei suoi &#8220;abitanti&#8221; appare gi&#224; segnato. &lt;br /&gt;Visivamente strutturato su una fotografia suggestiva nella sua classicit&#224;, a firma di Oleg Mutu (lo stesso di &lt;i&gt;4 mesi, 3 settimane, 2 giorni&lt;/i&gt; di Mungiu per intenderci), dai colori pastello sbiaditi del giorno e dai chiaroscuri notturni, &lt;i&gt;In the Fog&lt;/i&gt; possiede un incedere narrativo molto lento che non nasconde i lunghi silenzi e i momenti vuoti del racconto. Una scelta quest'ultima che induce ancor di pi&#249; a pensare, a riflettere, a ragionare sulle tragedie del passato e sulla debolezza dell'animo umano.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
                &lt;div class='rss_ps'&gt;&lt;p&gt;(&lt;i&gt;V Tumane&lt;/i&gt;) &lt;strong&gt;Regia&lt;/strong&gt;: Sergei Loznitsa; &lt;strong&gt;sceneggiatura&lt;/strong&gt;: Sergei Loznitsa, dal romanzo di Vasil Bykov; &lt;strong&gt;fotografia&lt;/strong&gt;: Oleg Mutu; &lt;strong&gt;montaggio&lt;/strong&gt;: Danielius Kokanauskis; &lt;strong&gt;suono&lt;/strong&gt;: Vladimir Golovnitski; &lt;strong&gt;interpreti&lt;/strong&gt;: Vladimir Svirski, Vlad Abashin, Sergei Kolesov, Vald Ivanov; &lt;strong&gt;origine&lt;/strong&gt;: Russia, Lituania, Olanda, Bielorussia;&lt;strong&gt; durata&lt;/strong&gt;: 127'.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
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<item xml:lang="it">
		<title>No - I giorni dell'arcobaleno (Conferenza Stampa)</title>
		<link>http://www.close-up.it/no-i-giorni-dell-arcobaleno-conferenza-stampa</link>
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		<dc:date>2013-05-09T09:55:34Z</dc:date>
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		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Agostino Devastato</dc:creator>
        <dc:subject>
        	
        		CONFERENZE STAMPA
            
       	</dc:subject>
            
        
		<description>Cinema Barberini, Roma 6/05/2013. &#200; stato un dibattito tutto politico quello che ha seguito la proiezione stampa del nuovo acclamato film di Pablo Larra&#236;n No &#8211; I giorni dell'arcobaleno. Alla tavola rotonda hanno partecipato Eugenio Garc&#236;a, pubblicitario cileno che ha preso parte alla campagna per il &#8220;NO&#8221;, Luca Telese, autore e giornalista televisivo, Stefano Citati, giornalista politico de &#8220;Il fatto quotidiano&#8221; e Marco Stancati, docente alla Sapienza di Roma di &#8220;Pianificazione dei Media&#8221;. In un mai (...)
        
        
        
        
        	-&lt;a href="http://www.close-up.it/conferenze-stampa" rel="directory"&gt;CONFERENZE STAMPA&lt;/a&gt;
        
