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Festa del cinema di Roma - The old man & the gun

Pubblicato il 31 ottobre 2018 da Sarah Mataloni

VOTO:

Festa del cinema di Roma - The old man & the gun

The old man and the gun, film che chiude dignitosamente la brillante carriera di Robert Redford, scritto e diretto da David Lowery, sembra costruito a pennello per il carisma, il fascino e il volto rugoso ma accattivante di Redford: Tucker è un rapinatore “seriale” con il fascino antico del galantuomo d’altri tempi.
Il film è ispirato alla storia vera di Forrest Tucker, un ladro incallito e avanti negli anni, dotato di un eleganza senza pari e di un innegabile savoir fair, doti che utilizza per “incantare” le sue vittime, senza spargimenti di sangue riuscendo anzi nel’l’intento di recuperare un consistente bottino.
Grazie al suo charme e alla sua eleganza, infatti, l’abile rapinatore riesce a svaligiare banche e ad evadere, sempre col sorriso sulle labbra, ben 16 volte dal carcere.
Lo insegue senza sosta un poliziotto sulla quarantina(Casey Affleck) diviso (come spesso accade) tra il voler abbandonare il caso, e il portarlo avanti ad ogni costo.
In fondo, i due protagonisti/antagonisti Redford e Affleck si somigliano: sono pieni di passione per il loro lavoro, determinati a non mollare, e finiscono per scontrarsi-sempre elegantemente- e in fondo per stimarsi.
Tucker gioca a “farsi acchiappare” da lui, e allo stesso tempo il poliziotto è affascinato e vuole saperne di più sull’incallito ed elegante delinquente.
The old man & the gun è soprattutto un film esistenziale: Redford, sempre “felice” sullo schermo (come lo descrivono Affleck e le vittime rapinate) è un accattivante rapinatore perché ha scelto di esserlo e perché non potrebbe agire diversamente.
Rapinare banche, evadere di prigione, organizzare colpi da maestro, è uno stile di vita che gli permette di “vivere davvero e non di guadagnarsi da vivere” ed è l’unico modo con cui Tucker riesce a sentire addosso il soffio vitale alla sua veneranda età.
Tucker non è un delinquente per necessità o per indigenza, ma perché non può farne a meno e rapinare diventa un’arte, così come per il pittore dipingere è una necessità o per lo scrittore scrivere rappresenta un’impellenza.
La necessità di rapinare per Tucker non è quindi un fattore esterno, ma una condizione esistenziale che gli permette di non invecchiare mai veramente e di sentirsi sempre vivo interiormente e sempre sulla cresta dell’onda.
Sullo sfondo, ma non per questo marginale, la fascinosa Sissy Spacek interpreta la donna che nonostante tutto sceglie di stare accanto all’uomo, accettandone con dignità e autonomia fughe, arresti e ritorni. La sofisticata amante sceglie il brivido dell’incertezza e rimanere accanto a un rapinatore quasi seriale finisce per diventare anche una sua scelta di vita che sembra calzarle a pennello.
Ambientato negli anni ottanta e sapientemente costruito con stile, The old man & the gun, dietro all’ironia delle sue battute e dietro al fascino d’ altri tempi dei protagonisti, cela una dolce/ amara riflessione sulle scelte compiute e sul senso della vita.
Tutto con il sorriso sulle labbra,naturalmente.


CAST & CREDITS

(The old man and the gun); Regia: David Lowery; sceneggiatura: David Lowery; fotografia: Joe Anderson; montaggio: Lisa Zeno Churgin; musica: Daniel Hart; interpreti: Robert Redford, Casey Affleck, Danny Glover, Tika Sumpter, Isiah Whitlock jr; produzione: Condé Nast, Endgame Entertainment, Identity Films, Sailor Bear, Wildwood Enterprises; origine: USA, 2018; durata: 93’


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