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Venezia 71 - Theeb

Pubblicato il 9 settembre 2014 da Filippo Baracchi

VOTO:

Venezia 71 - Theeb

Deserto arabico nel 1919.
Siamo in pieno conflitto mondiale. La regione è diventata territorio di caccia di mercenari ottomani, rivoluzionari arabi ed emarginati predatori beduini.
Il giovanissimo Theeb, rimasto orfano del padre, viene cresciuto nella sua tribù beduina dal fratello Hussein.
Una notte giungono al loro accampamento un ufficiale dell’esercito britannico e la sua guida. Hussein, per onorare la figura del padre e in linea con l’ospitalità beduina, decide di accoglierli e di accompagnarli la mattina seguente ad un pozzo d’acqua sull’antica via del pellegrinaggio alla Mecca.
Theeb, inaspettatamente, decide di inseguirlo.
Nel viaggio pieno di sorprese, Theeb scoprirà cosa significa diventare adulto.

Un western epico, da atmosfere suggestive alla Lawrence d’Arabia, è l’opera prima dell’inglese Naji Abu Nowar. 
Prendendo spunto dalla lezione di Sergio Leone (anche per quanto riguarda le splendide musiche beduine), ma inserendo degli elementi nuovi dal punto di vista narrativo, il regista crea uno percorso proprio che ha molti aspetti interessanti: il soggetto, la messa in scena, l’ambientazione e non ultimo il protagonista. 
L’originalità maggiore è raccontare una cultura, in via di estinzione, come quella beduina. I personaggi della storia sono non attori, come lo stesso protagonista beduino Jacir Eid. 

Girato in cinque settimane nel deserto in cui è stato ambientato il film Lawrence d’Arabia, Theeb è una pellicola che affascina per la sua semplicità e al tempo stesso per la capacità di saper narrare territori sconosciuti e incontaminati attraverso il suo piccolo protagonista.
Il giovanissimo Theeb, che in beduino significa lupo, si inserisce bene nella location suggestiva, senza mai essere inghiottito da essa.
La capacità maggiore di Naji Abu Nowar è infatti quella di creare una tensione interna ed esterna tra il protagonista e l’ambiente circostante. Questo anche grazie ad un utilizzo intelligente delle commento musicale, che tanto ricorda i brani di Ennio Morricone.
Theeb, romanzo di formazione alla Salgari, è adatto più ad un pubblico adulto, che a quello giovanissimo.
La pellicola in questa impresa ambiziosa ha un solo difetto: la lentezza di alcuni punti forse legati ai limiti tecnici della produzione.
Comunque premio alla regia nella sezione Orizzonti di Venezia 71:
Per Naji Abu Nowar un buon inizio.


CAST & CREDITS

(Theeb); Regia: Naji Abu Nowar; sceneggiatura:Naji Abu Nowar; fotografia: Wolfgang Thaler; montaggio: Rupert Lloyd; musica: Jerry Lane; interpreti: Jacir Eid, Hassan Mutlag, Hussein Salameh, Marij Audeh, Jack Fox; produzione: Bassel Ghandour, Rupert Lloyd, Nasser Kalaji, Laith Majali; distribuzione: Fortissimo Films; origine: Giordania, Gran Bretagna, Emirati Arabi, Qatar; durata: 100’;


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