        
		</description>
        
        
         <content:encoded>&lt;img class='spip_logos' alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; src=&quot;http://www.close-up.it/local/cache-vignettes/L150xH97/arton8553-ec059.jpg&quot; width='150' height='97' style='height:97px;width:150px;' /&gt;
                &lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Cinema Barberini, Roma 6/05/2013.&lt;/strong&gt;
&#200; stato un dibattito tutto politico quello che ha seguito la proiezione stampa del nuovo acclamato film di Pablo Larra&#236;n &lt;i&gt;No &#8211; I giorni dell'arcobaleno&lt;/i&gt;. Alla tavola rotonda hanno partecipato Eugenio Garc&#236;a, pubblicitario cileno che ha preso parte alla campagna per il &#8220;NO&#8221;, Luca Telese, autore e giornalista televisivo, Stefano Citati, giornalista politico de &#8220;Il fatto quotidiano&#8221; e Marco Stancati, docente alla Sapienza di Roma di &#8220;Pianificazione dei Media&#8221;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;In un mai tanto attuale clima post sbornia elettorale esce in Italia lo splendido film di Larra&#236;n, e non mancano, anzi la fanno da padrone in questo dibattito, i parallelismi tra la vittoriosa campagna elettorale portata avanti dai giovani pubblicitari cileni nel 1988 e le disastrose vicende del centro sinistra italiano degli ultimi venti anni. Il primo a ribadire tali tristi evidenze &#232; Luca Telese, pur partendo da molto lontano, proprio dagli anni del golpe di Pinochet ai danni di Salvator Allende: &#8220;&lt;i&gt;Il golpe in Cile &#232; anche un episodio della storia italiana, perch&#233; quell'11 settembre fu cos&#236; importante per il Cile e altrettanto importante per l'Italia nel determinare la fine di un ciclo di storia&lt;/i&gt;&#8221;. Il parallelismo tra Allende e Berlinguer &#232; forte per Telese soprattutto in virt&#249; dei tre saggi sul Cile che l'allora segretario del PCI scriveva proprio nei giorni del golpe. Procedendo verso i nostri giorni, quelli dell'ultima campagna elettorale, Telese sottolinea come il film di Larra&#236;n sia una vera e propria lezione nei confronti di Bersani e del centro sinistra attuale: &#8220;&lt;i&gt;La seconda collisione tremenda &#232; la lezione che il nemico non si combatte con la demonizzazione che ti porta dentro al passato ma si combatte superandolo, l'allegria non &#232; il superamento scanzonato e quasi pubblicitario ma il superamento del senso della violenza che c'&#232; dentro al conflitto&lt;/i&gt;&#8221;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;A precisare ancor meglio l'essenza della vittoria del &#8220;NO&#8221; nel 1988 &#232; il professor Stancati che sottolinea come la vittoria non stia semplicemente nel proporre l'allegria come arma ma &#8220;&lt;i&gt;sta nell'aver invertito l'ottica, come ha colto Roberto Saviano&lt;/i&gt;&#8221; nella puntata di Servizio Pubblico dell'ultimo 25 Aprile. Il dibattito affronta anche il sottile confine che sussiste tra pubblicit&#224; etica e pubblicit&#224; estetica, quasi cinica, che si occupa solo di raggiungere il risultato sperato. In questo confine c'&#232; tutta l'inversione di ottica di cui si parlava, il cambio di registro perfettamente adatto a quel contesto l&#236;, in quel paese l&#236;, un paese violento e pericoloso come il Cile di Pinochet. Come racconta Eugenio Garc&#236;a: &#8220;&lt;i&gt;Abbiamo avuto un concetto come candidato e non un candidato vero. E la storia &#232; la storia della etica che questo gruppo politico doveva impiantare al paese. L'etica e l'estetica sono state usate per il paese e non per l'ansia di scacciare Pinochet. Dall'altra parte noi abbiamo fatto molti studi sulla condizione sociale in Cile, e abbiamo verificato la paura che aveva la gente di tornare alla dittatura. &#200; stata una campagna inclusiva che permetteva che tutto il mondo si sentisse rappresentato nella scelta del No&lt;/i&gt;&#8221;. Una campagna etica ed estetica allo stesso tempo.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Sul cinema di Larra&#236;n si esprime Citati che sottolinea la grande abilit&#224; del regista cileno di creare immagini di docu-fiction su basi reali, ma subito le riflessioni tornano sul Cile e sui giorni successivi a quel referendum, sul futuro che poi ha avuto il Cile. A tal proposito si esprime Eugenio Garc&#236;a: &#8220;&lt;i&gt;io credo che il futuro non esiste, ma si va facendo, e nessun pu&#242; immaginare come sar&#224;&lt;/i&gt;&#8221;. Garc&#236;a per&#242; non nega che il Cile di Pinochet era un paese cupo, in guerra, e dopo quella campagna inizi&#242; un lungo processo di riconciliazione sottolineando come lo stesso Pablo Larra&#236;n &#232; figlio di un ex senatore del partito di Pinochet, &lt;i&gt;&quot;ora in Cile questo &#232; possibile, si pu&#242; fare un film come questo con oggettivit&#224; e senza faziosit&#224;&lt;/i&gt;&#8221;.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
                
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		<title>No - I giorni dell'arcobaleno</title>
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		<dc:date>2013-05-09T09:45:18Z</dc:date>
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		<dc:creator>Agostino Devastato</dc:creator>
        <dc:subject>
        	
        		CINEMA
            
       	</dc:subject>
            
        
		<description>Il vento del cambiamento ha sempre il sorriso stampato in faccia. Che si tratti di una evoluzione reale o di una regressione ben vestita, un volto sorridente, l'allegria, la simpatia rappresentano da sempre le armi pi&#249; efficaci per vincere delle elezioni democratiche. Il film di Pablo Larra&#236;n No &#8211; I giorni dell'arcobaleno racconta lo storico referendum del 1988 a favore o contro il regime di Augusto Pinochet, imposto dalla comunit&#224; internazionale al vecchio generale per legittimare (...)
        
