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The disaster artist

Pubblicato il 27 novembre 2017 da Fabiana Sargentini

VOTO:

The disaster artist

James Franco è un uomo che osa. Ha le doti, le risorse, le energie per farlo. Il progetto di The disaster artist somiglia p, in parte, all’ossessione del protagonista Tommy Wiseau, da lui stesso interpretato, per dirigere “The room”, pellicola così brutta da venire considerata, nella zona del trash, “il più grande film brutto mai realizzato”. Una storia di amicizia nel fallimento, di ambizione senza talento, di tentativo di superare se stessi andato a pessimo fine. James Franco e suo fratello Dave incarnano i milioni di giovani che si trasferiscono nella città degli angeli a cercare la celebrità da quando il cinematografo è stato inventato. La velleità ingenua, l’arroganza del giocarsi il tutto per tutto quando si incontra il produttore famoso al ristorante, i provini patetici al limite della vergogna per lo spettatore. Tutto è raccontato con fedeltà fotografica, realistica: grandiosità e miseria mescolate insieme. Tommy si crede un eroe e finisce per esserlo, dentro i suoi misteri, dentro una mitomania espressa nel vestire, nel parlare ad alta voce, nel coraggio di essere se stesso: per qualche ragione è titolare di un conto in banca senza fondo, è generoso, non esita a spendere e spandere: divertenti le scene con la troupe cinematografica e i noleggiatori di attrezzature sconvolti dalla proposta da parte di quest’uomo bizzarro, coi capelli lunghi fino alle spalle, un occhio sempre mezzo chiuso, un accento indecifrabile, di acquistare le attrezzature necessarie a girare un film piuttosto che prenderle in affitto per la durata delle riprese. Tommy non è un regista, in qualche modo non è neppure un attore, è un amatore: dell’arte cinematografica, della recitazione, del mondo dello spettacolo. Da cui continua a rimanere fuori. A cui brama più della luce. Ma nel suo percorso incontra Greg Sestero - un diciannovenne prestante con cui condivide il medesimo sogno - e di fatto, senza che nulla sia mai esplicitato a parole, se ne innamora. A questo punto è per lui che è pronto a tutto, non meschinamente per possederlo fisicamente o fare di lui il suo compagno, la cosa che più gli preme da quando l’ha conosciuto è che la loro realizzazione in ambito cinematografico sia superlativa e, soprattutto, che avvenga contemporaneamente attraverso un progetto comune. Diverrà geloso della fidanzata dell’amico, impazzirà quando Greg andrà vivere con lei, maltratterà tutti membri della troupe a seconda dei suoi umori. Tratto da una storia vera, liberamente, il film si declina secondo una modello di struttura di sceneggiatura classico: colpi di scena in ognuno dei tre atti, allontanamento tra i due protagonisti poco prima della fine, pacificazione e lieto fine. E dopo la parola fine, appena prima dei titoli di coda, uno dei momenti più esilaranti: in split screen vediamo le scene originali del film di The room e accanto le stesse identiche scene formate da medesime inquadrature rifatte da Franco. Film leggero, molto divertente, un’operazione di divertissement recitativo, performativo, creativo


CAST & CREDITS

(The disaster artist); Regia: James Franco; sceneggiatura: Scott Neustadter, Michael H. Weber; fotografia: Brandon Trost; montaggio: Stacey Schroeder; interpreti: James Franco, Dave Franco, Zoey Deutch, Alison Brie, Kristen Bell, Josh Hutcherson, Zac Efron, Jason Mantzoukas, Bryan Cranston, Lizzy Caplan, Megan Mullally, Adam Scott, Seth Rogen; produzione: Good Universe, New Line Cinema, Point Grey Pictures, Rabbit Bandini Productions, Ramona Films, RatPac-Dune Entertainment; distribuzione: Warner Bros. Italia; origine: Usa, 2017; durata: 98’


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