Un giorno speciale

Pubblicato il 4 ottobre 2012 da Antonio Valerio Spera
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Un giorno speciale

Mettiamo via ogni giro di parole. Francesca Comencini è una grande narratrice. Sensibile, delicata, profonda, vicina ai personaggi e alla realtà in cui li inserisce. Una “story-teller” tanto efficace quanto attenta ai mali sociali del nostro paese. Lo ha dimostrato con i suoi film di finzione (Mi piace lavorare -Mobbing e Lo spazio bianco, su tutti), così come nei suoi documentari (Carlo Giuliani, In fabbrica, per citare i più noti). Il suo ultimo lavoro, presentato in concorso all’ultima Mostra di Venezia, ne è solo la conferma.
Un giorno speciale si apre a Ponte di Nona, quartiere della periferia est di Roma. Palazzine colorate, nuove, ben curate ma immerse nel nulla. E’ lì che vive Gina, diciassettenne spinta dalla madre ad inseguire il sogno di diventare attrice. Il “giorno speciale” che dà il titolo al film è quello che vede la ragazza nell’attesa di incontrare un importante politico. Un’attesa, dalla mattina alla sera, resa particolare dall’autista dell’onorevole, suo accompagnatore per tutta la giornata.
La Comencini porta sullo schermo l’Italia di oggi, quella dei giovani disoccupati e senza futuro che con innocenza di fondo lasciano le loro speranze nelle raccomandazioni o nelle prestazioni sessuali. Ma principalmente il film è il racconto di un breve incontro, di poche ore in una Roma tanto bella, sontuosa, maestosa e affascinante nella sua cornice storica, quanto profondamente infetta del marcio della società e della politica italiana, di cui purtroppo se ne fa più alto emblema. Una città ferita dal consumismo, dalla degenerazione dei valori, governata dalla paura del giudizio fondato sull’apparenza. In essa si muovono i due protagonisti, tra una partita di bowling, un pranzo in centro, corse affannate in via del Corso. Due giovani vittime inermi e inconsciamente rassegnate alle nuove regole della vita. Durante le poche ore in giro per la capitale si scontrano, si conoscono, iniziano a piacersi. Lei forte, sicura di sé, intraprendente, trascinante nelle sue idee improvvise; lui impacciato, goffo, ansioso. Il loro incontro, dietro dialoghi e situazioni solo apparentemente banali – ma in realtà pregne della semplicità del reale -, cela un discorso acuto sull’Italia contemporanea, un’invettiva contro le folli assurdità dell’oggi. Una riflessione che, a “giochi fatti”, esplode con forza nel finale del film, da una parte nel volto frastornato e silenzioso di Gina e dall’altra nella rabbia irrefrenabile di Marco. Due personaggi resi convincenti dalle ottime interpretazioni dell’esordiente Giulia Valentini, una sorpresa che speriamo di rivedere presto sullo schermo, e da Filippo Scicchitano, perfetto per interpretare il giovane autista al suo primo giorno di lavoro e straordinario nel cambiare gradualmente tono nell’ultima parte. Un’evoluzione, quella dei personaggi, che coinvolge l’intero film. Un racconto che scivola leggero e delicato, con apparente spensieratezza, ma che alla fine ti colpisce al cuore come un macigno e non ti lascia più.
Un giorno speciale tiene per un’ora e mezza, diverte, ci regala una Roma (grazie anche alla splendida fotografia di Bigazzi) nuova, mutata rispetto al solito immaginario cinematografico, scorre che è una meraviglia. Ed usciti dalla sala continua a farti pensare, con amarezza, per quello che siamo e per ciò che noi stessi non riusciamo a essere. Un film che, come il grande cinema italiano di un tempo, sa essere sociale e politico grazie alla sola forza della narrazione.


CAST & CREDITS

(Un giorno speciale) Regia: Francesca Comencini; sceneggiatura: Francesca Comencini, Giulia Calenda, Davide Lantieri dal romanzo di Claudio Bigagli; fotografia: Luca Bigazzi; montaggio: Massimo Fiocchi, Chiara Vullo; interpreti: Filippo Scicchitano, Giulia Valentini, Roberto Infascelli, Antonio Zavatteri, Daniela Del Priore, Rocco Miglionicco, Eleonora Albrecht; produzione: Palomar; distribuzione: Lucky Red; durata: 90’.


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