        
        
        
        	-&lt;a href="http://www.close-up.it/cinema" rel="directory"&gt;CINEMA&lt;/a&gt;
        
        
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         <content:encoded>&lt;img class='spip_logos' alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; src=&quot;http://www.close-up.it/local/cache-vignettes/L105xH150/arton8552-13ed2.jpg&quot; width='105' height='150' style='height:150px;width:105px;' /&gt;
                &lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;Il vento del cambiamento ha sempre il sorriso stampato in faccia. Che si tratti di una evoluzione reale o di una regressione ben vestita, un volto sorridente, l'allegria, la simpatia rappresentano da sempre le armi pi&#249; efficaci per vincere delle elezioni democratiche. Il film di Pablo Larra&#236;n &lt;i&gt;No &#8211; I giorni dell'arcobaleno&lt;/i&gt; racconta lo storico referendum del 1988 a favore o contro il regime di Augusto Pinochet, imposto dalla comunit&#224; internazionale al vecchio generale per legittimare democraticamente la sua permanenza alla guida del Cile, guida ottenuta grazie al violento colpo di stato dell'11 settembre 1973.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&quot;SI&quot; o &quot;NO&quot;, all'inizio il popolo cileno si trovava di fronte ad un voto pro o contro Pinochet, pro o contro il potere reazionario, pro o contro la repressione, si trattava di un referendum costruito sulla paura, perfetto quindi per un regime nato e cresciuto nella violenza. Tali premesse non furono per&#242; rispettate, a vincere fu il &quot;NO&quot;, e ci&#242; avvenne grazie ad un'intelligente campagna di comunicazione pubblicitaria mirata a rovesciare Pinochet, usando le armi dell'ironia e della speranza.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ren&#232; Saavedra, il giovane pubblicitario interpretato da Gael Garcia Bernal, attu&#242; un profondo cambio di prospettiva nella sua campagna elettorale in favore del &quot;NO&quot;, un cambio di ottica per cui il &#8220;NO&#8221; non era pi&#249; un voto contro Pinochet ma un &quot;SI&quot; alla speranza, un &quot;SI&quot; al futuro, un &quot;SI&quot; all'allegria, un &quot;SI&quot; alla libert&#224;. Il messaggio deterrente, votato alla denuncia, fu trasformato in un messaggio di speranza. Ren&#232; fece capire al popolo cileno che votare una negazione in realt&#224; significava affermare una nuova proposizione, iniziando un cammino nuovo, questo perch&#233; lo sguardo umano non si ferma a guardare gli scogli in mezzo al mare, ma va direttamente all'orizzonte, pur sapendo che l'orizzonte non esiste.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Terzo capitolo di una straordinaria trilogia sul Cile di Pinochet, &lt;i&gt;No &#8211; I giorni dell'arcobaleno&lt;/i&gt; &#232; un'opera multiforme, oscilla costantemente tra cinema, documentario e una rassegna di quei 27 spot elettorali ideati da Ren&#232;, e in questa impresa c'&#232; tutto il talento del 36enne Pablo Larra&#236;n che utilizza in &lt;i&gt;No&lt;/i&gt; scelte linguistiche da fuoriclasse, per raccontare questa storia senza il peso del classico Biopic o del documentario storico accademico. &lt;i&gt;No&lt;/i&gt; &#232; stato girato con gli stessi mezzi disponibili negli anni '80, geniale scelta estetica da parte di Larra&#236;n che ci regala anche immagini di grande poesia, come quando trasforma la violenza degli idranti, usati dalla polizia di regime per disperdere la folla del &quot;NO&quot;, in un fugace arcobaleno generato dal magico incontro tra la luce solare e l'acqua della repressione.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il giovane regista cileno si impadronisce di quello stesso concetto che guid&#242; Ren&#232; nel 1988, cambiando la prospettiva, proponendo quindi un'autentica narrazione, un racconto che esprime tutta la reale potenza dei fatti narrati grazie al suo personale linguaggio cinematografico. &lt;i&gt;No - I giorni dell'arcobaleno&lt;/i&gt; ci insegna che l'emozione non si trasmette con i fatti, ma con la narrazione, tutto il resto &#232; solo storia...&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
                &lt;div class='rss_ps'&gt;&lt;p&gt;(&lt;i&gt;No&lt;/i&gt;); &lt;strong&gt;Regia&lt;/strong&gt;: Pablo Larra&#236;n; &lt;strong&gt;sceneggiatura&lt;/strong&gt;: Pedro Peirano; &lt;strong&gt;fotografia&lt;/strong&gt;:Sergio Armstrong; &lt;strong&gt;montaggio&lt;/strong&gt;: Andrea Chignoli, Catalina Mar&#236;n Duarte; &lt;strong&gt;musica&lt;/strong&gt;:Carlos Cabezas;
&lt;strong&gt;interpreti&lt;/strong&gt;: Gael Garc&#236;a Bernal, Alfredo Castro, Luis Gnecco; &lt;strong&gt;produzione&lt;/strong&gt;: Juan De Dios, Daniel Dreifuss; &lt;strong&gt;distribuzione&lt;/strong&gt;: Bolero film; &lt;strong&gt;origine&lt;/strong&gt;: Cile, 2012; &lt;strong&gt;durata&lt;/strong&gt;: 110'; Proposta di voto: 3
stelle su 5&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
                </content:encoded>
        

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		<title>Parte il set del nuovo film di Winspeare</title>
		<link>http://www.close-up.it/parte-il-set-del-nuovo-film-di-winspeare</link>
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		<dc:date>2013-05-08T12:08:08Z</dc:date>
		<dc:format>text/html</dc:format>
		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Redazione Close-up</dc:creator>
        <dc:subject>
        	
        		NEWS &amp; EVENTI
            
       	</dc:subject>
            
        
		<description>In grazia di Dio &#232; il nuovo film di Edoardo Winspeare che in questi giorni si sta girando in Salento, nel grande rispetto del territorio, con nuove soluzioni produttive, a impatto zero, in modo coerente con i valori a cui si ispira la storia. Il film racconta di una famiglia di &quot;fasonisti&quot; ovvero i cosidetti &quot;cinesi d'Italia&quot; che confezionano capi d'abbigliamento per le grandi aziende del Nord. La famiglia, braccata dalla crisi economica di oggi, &#232; costretta a chiudere l'attivit&#224; e a (...)
        
        
        
        
        	-&lt;a href="http://www.close-up.it/news-eventi" rel="directory"&gt;NEWS &amp; EVENTI&lt;/a&gt;
        
        
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         <content:encoded>&lt;img class='spip_logos' alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; src=&quot;http://www.close-up.it/local/cache-vignettes/L150xH100/arton8551-37e21.jpg&quot; width='150' height='100' style='height:100px;width:150px;' /&gt;
                &lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;&lt;i&gt;In grazia di Dio&lt;/i&gt; &#232; il nuovo film di &lt;strong&gt;Edoardo Winspeare&lt;/strong&gt; che in questi giorni si sta girando in Salento, nel grande rispetto del territorio, con nuove soluzioni produttive, a impatto zero, in modo coerente con i valori a cui si ispira la storia. Il film racconta di una famiglia di &quot;fasonisti&quot; ovvero i cosidetti &quot;cinesi d'Italia&quot; che confezionano capi d'abbigliamento per le grandi aziende del Nord.
La famiglia, braccata dalla crisi economica di oggi, &#232; costretta a chiudere l'attivit&#224; e a trasferirsi in campagna, dove vivr&#224; con pochi soldi appoggiandosi alla comunit&#224;.
Nonostante le difficolt&#224; e la durezza della vita in campagna i protagonisti della storia ritroveranno la serenit&#224; attraverso un modo di vivere tra la natura pi&#249; semplice ma non ingenuo, alla conquista delle cose essenziali della vita .&lt;/p&gt; &lt;p&gt;I personaggi sono interpretati da attori non professionisti, Adele (Celeste Casciaro) la donna che con coraggio convince la figlia Ina (Laura Licchetta) e la sorella Maria Concetta (Barbara De Matteis) a cambiare vita con il resto della famiglia ricorrendo al baratto.
E il baratto &#232; utilizzato anche produttivamente per compensare per la straordinaria collaborazione le persone locali coinvolte nella lavorazione, attraverso il Pacco-baratto pieno di prodotti alimentari locali. Ci&#242;' non toglie che la produzione dia i normali compensi sindacali come a regola di legge. Sono diverse le location del film, tutte nel Salento caro al regista: Tricase, Casarano, Santa Maria di Leuca e Giuliano di Lecce, quest'ultimo scelto come set e centro operativo di &quot;In Grazia di Dio&quot;, un paesino dove ancora si vive in maniera autentica che partecipa ai lavori in totale armonia con l'intera troupe.
La produzione si &#232; impegnate a rispettare la natura e a non inquinare: abolita la plastica, ridotto al minimo l'uso di mezzi a carburante, sostituiti da ecologiche biciclette.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; La formula e le modalit&#224;' produttive sono cosi' adeguate alla storia e al suo spirito. Contribuiscono al budget la Banca Popolare Pugliese attraverso il tax credit, col sostegno dell'Apulia Film Commission, in collaborazione con l'Assessorato alle Risorse Agroalimentari della Regione Puglia - Prodotti di Qualit&#224; Puglia, con la sponsorizzazione di aziende che credono nei temi del film e consentono forme di 'baratto di gratitudine' nei confronti di quanti appoggiano in vari modi il film.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Producono per Saietta Film &lt;strong&gt;Gustavo Caputo, Alessandro Contessa, Edoardo Winspeare.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Attraverso la pagina ufficiale del film (&lt;strong&gt;&lt;a href=&quot;https://www.facebook.com/ingraziadidiofilm&quot; class='spip_url spip_out' rel='nofollow external'&gt;https://www.facebook.com/ingraziadi...&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;) &#232; possibile seguire quotidianamente la vita del set.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
                
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<item xml:lang="it">
		<title>Sesta edizione del Festival del cinema spagnolo a Roma dal 9 al 15 maggio</title>
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		<dc:date>2013-05-08T09:07:37Z</dc:date>
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		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Redazione Close-up</dc:creator>
        <dc:subject>
        	
        		NEWS &amp; EVENTI
            
       	</dc:subject>
            
        
		<description>Torna a Roma, dal 9 al 15 maggio, il Festival del cinema spagnolo giunto alla sua sesta edizione, fondato e diretto da Iris Mart&#237;n-Peralta e Federico Sartori, che offrir&#224; come di consueto al Cinema Farnese Persol di Campo de' Fiori un ampio panorama sul cinema iberico e latinoamericano di qualit&#224;, dai classici alle ultime novit&#224;. Film di apertura del festival, il lungometraggio Blancanieves di Pablo Berger, vincitore di 10 Premi Goya tra cui Miglior Film, Miglior Sceneggiatura e Miglior attrice (...)
        
        
        
        
        	-&lt;a href="http://www.close-up.it/news-eventi" rel="directory"&gt;NEWS &amp; EVENTI&lt;/a&gt;
        
        
		</description>
        
        
         <content:encoded>&lt;img class='spip_logos' alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; src=&quot;http://www.close-up.it/local/cache-vignettes/L106xH150/arton8550-557ac.jpg&quot; width='106' height='150' style='height:150px;width:106px;' /&gt;
                &lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;Torna a Roma, dal &lt;strong&gt;9&lt;/strong&gt; al &lt;strong&gt;15 maggio&lt;/strong&gt;, il &lt;strong&gt;Festival del cinema spagnolo &lt;/strong&gt; giunto alla sua sesta edizione, fondato e diretto da &lt;strong&gt;Iris Mart&#237;n-Peralta&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Federico Sartori&lt;/strong&gt;, che offrir&#224; come di consueto al Cinema Farnese Persol di Campo de' Fiori un ampio panorama sul cinema iberico e latinoamericano di qualit&#224;, dai classici alle ultime novit&#224;. Film di apertura del festival, il lungometraggio &lt;i&gt;Blancanieves&lt;/i&gt; di Pablo Berger, vincitore di 10 Premi Goya tra cui Miglior Film, Miglior Sceneggiatura e Miglior attrice emergente (Macarena Garcia). Il film, che sar&#224; distribuito in Italia il prossimo autunno, &#232; muto e in bianco e nero, ambientato nella Siviglia degli anni Venti e sar&#224; presentato dall'attrice, cantante e ballerina Macarena Garcia, volto noto della serie televisiva &lt;i&gt;Amar en tiempos revueltos&lt;/i&gt;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;La Nueva Ola&lt;/strong&gt;, sezione principale del festival, presenter&#224; le produzioni spagnole pi&#249; recenti, da quelle mainstream alle pi&#249; indipendenti. Tra i film presentati in questa sezione, il thriller poliziesco &lt;i&gt;Grupo 7&lt;/i&gt;, di Alberto Rodr&#237;guez con Antonio de la Torre, Mario Casas e Inma Cuesta, ambientato nella Siviglia pre-Expo Universale del 1992, in cui la polizia si incarica di ripulire la citt&#224;. Il film sar&#224; presentato sabato 11 maggio alle ore 20:30 dall'attore Julian Villagr&#225;n, Premio Goya 2013 come Miglior Attore non Protagonista proprio per &lt;i&gt;Grupo 7&lt;/i&gt;. Intimismo declinato al femminile con &lt;i&gt;De tu ventana a la m&#237;a&lt;/i&gt;, opera prima di Paula Ortiz, le storie incrociate di tre donne che in tempi diversi lottano per riaffermare la propria identit&#224;. Tra gli ospiti, il regista Xavi Puebla, che presenter&#224; il suo terzo lungometraggio, &lt;i&gt;A puerta fr&#237;a&lt;/i&gt; , interpretato, tra gli altri, da Mar&#237;a Valverde e Nick Nolte.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;L'omaggio al cinema italo-spagnolo di questa sesta edizione sar&#224; dedicato &#8211; luned&#236; 13 maggio alle ore 20:30 - al 50&#176; anniversario del film &lt;i&gt;El verdugo&lt;/i&gt; (tit.ita &lt;i&gt;La ballata del boia&lt;/i&gt;), di Luis Garc&#237;a Berlanga, Premio FIPRESCI a Venezia 1963, sceneggiato da Rafael Azcona ed Ennio Flaiano e con Nino Manfredi come protagonista. Il film &#232; uno dei massimi esempi della commedia nera spagnola. Quindi &lt;strong&gt;Locos &#8216;80&lt;/strong&gt;, sezione vintage del festival, che riunisce 3 cult-movies fondamentali del cinema spagnolo degli anni Ottanta: &lt;i&gt;Labirinto di passioni&lt;/i&gt;, di Pedro Almod&#243;var; &lt;i&gt;Opera prima&lt;/i&gt;, del futuro Premio Oscar Fernando Trueba e &lt;i&gt;La l&#237;nea del cielo&lt;/i&gt; (Skyline), di Fernando Colomo, autore-chiave del decennio.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Novit&#224; assoluta di questa edizione, la sezione &lt;strong&gt;La Nueva Ola Latinoamericana - L'immagine assente&lt;/strong&gt;, nata con l'obiettivo di recuperare film importanti del continente Sud-Americano che in Italia non sono passati se non in rare e rapide eccezioni. Tra gli ospiti, il regista colombiano Ciro Guerra, che presenter&#224; &#8211; mercoled&#236; 15 maggio &#8211; il film di chiusura del festival, &lt;i&gt;Los viajes del viento&lt;/i&gt;. Tra gli altri film presentati in questa sezione, gli argentini &lt;i&gt;El studiante&lt;/i&gt;, di Santiago Mitre (astro nascente del nuovo cinema indipendente argentino), vincitore del Gran Prix della Giuria a Locarno e l'anteprima di &lt;i&gt;Infancia clandestina&lt;/i&gt; di Banjam&#237;n &#193;vila in uscita a giugno. La sezione Latinoamericana &#232; completata da altri titoli quali il cult-movie ecuadoregno &lt;i&gt;Ratas, ratones, rateros &lt;/i&gt; (Roditori) di Sebasti&#225;n Cordero e il messicano El viol&#237;n di Francisco Vargas.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Tra le attivit&#224; parallele si segnalano le proiezioni del lungometraggio di animazione &lt;i&gt;Arrugas&lt;/i&gt;, di Ignacio Ferreras, distribuito in Italia da EXIT med!a nell'ambito di P&#250;blico Joven, Cinema in Versione Originale per scuole e licei. Il film, tratto dal fumetto omonimo di Paco Roca, edito in Italia da Tunu&#232; e gi&#224; programmato con grande successo durante la scorsa edizione del festival, &#232; lo spunto per un progetto didattico intorno alla solidariet&#224; inter-generazionale.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il Festival, sostenuto dalla &lt;strong&gt;Direzione delle Relazioni Culturali e Scientifiche del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione di Spagna&lt;/strong&gt; e dall'&lt;strong&gt;Istituto di Cinematografia Spagnolo&lt;/strong&gt;, con la collaborazione delle Ambasciate di Argentina e di Colombia in Italia, da quest'anno moltiplica la propria presenza sul territorio italiano con tappe e anteprime in numerose citt&#224; tra cui La Spezia, Cagliari, Pordenone, Treviso, Firenze, Napoli, Milano e Bologna.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Tutte le proiezioni saranno in versione originale con sottotitoli in italiano&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Ingresso&lt;/strong&gt; 6 euro - biglietto intero
4 euro - biglietto ridotto (studenti, over-60 e il primo spettacolo di ogni fascia giornaliera, eccetto film d'apertura a biglietto unico 8 euro).
&lt;strong&gt;Promozione&lt;/strong&gt;: vedi 4 film, il 5&#176; &#232; gratis&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Info:
&lt;a href=&quot;http://www.cinemaspagna.org/&quot; class='spip_url spip_out' rel='nofollow external'&gt;www.cinemaspagna.org&lt;/a&gt;
festival@cinemaspagna.org
cell. 380 5908856
tel. 06 6864395&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Video correlato: &lt;a href=&quot;http://www.youtube.com/watch?v=Ny7-Bce9e4U&quot; class='spip_url spip_out' rel='nofollow external'&gt;http://www.youtube.com/watch?v=Ny7-...&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
                
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<item xml:lang="it">
		<title>Tele Remake - In Treatment</title>
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		<dc:date>2013-05-08T08:22:56Z</dc:date>
		<dc:format>text/html</dc:format>
		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Viviana Eramo</dc:creator>
        <dc:subject>
        	
        		TELEVISIONE
            
       	</dc:subject>
            
        
		<description>In Treatment, nella sua formula originaria ideata da Hagai Levi in Israele e nella sua diretta filiazione statunitense (quella pi&#249; celebre), &#232; probabilmente il prodotto pi&#249; rivoluzionario degli ultimi dieci anni in fatto di serialit&#224; televisiva. La formula &#232; di una semplicit&#224; spiazzante. Nello stesso periodo (dal 2005 in poi) in cui la serialit&#224; televisiva esplorava storie intricate che sommavano al loro interno decine di punti di vista diversi e un uso del tempo (narrativo) che sfidava l'uso (...)
        
        
        
        
        	-&lt;a href="http://www.close-up.it/televisione" rel="directory"&gt;TELEVISIONE&lt;/a&gt;
        
        
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         <content:encoded>&lt;img class='spip_logos' alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; src=&quot;http://www.close-up.it/local/cache-vignettes/L150xH85/arton8546-2b821.jpg&quot; width='150' height='85' style='height:85px;width:150px;' /&gt;
                &lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;&lt;i&gt;In Treatment&lt;/i&gt;, nella sua formula originaria ideata da Hagai Levi in Israele e nella sua diretta &lt;a href=&quot;http://www.close-up.it/americana-in-treatment&quot; class='spip_in'&gt;filiazione statunitense&lt;/a&gt; (quella pi&#249; celebre), &#232; probabilmente il prodotto pi&#249; rivoluzionario degli ultimi dieci anni in fatto di serialit&#224; televisiva.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;La formula &#232; di una semplicit&#224; spiazzante. Nello stesso periodo (dal 2005 in poi) in cui la serialit&#224; televisiva esplorava storie intricate che sommavano al loro interno decine di punti di vista diversi e un uso del tempo (narrativo) che sfidava l'uso comune di flashback e flashforward, Hagai Levi prima e l'HBO subito dopo sembravano ispirarsi, seppur liberamente, alle unit&#224; aristoteliche di tempo e spazio. Uno psicanalista, nel suo studio. Un paziente al giorno, ovvero per puntata, per mezz'ora (il tempo di ciascun episodio). Due luoghi (seppur con qualche eccezione): lo studio dello psicanalista e quello del suo supervisore. L'azione &#232; relegata fuori, oltre le mura dei due studi. Ci&#242; che lo spettatore vede e ascolta &#232; unicamente legato a ci&#242; che il paziente decide di raccontare. Il vero contenuto della narrazione, a cui il pubblico si appassiona, &#232; un racconto orale e il dialogo che ne scaturisce tra analista e paziente. Gli unici montaggi permessi sono relativi ai controcampi, il resto lo fanno movimenti di macchina fluidi e lenti che pi&#249; che interrogare gli spazi (sempre gli stessi, per l'appunto) scrutano i personaggi.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&#200; tutta qui la formula di &lt;i&gt;In Treatment,&lt;/i&gt; conosciuta al grande pubblico soprattutto nella versione statunitense con protagonista l'affascinante Gabriel Byrne. Dopo la produzione degli adattamenti serbo, rumeno e olandese, anche l'Italia - grazie a Wildside, Sky e La7 - ha avuto il suo &lt;i&gt;In Treatment&lt;/i&gt;, in onda da inizio Aprile su pay-tv e prossimamente in chiaro.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Sgombriamo subito il campo dal tipo di considerazione che sembra aver preoccupato maggiormente i commentatori. La serie, per la sua stessa storia produttiva, non pu&#242; che essere un remake, quindi un adattamento. Non ci pare utile rinvenire la mancanza di originalit&#224; della sceneggiatura. &#200; la stessa natura dell'operazione ad implicare che personaggi e dialoghi si ripetano, esattamente come fu per la versione statunitense a partire dalla versione israeliana. La vera sfida consiste, piuttosto, nell'elaborare un prodotto organico, compiuto e credibile, nella misura in cui ne esistono diversi che hanno lavorato con gli stessi elementi, con notevole successo. La questione, allora, riguarda nella stessa misura sceneggiatori, produttori, attori e regista.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Detto ci&#242;, non si pu&#242; non rilevare che per chi conosce, e magari ne &#232; un buon appassionato, la serie con Gabriel Byrne, l'effetto cortocircuito del deja vu &#232; difficilmente evitabile. Tuttavia la serie di Sky sembra reggere il confronto senza uscirne particolarmente ammaccata.
La regia di Saverio Costanzo ricalca i precedenti, alterna campi e controcampi, si sofferma sui primi piani. La macchina da presa &#232; discreta, gli attori sono i veri protagonisti. Il cast &#232; stellare: Sergio Castellitto (Giovanni Mari, lo psicologo), Kasia Smutniak (la paziente invaghita del terapeuta), Guido Caprino (il carabiniere in crisi di coscienza, che sostituisce il generale americano della serie statunitense), Barbora Bobulova e Adriano Giannini (la coppia in crisi), Irene Casagrande (l'adolescente in difficolt&#224;), Licia Maglietta (la supervisora di Giovanni). Non sempre gli attori, tuttavia, sostengono il confronto con i loro cloni statunitensi: la Casagrande &#232; lontana anni luce da Mia Wasikowska e Licia Maglietta rimane fin troppo schiava del personaggio di Diane West. Gli episodi del venerd&#236; ci sembrano quelli pi&#249; deboli e qui e l&#224; si percepiscono lievi forzature. Nonostante ci&#242; ci pare che la serie riesca ad evitare la gran parte dei pericoli insiti in una forma seriale cos&#236; particolare e, almeno sulla carta, cos&#236; predisposta ad accogliere ed enfatizzare i difetti della stragrande maggioranza dei prodotti per la tv italiana. In questo senso, probabilmente, la produzione targata Wildside e Sky e la direzione di Costanzo hanno evitato che &lt;i&gt;In Treatment&lt;/i&gt; diventasse in Italia la solita fiction di interni e dialoghi a cui siamo abituati dalle produzioni generaliste.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
                
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		<title>Arte: Le italiane ad 'Icastica' con le opere di Federica Marangoni</title>
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		<dc:date>2013-05-08T08:07:41Z</dc:date>
		<dc:format>text/html</dc:format>
		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Marco Di Cesare</dc:creator>
        <dc:subject>
        	
        		NEWS &amp; EVENTI
            
       	</dc:subject>
            
        
		<description>Protagonista anche la nuova generazione di performer con la Ambrosio, la Ferioli e la Mattii. Federica Marangoni, &#232; tra le performer italiane presenti a Icastica, la manifestazione dedicata all'Arte nel segno delle donne, curata da Fabio Migliorati e che si terr&#224; ad Arezzo dal 7 giugno al 1&#176; settembre 2013. Artista di fama internazionale, padovana di nascita, la Marangoni negli anni ha esposto le proprie opere in tutto il mondo, dalla Biennale di Venezia al Museum of Modern Art di New York, (...)
        
        
        
        
        	-&lt;a href="http://www.close-up.it/news-eventi" rel="directory"&gt;NEWS &amp; EVENTI&lt;/a&gt;
        
        
		</description>
        
        
         <content:encoded>&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;Protagonista anche la nuova generazione di performer con la Ambrosio, la Ferioli e la Mattii.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Federica Marangoni&lt;/strong&gt;, &#232; tra le performer italiane presenti a &lt;strong&gt;Icastica&lt;/strong&gt;, la manifestazione dedicata all'Arte nel segno delle donne, curata da Fabio Migliorati e che si terr&#224; ad &lt;strong&gt;Arezzo&lt;/strong&gt; dal &lt;strong&gt;7 giugno&lt;/strong&gt; al &lt;strong&gt;1&#176; settembre 2013&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Artista di fama internazionale, padovana di nascita, la Marangoni negli anni ha esposto le proprie opere in tutto il mondo, dalla Biennale di Venezia al Museum of Modern Art di New York, da Hara Museum of Contemporary Art di Tokyo, al Palazzo Ducale e al Peggy Guggenheim Collection di Venezia, al C&#237;rculo de Bellas Artes di Madrid, dalla Triennale di Milano al Metropolitan Museum of Art. La sua presenza a Icastica &#232; quanto mai importante soprattutto per il lavoro che la Marangoni ha da sempre svolto nel nome delle donne e per le sue battaglie culturali negli anni '60.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Con la Marangoni anche la generazione mid-career di artiste italiane con &lt;strong&gt;Maddalena Ambrosio&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Tamara Ferioli&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Maria Carla Mattii&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Contraddizioni, conflitti, ambivalenza, tecnologia, modernit&#224;, nostalgia: questo e molto altro ancora nel concetto d'arte delle quattro performer italiane presenti alla prima edizione di Icastica e che andranno a confrontarsi con le colleghe di tutto il mondo, come &lt;strong&gt;Yoko Ono&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Marina Abramovic&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
                
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